Marco Castoro

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Minzolini rinuncia al ricordo d’urgenza per il Tg1

marco | 19 giugno 2013

Augusto Minzolini ha rinunciato al ricorso d’urgenza articolo 700 per il suo rientegro al Tg1. In pratica il direttorissimo ha cambiato strategia in corso. Nell’udienza di ieri i suoi legali hanno formalizzato la rinuncia e il processo è stato aggiornato al 17 settembre. La mossa è giunta sorpresa. Probabilmente anche a Minzolini farà comodo prendere un po’ di tempo, prima di avere una sentenza. In questo momento l’ex direttore del Tg1 è senatore e membro della Vigilanza (un ruolo che Berlusconi gli ha voluto affidare a tutti i costi). Inoltre è in aspettativa con la Rai che gli aveva affidato un incarico alternativo alla direzione del Tg1, come capo dei corrispondenti esteri. Pertanto un reintegro al Tg1 forse scombinerebbe i piani di Minzolini, a cui non dispiacciono sicuramente gli attuali compiti da vigilante. Per contro la Rai ha sollevato più di un caso di incompatibilità sui ruoli ricoperti dal direttorissimo. Il braccio di ferro è sempre in corso, magari però all’orizzonte potrebbe aprirsi qualche spiraglio di trattativa. Chissà…

Mediobanca accende
la miccia Rai
Lo Stato italiano potrebbe incassare circa 2 miliardi di euro dalla vendita della Rai, alleggerendo al contempo il bilancio da una partecipazione che lo scorso anno ha generato 244 milioni di perdite. A dare un prezzo all’azienda pubblica, mentre in Grecia infuocano le polemiche sulla chiusura della televisione di Stato, è Mediobanca: la Rai, rilevano gli analisti di Piazzetta Cuccia, vale circa 2,47 miliardi, a cui vanno sottratti 366 milioni di debiti netti al 31 dicembre 2012. La sola vendita di Ray Way, proprietaria delle infrastrutture di trasmissione, rileva Mediobanca, vale 600 milioni di euro.

Baudo rilancia Vianello
Ci voleva il vecchio Pippo Baudo per strappare un sospiro di sollievo al direttore di Raitre, Andrea Vianello. Dopo tutta una serie di flop o di delusioni in prima serata (tra cui va connotato anche l’atteso nuovo talk di David Parenzo che non è riuscito ad arrivare a una media share del 5%), ecco che finalmente si è assistito al ruggito del vecchio leone. Il viaggio, trasmissione itinerante, curata da Baudo ha avuto un buon esordio: è stata vista da oltre un milione e mezzo di telespettatori per uno share medio superiore al 6%.

Perfino Nigeria
e Tahiti meglio
di Quinta colonna
e Piazza pulita
Trasmettere in prima serata su Raiuno l’incontro di calcio tra Nigeria e Tahiti, diciamo la verità, è sembrata una mossa un po’ azzardata da parte di Viale Mazzini. Infatti perfino Raidue con i telefilm di Criminal Minds ha fatto meglio: 8,5% di share contro 8,2% (i telespettatori in media sono stati poco più di 2 milioni). Tuttavia fa riflettere il fatto che molti telespettatori hanno preferito vedere la partita di Confederation Cup piuttosto che i soliti talk del lunedì sera (Quinta colonna e Piazza pulita), battuti di oltre mezzo milione di teste.

Brachino strappa applausi
Il nuovo responsabile di Sport Mediaset ha presentato alla redazione il suo piano editoriale. A votare a favore di Claudio Brachino sono stati in 47, mentre solo 6 i contrari. Quindi il gradimento è stato portato a casa, nonostante in questi giorni nell’azienda di Cologno Monzese i giornalisti siano un po’ inquieti. Ora negli intenti di Brachino ci sono l’incremento degli speciali, dei contenuti sul canale Premium e in prospettiva rispolverare l’idea del settimanale domenicale, un nuovo Controcampo.

Non c’è più rispetto per il Tg1
Perfino il Tg1 ha subito uno spostamento d’orario alle 20,20 per la finale dell’Under 21. Ma non per la gara, che alle 20 era bella che finita, ma per le chiacchiere da studio.

