La sfida delle all news, Rai da terzo mondo

12 03 2010

Chiunque si sintonizza su SkyTg24 si rende subito conto della qualità del prodotto offerto dalla tv satellitare. Giornalisti e conduttori di prim’ordine, squadre sempre pronte a scendere in campo in diretta. Un telegiornale che di gran lunga è il migliore tra quelli in circolazione. Il direttore Emilio Carelli vanta una squadra fortissima e mezzi all’avanguardia. Chi invece si sintonizza su Rainews 24, il canale delle all news di viale Mazzini, si rende subito conto di essere su un altro piano. Il confronto è devastante per la tv di stato, nonostante le buone intenzioni dei giornalisti e del direttore Corradino Mineo. È come assistere al Frosinone che gioca all’Old Trafford contro il Manchester United. I redattori di RaiNews 24 non hanno nemmeno le sedie per accomodarsi in postazione. Anzi, non hanno nemmeno le postazioni. Eppure di giornalisti ce ne sono in numero superiore anche ad altre testate. I mezzi (fly) per la diretta se li sognano. Addirittura non hanno mai visto cominciare i lavori del nuovo studio promesso da anni. Telecamere e computer portatili per i giornalisti restano un miraggio. Nei giorni scorsi il cdr della testata ha avuto dalla redazione un mandato di cinque giorni di sciopero. E pensare che da qui a pochi mesi per aggiudicarsi la grande torta delle news avremo il tavolo anche Mediaset, pronta a sfidare Sky e a mangiarsi in un sol boccone RaiNews 24.
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Di Pietro attacca il tiggì di La7 ma Piroso legge il ricorso a filastrocca

12 03 2010

Le elezioni bussano alla porta e tutti i partiti, chi più chi meno, si sentono boicottati dalle tv. Principalmente dai tiggì, visto che la par condicio ha imbavagliato e oscurato i talk di Rai e private. L’ultimo caso arriva dall’Italia dei valori che si è lamentata con il telegiornale de La7, diretto da Antonello Piroso. È stato lo stesso direttore a comunicarlo nel corso della copertina, alquanto originale, dell’edizione più seguità del tiggì. Piroso ha esordito così: «In un esposto all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a firma dell’onorevole Silvana Mura, tesoriere e legale rappresentante dell’Italia dei Valori, il partito di Antonio Di Pietro asserisce che nel corso di questa campagna elettorale La7 non ha riservato spazi, nell’ambito del telegiornale, a suoi esponenti e rappresentanti». Leggi il resto »



E per i coordinatori laziali del Pdl scatta la ghigliottina

11 03 2010

Hilton, ore 17.30, grande chiamata alle armi dei dirigenti romani e laziali del Pdl. Arriva Berlusconi e i 600 posti a disposizione della sala devono essere tutti occupati da parlamentari, sindaci, amministratori e dirigenti del Pdl eletti a Roma e nel Lazio. Ieri al 5° piano di via dell’Umiltà, i coordinatori Verdini e La Russa, Cicchitto e Gasparri, sono stati chiari sull’adunata: guai agli assenti. Intanto si sta studiando il percorso del corteo che dovrà portare i partecipanti alla manifestazione del 20 a piazza del Popolo (o a San Giovanni). Alla riunione di ieri non ha partecipato il coordinatore romano Gianni Sammarco (il cognato di Previti), mentre c’era quello regionale, l’alemanniano Vincenzo Piso. Ma già il 1° aprile entrambi potrebbero essere rimossi.



Il Tg2 di Orfeo, Carfagna musa ispiratrice e grande rispetto per Letta e Fini

10 03 2010

Il direttore del Tg2 Mario Orfeo sta tenendo la redazione sotto pressione, soprattutto il Politico e la Cronaca. Al punto che più di un redattore lascia intendere di essere stanco a causa dei super impegni. Per contro i precari, a cui è stata promessa l’assunzione, non hanno visto ancora la loro pratica avviata dal direttore verso le stanze del settimo piano di viale Mazzini. Senza contare il fatto che le nomine dei vicedirettori, così come tutte le operazioni ai nastri di partenza, sono state congelate. Tuttavia il Tg2 di Orfeo piace, è equilibrato politicamente, rispetta la par condicio e il direttore calcola al decimo di secondo i servizi. Il tutto per non avere polemiche. Comunque anche Orfeo ha i suoi cavalli di razza da seguire in ogni appuntamento importante. Si tratta di Gianni Letta, Gianfranco Fini e Massimo D’Alema. Poi c’è la sua consigliera, Mara Carfagna, con la quale Orfeo si confida, ricevendo in cambio il dono dell’ispirazione. E scusate se è poco. Questo spiega perché anche istituzioni come il Quirinale preferiscano il Tg2 di Orfeo al Tg1 di Minzolini.
BONOLIS E CLERICI MAI NEMICI. Contro Sanremo Mediaset non ha schierato un palinsesto da truppe cammellate. e gli ascolti hanno premiato la padrona di casa Antonella Clerici, che nella prima serata ha avuto il conforto (e lo share) della coppia uscente, Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Che ci fosse dell’amicizia tra Paolo e Antonella è risaputo. I due lo hanno dimostrato ancora una volta. Bonolis ha chiesto di essere spostato dal sabato al venerdì con il suo Ciao Darwin, in modo di non scontrarsi con un’altra delle trasmissioni più amate dalla Clerici (Ti lascio una canzone). Un’incombenza che Bonolis potrebbe lasciare allo Show dei record, condotto quest’anno da Paola Perego. E poi si dice che c’è rivalità tra Mediaset e Rai… O forse è meglio dire tra Bonolis e Clerici.
LA RICCI NON SA FARE A MENO DEI CESARONI. “Nella quarta serie esco momentaneamente di scena, ma abbiate un po’di pazienza, mi sto già preparando a un clamoroso rientro nei Cesaroni 5”. Lo ha detto Elena Sofia Ricci che tornerà nella famosa fiction dopo aver girato due film di successo come Genitori & figli…di Giovanni Veronesi, e Mine vaganti di Ferzan Ozpetek.
CACCIA ALLA VOLPE. L’area di competenza di Michele Guardì a Raidue è in subbuglio. Adriana Volpe è a rischio sostituzione. Per la prossima stagione Giancarlo Magalli potrebbe essere affiancato da Angela Melillo, ex Bagaglino, oppure da Stefania Orlando o da Monica Leofreddi. Mentre Miriam Leone sembra destinata a Raiuno. E non è da escludere un arrivo eccellente sulla seconda rete di viale Mazzini, quello di Caterina Balivo.



Al Del Duca di Ascoli tutti si alzavano in piedi quando entrava Tonino Carino

9 03 2010

Un ricordo di Tonino Carino. Personalmente non l’ho conosciuto ma non dimenticherò mai la standing ovation che gli spettatori dello stadio Del Duca di Ascoli gli riservavano ogni volta che faceva ingresso in tribuna stampa. Io giovane cronista sportivo rimasi colpito da tanto affetto visto in diretta. Era come se un leader politico saliva sul palco per un comizio. Il suo palco però era l’Ascoli calcio. Cronista unico ed indimenticabile per tanta passione e tanto attaccamento alla squadra della sua terra marchigiana. Un provinciale fiero di esserlo (e di dimostrarlo), anche (e soprattutto) davanti alle telecamere.