Lei-Garimberti: fuori i secondi. Più che il Tg1 è la Tgr la partita della vita
marco | 27 gennaio 2012
La partita Rai è degna di una finale di Champions League. Alla fine solo uno (o una) alzerà la coppa. Per decretare il vincitore occorreranno di sicuro i supplementari e forse anche i rigori. Queste sono ore molto concitate per i duellanti e le loro squadre. Da una parte c’è il direttore generale Lorenza Lei che si sente solida in sella e che deve dare riscontro a chi l’ha voluta su quella poltrona. Dall’altra parte c’è il presidente Paolo Garimberti che non si vede più nei panni del garante dell’opposizione, bensì nell’alfiere del nuovo che avanza. Inutile sottolineare che entrambi i protagonisti della sfida si giocano la testa (intesa come riconferma). Chi vincerà la partita? Il Tg1 e la Tgr (la testata regionale) rappresentano il trofeo da portare a casa, il terreno di gara da espugnare se la vediamo dal punto di vista dei partiti politici. Da quando non c’è più Silvio Berlusconi si è venuta a creare una certa confusione nella governance di viale Mazzini. Non si sa più chi faccia parte della maggioranza e chi dell’opposizione. Quello che è chiaro è lo scenario: ognuno per sé, Dio per tutti. Al governo Monti non dispiacerebbe cominciare a mettere qualche paletto sulla riforma della Rai, ma mancano gli strumenti per cambiare le cose. E se essi non si troveranno al più presto esiste la possibilità che il cda in scadenza a fine marzo possa subire una proroga. Ma la contesa Lei-Garimberti verte proprio su un’altra proroga, quella della direzione del Tg1. La Lei vorrebbe tenere in carica, almeno fino a giugno, Alberto Maccari. Per contro, Garimberti vorrebbe sostituirlo da subito con Marcello Sorgi o Mario Calabresi. Ma quanti di questi papabili candidati hanno voglia di prendersi gli oneri di una direzione che tra qualche mese potrebbe essere cancellata dalle elezioni? Il tutto con stipendi sensibilmente ridotti rispetto al passato. Le elezioni che verranno fanno pensare di getto alla Tgr, diventata ora più che mai una direzione strategica. Il posto di Maccari dovrebbe essere assegnato ad Alessandro Casarin, già condirettore, stimato e apprezzato principalmente dalla Lega ma anche da esponenti del Pdl, su tutti Paolo Romani. Ma l’accoppiata Maccari al Tg1 e Casarin alla Tgr è vista come fumo agli occhi dal Pd e dal terzo polo. Da qui la spinta a Garimberti per sparigliare il campo e non lasciare al Carroccio una direzione così importante per le prossime elezioni. Inoltre il terzo polo ha già pronto il suo candidato (Pietro Pasquetti) da opporre a Casarin. Pensate che suk diventerà il cda al momento del voto.
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