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Salvagente in Brasile per il pupillo di Bertone

marco | 18 giugno 2013

Sembrava destinato a una carriera fulgida ai piani alti di Viale Mazzini. Pupillo del cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, Marco Simeon è entrato alla Rai dalla porta principale e con gli onori del caso. Gli hanno affidato la direzione di Rai Vaticano e la poltrona di responsabile delle relazioni istituzionali ed internazionali. Il prediletto sembrava avesse un carrarmato per le sue avanzate. Fu decisivo (assieme ad Agostino Saccà) ad appoggiare Lorenza Lei verso la poltronissima di direttore generale. Ma la ruota gira. E dopo pochi mesi Simeon si è ritrovato fuori dalla Rai. Prima ha dovuto cedere la direzione di Rai Vaticano, poi quella delle relazioni istituzionali che da ieri appartiene a Alessandro Picardi, l’ultimo rampollo alla corte di Luigi Gubitosi e Anna Maria Tarantola. Tuttavia un piccolo salvagente è stato consegnato a Simeon, una collaborazione Rai dal Brasile. È fuori dall’azienda ma resta comunque in orbita. Hai visto mai la ruota dovesse di nuovo girare… Anche l’ex capo di Raisport, Eugenio De Paoli, è stato trasferito in Brasile. Ma non come corrispondente. Il suo ruolo sarà di coordinamento di eventi sportivi e non, visto che nei prossimi tre anni si terranno a Rio (Confederation Cup, Mondiali, Olimpiadi, Giornata della gioventù). Il suo posto a Raisport è stato preso da Mauro Mazza, un direttore che dovrà gestire una testata che ha rete e tiggì.

Tgcom24
nella morsa dello sciopero
Quando una redazione è in sciopero a ogni edizione del tiggì si legge il comunicato del cdr. Ma quando a incrociare le braccia è un canale all news per il telespettatore diventa un massacro. Ascoltare lo stesso comunicato per ore e ore e in maniera continua a ogni nuovo aggiornamento del notiziario è una vera tortura. Ed è solo il primo giorno di sciopero (nel pacchetto ce ne sono altri quattro). I giornalisti di News Mediaset sono entrati in agitazione dopo che l’azienda ha deciso di rivedere la distribuzione degli organici, escludendo però licenziamenti.

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Corcione lascia la direzione di Skysport

marco | 14 giugno 2013

Non c’è due senza tre. Dopo che sono cambiati i direttori di Raisport (Mauro Mazza) e Mediaset Sport (Claudio Brachino), ecco che all’orizzonte si vede un’altra sostituzione. Le redazioni di Sky Sport e Sky Sport24 sono in fermento. Il direttore Massimo Corcione dal 1° luglio si prenderà sei mesi sabatici, lasciando l’incarico al successore. Chi? Bella domanda. I contendenti sono diversi. I nomi che tutti fanno sono quelli di Fabio Caressa per il canale all news e Giovanni Bruno per Sky Sport. Tuttavia sembra improbabile che Caressa possa accettare l’incarico. Come frontman sicuramente è il più gettonato, ma un conduttore-telecronista-inviato come lui non sembra possa adattarsi a un ruolo di coordinatore dietro le quinte. Seppure ci siano un vicedirettore (Fiorenzo Pompei) e un caporedattore (Federico Ferri) che conoscono molto meglio di Caressa la macchina. Tra l’altro si potrebbe promuovere anche conduttori come Sandro Sabatini e Fabio Tavelli che rappresentano punti di riferimento per il canale. Qualcuno ha anche fatto il nome di Ilaria D’Amico, ma vale lo stesso discorso fatto per Caressa. Intanto il telecronista di “tutti sotto la doccia” è in Brasile per la Confederation Cup. Con lui ci sono Beppe Bergomi, Alessandro Alciato e Paolo Assogna.

La Formula 1 prende quota
Dopo un avvio in sordina la Formula 1 su Sky sta cominciando a dare qualche buon risultato. Certo ancora l’investimento fatto non si è ripagato del tutto, però all’orizzonte è comparso qualche squarcio di sole che illumina le scrivanie dei responsabili. Per quanto riguarda invece i diritti della Premier League sono ancora lì che aspettano un compratore: Sky sta aspettando che ci sia un ribasso, ma difficilmente potrà fare uno sforzo. Magari proverà a prenderli in seconda battuta quando ci saranno i saldi.

