Ma senza sampietrini le strade portano ancora a Roma?
2 09 2005
Cantieri chiusi, cantieri aperti, cantieri riaperti.
Anche questa è Roma. La Roma che lavora, la Roma che esporta il suo modello vincente, la Roma che stravolge i romani di ora in ora con transenne improvvise. La città delle buche che sta cercando di tappare le falle. Il sindaco ha annunciato che durante l’estate sono stati chiusi più di 100 cantieri. Un bel risultato, senza ombra di dubbio. Alla luce del fatto che finalmente anche nella nostra Capitale abbiamo visto uomini al lavoro sulle strade nelle ore della notte e nel mese di agosto, come accade da sempre nelle metropoli europee. Veltroni, che tutto può e tutto fa per Roma, per i romani e per la propaganda, è riuscito nell’intento di convincere sia i sindacati sia le aziende che pagano gli straordinari, costringendoli alla resa su un contenzioso eterno come gli anni della città. Lavori notturni benedetti dai romani, ben contenti di fare a meno di qualche ingorgo diurno. Come se non bastasse il sindaco sta continuando la guerra ai sampietrini (o sanpietrini in onore di San Pietro), agevolato dalla completa assenza di un’opposizione degna di tal nome che non è riuscita a far parlare sull’argomento nemmeno uno storico. Un inno alla gioia per i centauri, anche se uccidono più le buche e la segnaletica stradale carente o del tutto assente. Tolti i sampietrini, cos’altro ci aspetta?



















