le rose extralarge uccidono il campionato
marco | 18 gennaio 2006CHE cosa potrebbe emergere dal summit al ministero delle Comunicazioni sui diritti tv non è facile pronosticarlo, anche se trovare una via d’uscita dall’attuale situazione di conflitto (e non solo d’interessi) è come vincere un terno al lotto. Comunque la giri la questione dei diritti presenta troppi rovesci. Resta difficile pensare che d’incanto tutto possa tornare al posto giusto. Occorre che non siano una Lega così spaccata o i politici in clima elettorale a cercare una soluzione rapida a tutti i costi. Il fenomeno va studiato attentamente con delle commissioni esterne di esperti che prestino attenzione, conti alla mano, al bacino d’utenza e a tutti i requisiti, non ultimi i punti in classifica. Solo così si può dare vita a una ripartizione oculata. Tuttavia non è che siamo davanti alla panacea di tutti i mali. Il calcio si risana, oltre che con una politica mirata a riportare i tifosi allo stadio, anche evitando rose extralarge da parte dei grandi club. Ci sono calciatori come Rui Costa, Pizarro, Toldo, Zalayeta, Mutu, Olivera, Giannichedda e Jankulovsky che farebbero la fortuna di mezza serie A. Eppure stanno lì in attesa di giocare spezzoni di partita. Per non parlare poi di Del Piero, Inzaghi, Cruz, Recoba e le altre riserve di lusso. Quando le rose erano meno ampie questi calciatori trovavano spazio in altre formazioni, rendendole più competitive. Semmai, dunque, è la Champions che uccide la serie A. Le piccole squadre hanno bisogno dei buoni giocatori per accorciare la forbice che le divide con le prime della classe e per far sì che il campionato non muoia già dopo il girone d’andata. Il Tempo, mercoledì 18 gennaio 2006






Le riserve di lusso, le squadre piene di "piedi" eccellenti
Niceforo | 19 gennaio 2006Le riserve di lusso, le squadre piene di “piedi” eccellenti che farebbero la fortuna di gran parte della serie A, sono tutte conseguenze di una cosa sola. il Calcio è un affare. L’aspetto sportivo viene dopo. Checché se ne dica, di soldi ce ne sono veramente a montagne, troppi nonostante i bilanci delle società siano spesso barcollanti e quest’ultima è un’aberrazione che non capisco ancora.
Forse il danaro ha una sua naturale propensione ad accumularsi proprio lì dove ce ne è già tanto.
Le squadre beneficiarie sempre le stesse.
Comunque, in Italia non siamo ancora maturi per gestire uno sport fantastiliardario come il football americano, il basket d’oltreoceano che lì sono tradizione da tempo, miliardi compresi.
Noi invece pasticciamo e la facciamo sporca. E non riusciamo a trovare la via per organizzare. Figuriamoci poi se si è presi dall’isterismo di un’incombenti elezioni politiche.
Scusate l'errore di battitura all'ultimo rigo del mio "sovrastante" intervento
Niceforo | 19 gennaio 2006Scusate l’errore di battitura all’ultimo rigo del mio “sovrastante” intervento