Bunga Bunga
Premium
Anche Mediaset Premium ha deciso di puntare molto sul porno per la pay tv con Hot Time. Del resto l’esempio di Sky va seguito. Il mercato hot sull’emittente satellitare frutta 70 milioni di euro. A Mediaset stapperebbero lo champagne pure per 30 milioni. Un film si compra con 9 euro, ma c’è l’offerta per tre pellicole a 12 euro. A Sky per un film ce ne vogliono 10. Comunque per sapere chi ce l’ha più duro tra Sky e Premium bisogna aspettare che anche a Cologno si scelga il testimonial del canale. Certo, battere il Rocco Siffredi di Sky non sarà facile. È tutta una questione di centimetri.
Canale 5 non va in vacanza
Alla Marcuzzi gli special musicali
Tutto si può dire meno che quest’estate Canale 5 se ne vada in vacanza spegnendo i programmi in palinsesto. Oltre a Jump!, il talent sui tuffi, che nonostante piaccia solo a Paolo Bonolis, è stato visto da più di 4 milioni di telespettatori.
La rete diretta da Giancarlo Scheri ha in canna quattro speciali musicali, da mandare in onda in prima serata, con altrettanti big della musica italiana (ancora top secret). La trasmissione andrà in onda da piazza del popolo a Roma e sarà condotta da Alessia Marcuzzi e Simone Annichiarico.

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Tentazione Mentana per il ritorno di Matrix

marco | 13 giugno 2013

Se n’era andato sbattendo al porta. Ora la riapre dopo quattro anni. Enrico Mentana varca di nuovo i cancelli di Mediaset. Lo fa accettando l’invito di Alfonso Signorini che l’ha voluto a Studio 5 (la trasmissione celebrativa del Biscione che andrà in onda da luglio) per parlare del Tg5. Il ritorno di Mentana nell’azienda che l’ha consacrato come numero uno ha scosso gli ambienti di Cologno. In molti si chiedono se la sua presenza sia casuale o frutto di chissà quale stratagemma. Che il direttore del Tg7 possa tornare alla guida del nuovo Matrix non è poi un argomento così tabù. Alessio Vinci se n’è andato. Le trasmissioni di approfondimento sui canali generalisti di Mediaset sono destinati ad aumentare con la direzione di Mario Giordano. Avere un format vincente come Matrix e lasciarlo in cantina non sembra una buona idea. E chi meglio di Mentana potrebbe essere l’alfiere del rilancio. Il direttore è sempre stato legato a Mediaset. Anche nei momenti dello scontro non ha tagliato i ponti con i suoi interlocutori. Mentana e Crippa sono un po’ come Battisti e Mogol. Si sono separati ma hanno continuato sempre ad annusarsi. In fondo si vogliono bene. I rapporti di Mentana con la famiglia Berlusconi sono sempre stati di massimo rispetto, seppure mai convergenti e delineati su posizioni ben precise. Il Cav ha sempre stimato Mentana e il giornalista non gli ha mai fatto mancare il suo appoggio, anche indiretto, soprattutto nei momenti decisivi. Elettorali e non. Quando tutta l’opinione pubblica gli puntava il dito contro. Momenti che si sono da sempre alternati con critiche e battute. Come ad esempio in occasione del programma Bersaglio mobile dedicato al processo Ruby. Una trasmissione che ha fatto infuriare Berlusconi. Qualcuno pensa che un riavvicinamento di Mentana a Mediaset possa anche significare un patto di pace sancito tra il Cavaliere e Umberto Cairo, il patron di La7. Comunque il ritorno di Mentana ci sembra un passo ardito, più una voce che una possibilità. Tuttavia non va dimenticato che il direttore del tg di La7 ha già raggiunto il picco. È da tempo che la sua parabola degli ascolti è in fase discendente, del resto di miracoli ne ha già fatti diversi. Quindi, tutto sommato, lasciare l’emittente di Cairo per rilanciare Matrix potrebbe convenire anche a Mentana.

