il Match point di Woody Allen
marco | 14 gennaio 2006I SUOI fans hanno tirato un sospiro di sollievo: Woody Allen e` tornato grande, acuto ed inventivo come non mai. “Match Point” e` il film del miracolo: lontano dalla sua amata New York, dove Allen non recita, senza nessuna delle sue amate musiche. Nonostante le novità la firma è del solito Allen con un nuovo ritmo lento, ponderato, quasi ipnotico. Il film si apre con una riflessione: tra la fortuna e la disgrazia c’e la stessa differenza che fa per un brevissimo istante della palla da tennis che tocca la rete un match point. Cadere dall’altra parte e’ la vittoria, da questa la sconfitta. E cosi’ e’ per il protagonista Chris (un ottimo Jonathan Rhys-Meyers) che per una serie di fortunati eventi partira’ come maestro di tennis, arrivera’ a sposare bene ed ottenere un prestigioso posto di lavoro. Non solo: scampera` anche all’arresto dopo avere ucciso Nola, la sua amante incinta (una splendente Scarlet Johanson).
Dopo l’assassinio Chris deve disfarsi della prova, un anello, che intende gettare nel Tamigi ma che rimbalza (come la famosa palla da tennis che apre il film) e cade per terra. Sembra una disgrazia ma non lo e`: un barbone raccoglie l’anello e la polizia lo arresta in relazione all’assassinio. Chris e’ salvo. Ma e’ salvato?
Tematiche classiche, quindi: passione, infedelta`, senso di colpa, tensione sociale, crimine. Come un buon romanzo dell’Ottocento: non per niente nel film Chris viene inquadrato proprio mentre legge “Delitto e castigo” di Dostojewski. C’e proprio da dire: bentornato, Woody.
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Era ora che Allen si svegliasse...dopo tutti questi anni appresso
Francesca C. | 14 gennaio 2006Era ora che Allen si svegliasse…dopo tutti questi anni appresso alla mogliettina di 40 anni piu’ giovane e’ davvero un miracolo se ancora riesce a scriver film decenti. Ma andro’ a vedermi Match Point perche’ Allen e’ da sempre un mio mito.