pensierino
marco | 2 gennaio 2006MARCIAPIEDI di Roma come trappole per topi. D’accordo che per ogni romano ci sono oltre sette topi, ma che un cittadino passeggiando con la propria signora per i marciapiedi di Roma debba sentirsi come un ratto in un percorso di guerra non è che sia quanto di meglio si possa chiedere agli amministratori della propria città. Almeno i roditori perseguono l’obiettivo del formaggio.
Tra ricordini lasciati dai cani e voragini, più o meno estese e profonde che si contano sui marciapiedi capitolini, camminare a braccetto dando un’occhiata alle vetrine in attesa dei saldi è diventata un’impresa più stressante che passare una giornata in ufficio. Per non parlare poi delle strade colabrodo che contraddistinguono la Capitale d’Italia. Del resto tutte le buche portano a Roma, lo sanno bene gli automobilisti capitolini che ne incontrano più di 50 al giorno (senza contare quelle che evitano). E pensare che pochi mesi fa il Comune di Veltroni ha speso suon di quattrini per rimettere in sesto le strade. Ma sono bastati alcuni giorni di pioggia consecutivi per riportarle alle origini. Chi paga i danni?
2 gennaio 2006