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Gubitosi vuole altri cento volontari all’esodo

marco | 12 giugno 2013

Nessuno fermerà Luigi Gubitosi. Il dg di Viale Mazzini non si è perso di animo e vuole portare a termine la sua mission su esuberi e prepensionamenti del personale. È di queste ore la notizia di un incontro con i sindacati presso l’Unione industriale di Roma. Obiettivo identificare quel centinaio di persone per i quali si può chiudere la pratica con una transazione. Finora le adesioni “spontanee” sono state circa 450 e quindi all’appello ne mancano altri 150. Da qui l’incontro di Gubitosi con i sindacati, tra i quali non c’erano rappresentanti dell’Usigrai, quindi non ci sono giornalisti in questo scaglione. Intanto sembra che la vertenza di Claudio Cappon, l’ex diggì sul quale si sta trattando l’uscita dall’azienda, si chiuda a fine mese con l’accordo tra le parti, la buonuscita e una versione concordata per annunciare la chiusura del rapporto.

Quel pomeriggio di un giorno da cani
Ormai Raidue e La7 hanno in testa un chiodo fisso per la prossima stagione: tamponare l’emorragia dovuta alla perdita di ascolti nella fascia che va dalle 14 alle 18. Si tratta di un autentico bagno di sangue per le due reti che, nonostante continuino a fare esperimenti con nuovi format, stentano a invertire la tendenza e sperare di recuperare il gap pubblicitario. Il pomeriggio televisivo è in mano a Raiuno e Canale 5 che si prendono le fette più grandi della torta. Il Biscione continua a fare il pieno di ascolti con Beautiful che inchioda davanti al televisore poco meno di 4 milioni di teste (oltre il 20% di share). Per poi proseguire la cavalcata con Centrovetrine che più o meno porta a casa gli stessi risultati. Poi c’è anche la novità, un’altra soap, Il segreto, destinata a riscuotere consensi. Raiuno si difende con la replica di una delle tante fiction di successo, per poi dare la linea alla Vita in diretta che fa la sua parte alla grande. Per contro il Biscione si affida a un’altra dagli ascolti blindati, Barbara D’Urso e il suo Pomeriggio 5. Italia 1 si affida ai Simpson e ai serial di successo. Mentre La7 e Raidue restano al palo. Il secondo canale Rai ora soffre il dopo Balivo. Dopo aver aspettato che Detto fatto recuperasse un po’ di ascolti (e alla fine c’è riuscito) ecco che ora si è tornati daccapo. In pratica siamo di nuovo al 3% e nemmeno Divieto di sosta con Chiara Lico ha raccolto 471.000 spettatori e il 3.11% di share. A La7 neanche Cristina Parodi in questa stagione è riuscita a rianimare una fascia abbandonata. Per contro l’emittente va fortissimo al mattino, in prima serata e nell’access.
Signorini riporta Mentana a Mediaset
Un flop le repliche di Bonolis
Enrico Mentana sarà uno degli ospiti del nuovo programma di Alfonso Signorini, dal titolo Studio 5, che dalla prima settimana di luglio andrà in onda per 6 prime serate, facendo rivivere ai telespettatori la storia di Canale 5.
Bonolis in replica non va bene. In questi giorni Canale 5 sta rimandando in onda le repliche di Avanti un altro con Paolo Bonolis. Ma le repliche non stanno andando bene come il programma in prima visione. I telespettatori che vedono le repliche sono meno di ben inferiori ai 2 milioni con l’11.3% di share.

Cecilia Capriotti non sa nuotare
ma partecipa al talent sui tuffi
La Concia è insegnante Isef

Parte stasera Jump, il primo talent di tuffi della storia della tv, in prima serata su Canale 5. Otto concorrenti aspiranti tuffatori cercheranno di aggiudicarsi la sfida (che prevede l’eliminazione di uno di loro in ognuna delle 4 puntate). Tra le concorrenti c’è perfino una che non ha detto a nessuno di non saper nuotare, pur di partecipare alla trasmissione. Si tratta di Cecilia Capriotti che assieme ad Anna Falchi e Maddalena Corvaglia rappresenta il bello della prova costume. Al contrario degli altri concorrenti, un po’ goffi, ad eccezione di Stefano Bettarini. In giuria affiancheranno il presidente Paolo Bonolis, Alessia Filippi, Giorgio Cagnotto, Mister Ok (il tuffatore del Lungotevere) e Paola Concia, che dalla politica fa il suo esordio in un varietà. Forse in pochi sanno che la Concia prima di essere un esponente politico è stata una insegnante Isef. Quindi è tra le più preparate per dare un voto ai concorrenti in lizza per la vittoria finale.

