anarchici all'attacco. Tav, stadi e piazze a rischio
marco | 8 dicembre 2005DENTRO la pentola c’è un polpo gigante che bolle a fuoco lento. I cui tentacoli si muovono continuamente. Si agitano allo scopo di destabilizzare il nostro Paese, di provocare le forze dell’ordine. Negli stadi, nelle piazze, nei cortei. Ovunque ci siano poliziotti e carabinieri. Nei pressi degli stadi addirittura si sono visti tifosi con diverse bandiere unirsi nelle sassaiole e nei cori contro le forze dell’ordine. In Val di Susa chi urla slogan contro lo Stato troppo spesso ha un accento lontano chilometri da quello valligiano. Il ministro Pisanu è nel mirino. Come del resto lo è il governo Berlusconi. Probabilmente, lo sarebbe anche Prodi, qualora fosse il primo ministro. No global e centri sociali si sono infiltrati nella protesta per la linea Tav. Lo confermano i carabinieri, attraverso il loro giornale. Militari capaci di stare in servizio anche 14 ore di seguito pur di garantire l’ordine pubblico nella zona. Al gelo e senza un pasto caldo, bersaglio di offese e minacce. La tensione è sempre elevata, barricata dopo barricata. Basta una scintilla per provocare lo scontro. Dopo ore e ore è facile perdere lucidità e reattività: ci può scappare il morto. E questo potrebbe essere l’obiettivo dei destabilizzanti. Per fare ancora più chiasso. Per alzare i toni. La Tav, come lo stadio o i cortei: sono solo pretesti. Palcoscenici presi in prestito per fomentare. Non a caso in un vertice a palazzo Chigi Berlusconi, Letta e Pisanu sono giunti alla seguente conclusione: «Gruppi dell’area antagonista e dell’anarco-insurrezionalismo stanno tentando di estendere i disordini della Val di Susa a Torino, Milano, Roma. Il governo è fermamente deciso a contrastare questo disegno che non ha nulla a che spartire con la protesta pacifica della valle». «Dobbiamo far capire alla gente – ha aggiunto il premier – che la Tav è un’opera ragionevole». Pisanu dopo palazzo Chigi ha partecipato a un altro vertice. Questa volta con Polizia, Arma e Sisde per fare il punto sulla sicurezza. Come se non bastassero i problemi creati da manifestanti e avversari politici, ci si è messo anche Lunardi a far saltare dalla sedia Pisanu. Secondo il ministro alle Infrastrutture la protesta in Val di Susa «è solo una questione di ordine pubblico. L’opera è voluta da tutti». Pronta la replica del Viminale: «È l’esatto contrario». Una risposta che ha costretto Lunardi a rivedere la sua posizione: «Pisanu ha gestito bene i problemi di ordine pubblico – ha dichiarato – e lo ringrazio per l’impegno che ha profuso a tutela dei sondaggi esplorativi». Apprezzamenti per il ministro dell’Interno sono giunti anche da Casini: «La legalità è un valore per lo Stato che va sempre difeso, non ci possono essere esitazioni. Bravo Pisanu, ho piena fiducia in lui». L’opposizione continua la sua battaglia. In prima linea c’è sempre D’Alema. «Ho paura che il governo – ha sottolineato il presidente Ds – con il suo atteggiamento favorisca le frange estremiste. Non si manda la polizia a rimuovere i cittadini con la forza». Secca risposta di Bondi, coordinatore di Forza Italia: «D’Alema è un irresponsabile e le sue parole sono indegne di un uomo politico che è stato anche Presidente del Consiglio». Intanto c’è da registrare la proposta della commissione europea che si offre come mediatrice tra le parti. La Margherita invece propone che si trovino 25 milioni di euro per le opere di compensazione, magari attingendo ai fondi reperiti dall’aumento delle tasse sugli alcolici. Se in Piemonte si respira un’aria di alta tensione, in Toscana ci si chiede perché siano fermi i cantieri per l’esecuzione delle opere della variante di valico. A rilanciare la tematica è stata la giunta regionale. «I cantieri sono fermi da oltre due mesi – ha detto Erasmo De Angelis, presidente della commissione – qui stiamo parlando di un’opera di interesse nazionale di fronte alla quale non esistono né destra né sinistra». Ma in questo caso le casse vuote dell’Anas non lasciano immaginare spiragli positivi.
Il Tempo, 8 dicembre 2005





