incidente diplomatico tra Microsoft e i cinesi
marco | 6 gennaio 2006MICROSOFT ha bruscamente chiuso il web site di un blogger cinese di Bejing che aveva espresso commenti politici sul governo. L’utente aveva aperto un blog (o diario) su Internet e aveva espresso giudizi negativi sull’azione del governo a seguito della rimozione di un giornalista del Bejing Daily accusato di non essere allineato con le posizioni governative. I suoi colleghi avevano indetto una giornata di sciopero in difesa dei diritti di informazione. “Ci dobbiamo adattare alle leggi del paese in cui facciamo affari – ha commentato Microsoft – e abbiamo dovuto acconsetire alle richieste del governo cinese”. Aspre le polemiche contro Microsoft. Ma il mercato cinese è vastissimo e le possibilita’ di guadagni allettanti. Questa non è la prima volta che il gigante di Internet si trova nei guai con i sostenitori dei diritti civili. Lo scorso anno Yahoo fu violentemente criticato per aver ceduto infomazioni personali di un giornalista cinese che era stato quindi arrestato e condannato a 10 anni di prigione per una email in cui criticava il governo. Un altro gionalista e’ stato condannato a 7 anni in settembre per avere scritto su Internet articoli giudicati sovversivi. Quando in Cina un utente usa google per trovare parole come diritti umani, diritti civili, Tibet e Dalai Lama, per esempio, la ricerca si blocca e sul video appare “parole non trovate”. Oltre al dissenso politico il governo cinese e’ particolarmente attivo contro la pornografia online e ha chiuso in un solo mese 528 portali. Del resto, il fenomeno Internet sta consentendo per la prima volta la circolazione in Cina di idee e commenti in precedenza strettamente proibiti pena arresti e deportazioni. Il governo però si vede costretto ad usare Internet soprattutto nelle scuole per alzare il livello di educazione e competitivita’ nella preparazione dei suoi futuri cittadini e uomini di affari.
paola ceccarelli





