Marco Castoro

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Canzonissima, quanta nostalgia

marco | 10 ottobre 1998

ZCZC ADN0156 5 SPE 0 R0| ANNIVERSARI TV: CANZONISSIMA COMPIE 40 ANNI = Roma, 10 ott. -(Adnkronos)- Canzonissima compie 40 anni. La popolare trasmissione canora, abbinata alla Lotteria di Capodanno, debuttò infatti il 22 ottobre 1958 sopravvivendo per 19 anni, sia pure sotto le spoglie di nomi diversi, trasformandosi poi in ‘Fantasticò e nei seguenti show del sabato sera di RaiUno. Preceduta da due edizioni prevalentemente radiofoniche battezzate ‘Le canzoni della fortunà e ‘Voci e volti della fortunà andate in onda nel 1956 e 1957, quello che era destinato a diventare lo spettacolo simbolo di intrattenimento fece il suo esordio l’anno dopo, ad opera di Garinei e Giovannini e per la regia di Antonelli Falqui, condotto da Renato Tagliani, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Gianni Agus ed Enza Soldi. La popolare gara canora potè contare fin dall’inizio sull’abbinamento alla Lotteria di Capodanno, che assegnava allora 100 milioni con biglietti al costo di 500 lire, cambiò nei suoi quasi vent’anni di vita autori, registi, conduttori, nomi e partecipanti. Il record di vittorie canore spetta a Gianni Morandi, che vinse tre edizioni (1965, ’68 e ’69) prevalendo su Tony Dallara (1960 e 1961) e su Claudio Villa (1964 e ’66) con due trionfi ciascuno. Sul palcoscenico e dietro le quinte dello show si fecero le ossa tutti i nostri maggiori autori, registi e conduttori televisivi: Verde, Amurri, Faele, Chiosso, Molinari, Terzoli, Zapponi, Castellano, Pipolo, Vaime. Alla regia si alternarono invece Falqui, Landi, Macchi, Molinari, Turchetti e Siena. Macchiette destinate ad entrare nella storia dello spettacolo, censure clamorose, incidenti di percorso legati allo svolgimento della Lotteria hanno contraddistinto, nei vent’anni considerati, la storia dello show. Pietre miliari sono rimaste le edizioni condotte da Mina (che nel 1968-69 ricavò uno splendido Lp dalla trasmissione) o il debutto televisivo di Pippo Baudo, che veniva dalla radio, nel 1972-73 affiancato da Loretta Goggi. La formula dello show cambiòquasi ogni anno, mantenendo tuttavia ferme le sue caratteristiche di gara canora competitiva. L’edizione 1963-64, che si chiamava ‘Gran Premiò si articolò in una curiosa competizione regionale, vinta dalla Sicilia. L’anno dopo fu Napoli a sfidare gli avversari in una celebre ‘Napoli contro tuttì vinta da Claudio Villa con ‘O sole miò. Sopravvissuta agli anni della contestazione, Canzonissima si spense di inedia nel 1975, quando a causa di uno sciopero dei dipendenti Rai, saltò la pur attesa serata finale del 6 gennaio. In 19 anni ‘Canzonissimà, dalle cui costole nacque ‘Fantasticò fruttò 60 miliardi di lire, distribuendone 18 in premi. (Rpa/Gs/Adnkronos) 10-OTT-98

