bravi e veloci ma che fatica parlare in italiano
marco | 16 febbraio 2006LA FRANCIA ha vinto mondiali ed europei con campioni provenienti dalle «colonie». Nel nostro campionato di calcio abbiamo visto passaporti cambiare colore frequentemente. L’Inter scende in campo con una squadra tutta straniera. Con questi precedenti nessuno si deve stupire se a portare a casa le medaglie olimpiche siano Armin Zoeggeler, Piller Cottrer, Gerhard Plankensteiner, Oswald Haselrieder ed Enrico Fabris. Se si esclude il pattinatore, gli altri campioni hanno tutti un cognome che d’italiano ha davvero poco. Seppure siano atleti che baciano il tricolore e si commuovono sulle note del Mameli (quelli che lo conoscono). Faticano più a esprimersi nella nostra lingua che in gara. Parlano con monosillabi. A confronto Shevchenko può fare il docente di italiano. Lascia di stucco la dichiarazione di Plankensteiner che non conosce la «canzone» di Mameli. Poteva almeno evitare di dirlo e di chiamarla così. Anche se nelle montagne altoatesine il nostro Inno nazionale trova poco spazio tra i campanacci. Il Tempo, giovedì 16 febbraio 2006