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Tgcom24, assalto alla diligenza per i conduttori

marco | 11 giugno 2013

Chi comanda alle all news di Mediaset? Chi decide la scaletta dei tiggì? Il direttore di Tgcom24 o quello dell’agenzia News Mediaset? Prima entrambi gli incarichi erano ricoperti da Mario Giordano. Oggi invece le cariche sono scorporate: Alessandro Banfi è il direttore del Tgcom24, mentre Rosanna Ragusa è la prima donna ai vertici dell’azienda di Cologno Monzese e dirige l’agenzia. Essendo due i galli dentro il pollaio ecco che si assiste a una divisione dei pani e dei pesci. Ovviamente è di Banfi l’ultima parola sul suo tiggì, ma sta di fatto che piano piano, e uno alla volta, sono cominciati i furti con destrezza nei confronti dei redattori. L’agenzia si è ripresa i propri, mentre Arsenio Lupin (alias Giovanni Toti, direttore di Studio Aperto e Tg4) si è già rubato la perla tra le conduttrici e presto tenterà l’assalto al lingotto. Alessandra Viero è passata alla conduzione di Studio Aperto delle 12,25. Il prossimo obiettivo è portarsi al Tg4 anche un altro conduttore per l’edizione delle 19 (Giuseppe Brindisi o Luca Rigoni). Ma Banfi non ne fa un dramma. È contento della direzione ed è pronto a sopportare anche l’assalto alla diligenza.

L’altra faccia di Carosello

Non sarà bello. Non ha nessuna chance di essere paragonato alla trasmissione del passato. È stato realizzato con troppa fretta e non lascerà il segno. Tuttavia il Carosello nuova versione (Reloaded) ha fatto registrare una reach media (quante persone hanno visto il programma per almeno un minuto) di 6,2 milioni di individui di cui il 60% appartenenti al target responsabili d’acquisto. Una media alta grazie anche alla prima puntata che ha fatto registrare il record di ascolto, con una reach di quasi 12,5 milioni di ascoltatori. Il programma si posiziona stabilmente in testa alle classifiche delle promozioni commerciali più seguite in televisione. Dal 6 maggio ad oggi oltre 31 milioni di italiani hanno visto Carosello Reloaded. Nonostante non si possa dire che sia un bel Carosello… Anzi, ci ha fatto capire come non si possa mai tornare al passato.

Un inviato del Gr al Gay Pride
Sarà perché si muovono le cariche istituzionali, sarà perché Antonio Preziosi ci tiene molto a svolgere il compito da direttore obiettivo ed ecumenico, sta di fatto che alla prossima edizione del Gay Pride, per la prima volta anche il Giornale radio manderà un inviato. Un segno tangibile di come anche in Rai stiano cambiando i tempi.

Sipra, che gaffe sui palinsesti
Alla Rai lo staff organizzativo ha controllato ogni minima cosa. È stata data un’occhiata perfino alla gara della nazionale di Prandelli in Brasile. Alla fine la data prescelta per la presentazione a Milano dei palinsesti ai pubblicitari è stata fissata per il 18 giugno. Ma la Sipra si è fatta sfuggire l’unica notizia che contava: dal 16 al 22 a Cannes c’è il mercato europeo della pubblicità. E i pubblicitari stanno tutti lì. Quindi l’appuntamento del 18 slitta a data da destinarsi.

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Vespa e la Bernini duettano come Alberto Lupo e Mina

