Promesse da marinaio su piazza Venezia
marco | 5 ottobre 2005
Dopo le numerose promesse da marinaio fatte su piazza Venezia facciamo subito una premessa: non parleremo di sampietrini, ma di cortei. I primi sembrano improvvisamente diventati l’unico argomento capace di alimentare tutte le discussioni sulla piazza nevralgica di Roma, se non altro dal punto di vista del traffico. Al contrario dei cortei che a parole nessuno vuole, ma che in realtà nessuno ci toglie. In verità a suo tempo ci provò il prefetto, ma la sua buona volontà naufragò in un mare di burocrazia. E l’agonia di Piazza Venezia continua inesorabile. Un nodo di smistamento fondamentale per la viabilità. Un nodo scorsoio per centauri e automobilisti che quando si svolgono manifestazioni, sit-in, cortei, dimostrazioni ed esercitazioni finiscono nell’inferno delle deviazioni. Ieri mattina l’ennesima dura prova per chi è costretto a transitare sulla piazza per motivi di lavoro. Vigili schierati con tanto di transenne, auto bloccate, bus deviati, ingorghi in tutta la zona circostante. Automezzi e pullman che s’infilano in piccole stradine come fossero anguille. Turisti che guardano divertiti (beati loro!), automobilisti e centauri che imprecano. La pioggia fa il resto. Le sirene di autoblù e ambulanze chiudono il cerchio. Alla gola.