15:28 NNNN ZCZC ADN0157 5 SPE 0 R0| ANNIVERSARI TV: GARINEI RACCONTA LA ‘SUÀ CANZONISSIMA = UN EQUIVOCO LA VITTORIA DELLA PIZZI Roma, 10 ott. -(Adnkronos)- Le prime due edizioni di ‘Canzonissimà portano le loro firme. Garinei & Giovannini furono infatti i primi autori della fortunata trasmissione, ideata esattamente 40 anni fa. ‘Quarant’anni? Francamente non ci pensavo più, ma sono contento che qualcuno se ne sia rammentatò confessa Pietro Garinei all’Adnkronos. E il re del varietà che ricordi ha di Canzonissima? ‘La mia memoria mette più a fuoco la seconda edizione, quella del celebre trio formato da Nino Manfredi, Paolo Panelli e Delia Scala; anche perchè la prima fu, in effetti, un esperimento, una scommessa che poi perfezionammo l’anno seguente. La scelta dei tre presentatori non fu affatto casuale: erano infatti i protagonisti della commedia musicale ‘Un trapezio per Lisistratà che avevamo prodotto e messo in scena. Per la prima edizione invece, l’incarico fu affidato ad un bravo telecronista, Renato Tagliani per dare un taglio quasi giornalistico alla trasmissione, anche se ad affiancarlo furono chiamati attori del calibro di Ugo Tognazzi, Walter Chiari e Gianni Agus’. Una gara canora inaugurata sotto il segno di Nilla Pizzi, quasi una prova del nove del Festival di Sanremo… ‘Sì, vinse proprio lei con il brano ‘L’Ederà. Ma, senza nulla togliere ai meriti della regina della canzone italiana, quella vittoria fu anche frutto di un grosso equivoco – rivela Garinei – Allora si votava da casa, con le cartoline, fra le quali venivano poi sorteggiati i vincitori di alcuni premi. Ma la maggior parte dei telespettatori, pensando che il concorso fosse una sorta di scommessa nella quale bisognava indovinare chi avrebbe vinto, continuarono a votare per la prima classificata della prima puntata che, così, aumentava a dismisura il suo vantaggio sulle altre, puntata dopo puntata, fino al trionfo finalè. (segue) (Bon/Gs/Adnkronos) 10-OTT-98 15:29 NNNN ZCZC ADN0158 5 SPE 0 R0| (segue 0157) ANNIVERSARI TV: GARINEI RACCONTA LA ‘SUÀ CANZONISSIMA (2)= (Adnkronos)- Altra ghiotta ‘confessionè di Garinei: il cambio ‘in corsà della sigla della seconda edizione, un ‘Can Can’ tratto dall’omonimo musical e cantato e ballato da una ‘castigatissimà Delia Scala: ‘il problema non fu sollevato dall’abito davvero morigerato di Delia ma dal ritornello che giocava sulle parole che iniziavano per ‘can’. Questa cosa non piacque ‘in altò e il funzionario Rai ci chiese di cambiare sigla. Per non rinunciare a quella musica trascinante di Cole Porter, e anche per non rifare tutto da capo, ce la cavammo sostituendo la ‘à con la ‘ì: in questo modo ‘can can’ divenne ‘cin cin’, conservando lo stesso ritmo e cambiando semplicemente i giochi di parole. La sigla fu così trasformata in un lunghissimo brindisì. Come nacque il titolo della trasmissione e la ‘formulà della gara canora? ‘A chi venne l’idea, fra me, Giovannini e il regista Antonello Falqui francamente non lo ricordo: so che piacque subito molto. Quanto alla gara, non era un semplice susseguirsi di canzoni in stile Sanremo. Ogni brano veniva per così dire rappresentato, portato in scena, anticipato con uno sketch o un monologo o un ‘sipariettò. E siccome spesso le canzoni, nel corso delle puntate, si ripetevano, la fatica era davvero grossa per dare ogni volta una ‘confezionè diversa allo stesso branò. Due edizioni, la prima con Giovannini, la seconda anche con Verde e la Wertmuller: poi basta. Perchè? ‘Se dicessi che fu una libera rinuncia – conclude Garinei – passerei per un fanatico fanfarone; se rispondessi che non la fecero più fare, rischierei di apparire bugiardo…’ E allora? ‘Meglio non rispondere!’. (Bon/Gs/Adnkronos) 10-OTT-98 15:29 NNNN ZCZC ADN0159 5 SPE 0 R0| ANNIVERSARI TV: CANZONISSIMA RIVOLUZIONA LINGUAGGIO E COSTUME= Roma, 10 ott. -(Adnkronos)- Una rivoluzione nel costume e nel linguaggio. Dal ‘Fusse che fusse la volta bonà del barista ciociaro Bastiano, interpretato da Nino Manfredi al Tuca-Tuca e all’ombelico scoperto di Raffaella Carrà. I 19 anni in cui, sotto vari titoli, si alternò lo show televisivo segnarono comportamenti, battute, modi di essere o di dire, oggetti destinati a ‘far tendenzà e ad entrare nel lessico degli italiani. Così, dopo la popolare gag di Manfredi, arriva nel 1960 la paglietta simbolo di Alberto Lionello e molte ditte trasformano il copricapo di paglia in un omaggio per gli acquirenti dei propri prodotti. Accoglienza del tutto diversa provocano invece le scenette politicizzate, siamo nel 1962, di Dario Fo e Franca Rame, giudicate eccessive dalla Tv di Ettore Bernabei che stronca la trasmissione passandone la conduzione a Sandra Mondaini e a Tino Buazzelli, provocando il primo grande caso di censura della Tv di stato. Ma il personaggio di maggior successo è indubbiamente Pappagone, una macchietta del napoletano Peppino di Filippo lanciata nel 1966. I suoi ‘piriche«, ‘ecquequa» e la sua ‘carta d’iridinda« entrano a buon diritto nel linguaggio di quegli anni. L’anno dopo è la volta dei due comici siciliani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e del celebre ‘Soprassediamò che vede puntualmente Franco saltare in braccio a Ciccio. Dal lessico al costume: il 1970 lancia la show-girl Raffaella Carrà che balla il Tuca-Tuca incantando i telespettatori con l’ombelico scoperto. E fanno tendenza anche le canzoncine-sigla lanciate nel corso dello show, che cominciano ad affacciarsi nelle hit parades: da ‘Ma che musica Maestrò a ‘Chissà se và, destinata a diventare una sorta di inno dell’Italietta che, in mezzo a tanti guai e problemi, non rinuncia all’ottimismo. (Rpa/Gs/Adnkronos) 10-OTT-98 15:29 NNNN

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