marco | 8 giugno 2013

Bruno Vespa ha sempre sognato di condurre il Festival di Sanremo. Per avere il prestigioso incarico sarebbe pronto a barattare almeno una ventina di puntate di Porta a Porta e l’intera collezione dei plastici, gelosamente custodita in soffitta. Ma che volesse partecipare alla kermesse canora come concorrente nessuno se lo sarebbe mai aspettato. A convincere la platea ci ha pensato nell’ambito di una festa privata di una giornalista della sua redazione, nel corso della quale si è esibito in un duetto improvvisato con l’ex ministro Anna Maria Bernini. Hanno cantato il brano Parole Parole, portato al successo da Alberto Lupo e Mina, strappando applausi da tutti gli invitati. Un parterre niente male, degno dei giudici di X-factor (c’erano Beatrice Lorenzin, altra bravissima cantante, Mara Carfagna, Augusto Minzolini, Barbara Saltamartini, Cosimo Ferri, Gianpiero D’Alia). Ora Fabio Fazio è avvisato: nel suo casting sanremese troverà un Vespa che gli dirà: “Caramelle non ne voglio più… Le rose e i violini questa sera raccontale a un’altra”. Tuttavia, se l’anchorman-cantante non dovesse farcela per Sanremo, c’è sempre la chance di Simona Ventura con X-Factor oppure il The Voice di Raffaella Carrà. Vedrete che alla fine, magari bussando Porta a Porta, Vespa riuscirà a cantare. E vedremo pure il plastico dell’Ariston.

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I tecnici non più di moda neanche nello sport

marco | 7 giugno 2013

Dopo il fallimento del governo Monti i tecnici non vanno più di moda nemmeno nello sport in tv. Sia la Rai sia Mediaset, infatti, hanno affidato la responsabilità delle testate sportive a due direttori che non provengono affatto dal mondo del giornalismo sportivo. Si tratta di Mauro Mazza e Claudio Brachino. Una coincidenza oppure stiamo davanti all’uovo di Colombo? Il primo ha diretto il Tg2 e Raiuno, il secondo è stato vicedirettore di Studio Aperto e numero uno a Videonews. Due direttori che si sono occupati di politica, cronaca, economia e poco di sport. Brachino lascia a Mario Giordano una struttura cresciuta negli ultimi cinque anni in maniera consistente, con trasmissioni di successo da sfoggiare come fiori all’occhiello. A cominciare da Mattino 5 che con Brachino ha raggiunto al 22% di share, fino agli ultimi esperimenti perfettamente riusciti come Quinta colonna e Quarto grado, trasmissioni in grado complessivamente di mettere in scena 80 puntate l’anno. Ora a Giordano spetta il compito di realizzare altri programmi nuovi di intrattenimento targati Videonews, mentre a Brachino magari di riportare un programma cult di Mediaset della domenica come Pressing o Controcampo, finito negli ultimi anni nella soffitta del Biscione. Leggi il resto dell’articolo »

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Mediaset punta tutto su Giordano

marco | 6 giugno 2013

La rivoluzione arriva. Quando meno te lo aspetti. Che Mediaset fosse una polveriera era facile da immaginare, ma che i fuochi di artificio si scatenassero all’improvviso ha sorpreso un po’ tutti. È vero che i tempi sono difficili, sia a causa del bilancio in rosso sia per lo stato di agitazione all’interno delle redazioni, sta di fatto che il direttore generale dell’informazione Mauro Crippa ha dato il là a un giro di valzer così repentino sulle poltrone delle direzioni che fa riflettere. Cosa sarà successo per anticipare i tempi? E cosa accadrà ora? Cominciamo da Mario Giordano, il direttore di Tgcom24 che ha portato il canale all news di Mediaset a essere conosciuto e apprezzato nella galassia televisiva. In un testa a testa contro il colosso SkyTg24 e contro Rainews, due competitor sulla carta (e nel caso del tiggì dell’emittente satellitare anche sugli investimenti) superiori. Giordano (ribattezzato “brandina” perché in pratica dormiva in redazione) ha lavorato bene e si è preso pure qualche bella soddisfazione. La sua forza principale è stata quella di creare una vera macchina da guerra, nonostante nella sua redazione abbia trovato delle resistenze non facili da superare e gli ascolti non siano decollati. Inoltre è riuscito a dare alla programmazione anche un tocco diverso dal notiziario a tamburo battente, con trasmissioni tematiche e approfondimenti. Ora Giordano diventa il nuovo direttore di Videonews. Prende il posto di Claudio Brachino che passa alla direzione dello sport. Mentre Ettore Rognoni (il famoso Penombra, come lo ribattezzò Paolo Bonolis) diventa direttore editoriale e coordinatore dei programmi sportivi. La direzione di Videonews affidata a Giordano può significare che ci saranno più programmi di attualità da mandare in onda sui canali generalisti, Canale 5, Retequattro e Italia 1. Ma non abbiamo ancora detto chi sarà il nuovo direttore di Tgcom 24! Al posto di Giordano arriva un altro dei prim’attori della squadra delle all news: Alessandro Banfi, che già curava l’edicola e l’intervista della domenica. Banfi condusse qualche tempo fa anche un programma tutto suo dal titolo La versione di Banfi, che in realtà non andò tanto bene dal punto di vista degli ascolti. L’ultima promozione riguarda Rosanna Ragusa che da vice diventa il direttore dell’agenzia News Mediaset. Si tratta della prima donna alla guida di una testata di Mediaset. Evviva. Il futuro è un po’ più rosa. Ma cosa accadrà ora per le conduzioni di Mattino e Pomeriggio 5?

