60 milioni per curare il Palatino
marco | 17 febbraio 2006dal Tempo
di SIMONA CAPORILLI
IL COLLE Palatino si rifà il trucco con quattro milioni di euro annui che verranno stanziati dal Ministero dei Beni Culturali per un progetto che durerà quindici anni. Il primo passo per tutelare i 27 ettari di terreno sarà il check-up dell’intera area con l’uso di strumentazioni all’avanguardia e l’aiuto di specialisti del settore: in secondo luogo si passerà alla quantificazione dei costi, dopo l’istituzione della gestione informatica delle aree e dei reperti archeologici: un progetto di monitoraggio presentato dal professor Giorgio Croci, papà della rinascita di San Francesco d’Assisi dopo il terremoto, con un metodo di lavoro che può essere riassunto nei tre termini di anamnesi, diagnosi e terapia, di un processo che ha preso il via una manciata di mesi fa, all’epoca della chiusura della Domus Aurea, causa rischio crolli all’interno del monumento. La ricetta, fornita dal Ministro Rocco Buttiglione è semplice: «Prevenire è meglio che curare» come se, in parole povere, il colle dove fu posata la prima pietra della fondazione di Roma fosse un «malato» da curare nel migliore dei modi: innanzitutto analizzando il problema e cercare una soluzione, solo in un secondo momento. Quattro i tipi di interventi preventivi sul colle: miglioramento sismico, riduzione dei rischi più o meno gravi di crollo, restauro e consolidamento dell’intera area a opera di una équipe specializzata su otto settori: la via Nova e Clivio Palatino, la Zona Arcaica e la pendice Sud-Ovest, l’Area Augustea, la Domus Tiberiana, i Palazzi Imperiali, il Complesso Severiano e via dei Cerchi, Vigna Barberini e la pendice di San Gregorio, Santa Maria Antiqua. Accanto a propositi di interventi di restauro e manutenzione del colle la provocazione del professor Andrea Carandini: allargare le aree a pagamento del Colle Palatino per consentire una migliore manutenzione e l’istituzione di una cassa, per il finanziamento di restauri e interventi di tutela, a partire dalla considerazione che il numero di visitatori annui in quella zona, ammonta a quattro milioni: «Dal 2002 – ha detto il Soprintendente ai Beni Archeologici Angelo Bottini – si è andata sviluppando una crescita importante nel numero di presenze. Perciò abbiamo assunto l’impegno di migliorare l’accessibilità del Colosseo e fornire un servizio adeguato al numero di visitatori». Gli interventi sono stati presentati ieri mattina al Collegio Romano, sede del Ministero dei Beni Culturali dal Ministro Rocco Buttiglione, dal Soprintendente Archeologico Angelo Bottini, dal Capo Dipartimento Francesco Sicilia e dal professor Giorgio Croci. Finanziamenti e Beni Culturali: al 4 novembre scorso risale il crollo di una parte di muro sul Colle Palatino, al 13 dicembre la chiusura della Domus Aurea – un provvediento giudicato «eccessivo» dal critico d’arte Vittorio Sgarbi – e infine l’allarme-obelischi lanciato dal Soprintendente per i Beni Architettonici e per il Paesaggio Galletti il 24 dicembre: sono solo alcuni esempi di quello che potrebbe essere definito un vero e proprio «allarme monumenti». Il Tempo, venerdì 17 febbraio 2006





