il calcio Moggi, ieri e domani
marco | 28 giugno 2006CHI è l’uomo nero del calcio italiano? Secondo le intercettazioni della procura di Napoli è Luciano Moggi. Ascoltando invece il grande accusato è Carraro il burattinaio al comando delle lobby che volevano danneggiare la Juve. Tutte queste lobby che nell’ombra muovevano le fila del complotto, all’insaputa della stessa Juve, che alla fine però vinceva ugualmente. Giocando con arbitri non «ripudiati» e spesso contro avversari privi di titolari, appiedati dai cartellini collezionati nelle gare precedenti. In verità anche Fiorentina, Lazio e Milan hanno più volte fatto riferimento al complotto. A un sistema che decideva gli andamenti delle gare e dalle quali bisognava difendersi con contromosse opportune. Insomma, un calcio in mano alle lobby. Una contro l’altra. Ma chi c’era dentro queste lobby, se non Moggi e Giraudo, Galliani e compagnia bella? Chi vinceva alla fine: il Chievo o la Juve? Chi conquistava la fetta più grande dei diritti tv: il Milan o il Lecce? E chi gestiva le compravendite dei giocatori? Noi di sicuro no. Secondo Moggi addirittura la Juve non aveva alcun potere perché nel calcio il potere te lo danno i soldi e le tv. Seppure la stessa società bianconera fosse al corrente di quanto lui e Giraudo facessero. Un’ammissione che praticamente scava la fossa alla Vecchia Signora. L’altra sera a Ballarò è andata in onda l’ultima puntata di una commedia all’italiana che tra magoni, lacrime di coccodrillo e telefonate intercettate ha minato la credibilità del nostro calcio. Ora però la commedia è finita. Comincia finalmente il processo sportivo. E prima di essere di nuovo in gioco il pallone va lavato dal fango.
Il Tempo, 29 giugno 2006





