perfino il Secolo stronca l'opposizione di Veltroni
marco | 21 settembre 2005PRIMA di cominciare, la partita sembra già finita. L’elogio al sindaco Veltroni apparso sulle colonne de Il Secolo getta la spugna sul match delle prossime comunali. O quantomeno spazza via oltre quattro anni di lavoro dei consiglieri di An, bucando tutte le gomme a un’auto che stava cercando di ripartire in vista della scadenza elettorale. Una clamorosa bocciatura per un’opposizione che già da sola non riesce a camminare e dare un senso al suo mandato. E che ora si vede togliere perfino le stampelle sulle quali sperava di sorreggersi. Come se non bastassero le difficoltà dovute ai salti della quaglia e agli ultimi sondaggi che danno un vantaggio stratosferico all’attuale sindaco nei confronti dei potenziali avversari alle elezioni, tra i quali spicca il ministro Alemanno. Come spiegare una simile figuraccia? Alla luce del fatto che un partito come An nella città eterna ha sempre potuto contare su un bel pacchetto di consensi. I motivi della cocente sconfitta vanno ricercati su due fronti: 1) la macchina da guerra di Veltroni e del suo staff; 2) l’incapacità dell’opposizione di essere credibile e competitiva. È come essere davanti a un gigante contro una tribù di nani che non riescono nemmeno ad andare d’accordo. Troppo forte Veltroni o troppo deboli i suoi antagonisti? Come al solito meriti e demeriti vanno divisi. Da una parte c’è un sindaco che ottiene sempre il massimo dei risultati con bravura e astuzia. Un uomo che usa la propaganda come un’arma atomica. Che inaugura la stessa grande opera tre o quattro volte: un giornalista che sa trovare sempre un titolo nuovo per diffondere la medesima notizia. Per contro assistiamo a un’opposizione che si parla addosso riempiendo le e-mail di agenzie e giornali. Cercando sempre e comunque di distruggere quello che viene fatto, senza dire mai cosa andrebbe fatto. «Dinnanzi a un modello così – scrive Il Secolo parlando di Veltroni – ci vuole un confronto alto e responsabile. Inutile affannarsi alla ricerca di un candidato se dietro non c’è stato un lavoro politico di costruzione per una valida alternativa. Veltroni – conclude il quotidiano di An – mentre organizza concerti allarga la sua rete di contatti e di alleanze».Il Tempo, 21 settembre 2005





