De Rossi sempre più come Tardelli
marco | 18 giugno 2006L’ESPULSIONE di De Rossi in Italia-Usa è stata sacrosanta. Anche rivedendola più volte, alla moviola e a velocità normale, la sua gomitata lascia senza parole. Nessuno vuole difenderlo, per carità. Ha sbagliato, punto e basta. Del resto la sua difesa non avrebbe nessuna possibilità di successo, visto che ormai tutti l’hanno già condannato. Senza processo e senza appello. Perfino Lippi l’ha già scaricato. «Deve bollire nell’acqua sua» ha detto il ct. Un bell’esempio per un uomo che per prima cosa dice di tenere al gruppo. Sembra di ascoltare la parabola del figliol prodigo al contrario. Tuttavia, nessuno dice che partita dopo partita De Rossi assomiglia sempre più a Tardelli. Sia nel ruolo, sia nel temperamento. Prima del gol nella finale di Madrid contro la Germania, e dello storico urlo che seguì, il giovane Tardelli entrò nella storia del calcio italiano anche per il fallo da killer che fece contro Rivera dopo tre secondi dal fischio d’inizio di Juventus-Milan, nell’anno della stella rossonera. Poi la maturità lo fece diventare un campione. E che campione. Ancora oggi stiamo cercando il suo erede in azzurro. E il romanista potrebbe diventarlo. Viste le analogie, non resta che aspettare l’urlo di De Rossi. Prima però l’esame di maturità.
Il Tempo, 20 giugno 2006