Lo sfogo di Mineo
contro la Maggioni
Corradino Mineo si toglie qualche sassolino. Ai microfoni di La Zanzara ha detto: “Se volessi mi farei dare dalla Rai un sacco di soldi facendo causa per quello che ho passato e sto passando. Magari di soldi per la famiglia ne avrei bisogno, farebbero comodo. Ho lavorato per sei anni dodici ore al giorno e l’azienda mi ha sempre ostacolato negandomi tutto. Chiedevo due persone in più e quando me ne sono andato a Monica Maggioni ne sono arrivate otto”.

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Preziosi evita Bruxelles. Tocca a Varvello fare la valigia

marco | 5 giugno 2013

Eppur si muove. Il risiko Rai continua a essere il passatempo preferito dai partiti, soprattutto nel centrodestra che cerca di assicurarsi per l’estate lettini e ombrelloni in prima fila. Del resto quando si tirano le somme si vede chiaramente che reti e testate hanno dei direttori che rispondono a un altro padrone. In pratica alla Rai comanda sempre il governo Mario Monti e i centristi. E il Pdl non tocca palla. Il Tg1 e il Tg2 sono diretti rispettivamente da Mario Orfeo e Marcello Masi, il Tg3 da Bianca Berlinguer, la Tgr da Alessandro Casarin, voluto dalla Lega, Rainews da Monica Maggioni (l’unica che non dispiace al Pdl). Le reti sono dirette da Giancarlo Leone, Angelo Teodoli, Andrea Vianello e Carlo Freccero. Il direttore generale è Luigi Gubitosi, messo lì da Monti. In verità non è che poi il Pd giochi tutti questi palloni… Gli è rimasto solo Vianello, visto che la Berlinguer ormai l’ha persa. Morale della favola: il Pdl sta cercando il blitz, anche con l’appoggio del consigliere Rodolfo De Laurentiis. Il tutto mentre i grillini bussano alla porta, tentando l’assalto alla Vigilanza, con l’appoggio di Lucia Annunziata che ha presentato al grande pubblico il papabile Roberto Fico.
Nel mirino del Pdl, in attesa dell’epilogo del caso Augusto Minzolini, c’è il Tg2, per il quale oltre al direttorissimo in corsa ci sono anche Antonio Preziosi, direttore del Giornale radio che lascerebbe il posto a Gerardo Greco, e Susanna Petruni, vicedirettore del Tg1, che è stata costretta a rinunciare alla conduzione delle 20. Preziosi è in corsa anche per la sede di corrispondente da Bruxelles, ma il diretto interessato – che non riesce a riconquistare la fiducia della sua redazione, ieri in assemblea – ha già fatto capire che la destinazione non è di suo gradimento. Al suo posto quasi sicuramente andrà Marco Varvello, in partenza da Berlino. A volerlo nella capitale europea è il suo ex collega del Giornale, Antonio Tajani. Intanto crescono sempre più in Rai le quotazioni dei giornalisti provenienti dalla scuola di Perugia, che oltre al dg Gubitosi, può vantare anche un altro grande estimatore, Vittorio Di Trapani, segretario dell’Usigrai, ed ex segretario dell’associazione perugina. Con simili “pezzi da novanta” volete che non si trovi l’accordo sindacale sui prepensionamenti Rai? Largo ai giovani, dunque. Soprattutto se provenienti da Perugia.

Il microfono di Legno di Grillo
Beppe Grillo ha lanciato il sondaggio sulla rete televisiva più faziosa, al conduttore di talk show più in malafede. Subito in testa Bruno Vespa e Porta a Porta.

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