dall'America: affonda la Coca Cola
marco | 4 gennaio 2006BOLLICINE in caduta libera. Per la prima volta in tre anni la vendita delle cosiddette soft drinks in America e’ diminuita del 24%. Un bel capitombolo che pero’ e’ stato accolto con vero aplomb londinese dall’industria del settore che si e’ detta infatti compiaciuta dei dati pubblicati la scorsa settimana. Ma nessuno si faccia ingannare: il vero motivo e’ squisitamente legale: l’industria delle bevande gassate (Coca Cola, Sprite e cosi’ via) ha infatti un sacro terrore di diventare oggetto di esosissime querele come sta succedendo all’industria del tabacco o a quella del fast food (McDonalds in testa) che stanno annaspando sotto la mannaia di continue azioni legali da parte dei consumatori. Il tasso di obesita’ nei bambini e nei teen agers americani infatti e’ tristemente raddoppiato negli ultimi 5 anni e la causa primaria e’ proprio il consumo di bevande gassate. Il calo di vendita di quest’ultime e’ stato bilanciato dall’aumento del 70% nella vendita delle sport drinks (Gatorade in testa) m anche in questo caso non c’e molto da rallegrarsi: i medici infatti da tempo avvertono dei livelli troppo alti di zucchero, pericoloso per la salute e il giro vita degli adolescenti. Dove ancora le bollicine regnano sovrane pero’ e’ la scuola: qui infatti le vendite si sono attestate al 45% (pur sempre in discesa dal 57% di tre anni fa) e Coca Cola la fa da indubbiamente da padrona.
4 gennaio 2006
paola ceccarelli





