la Cina censura il telecronista che esulta per l’Italia
marco | 29 giugno 2006DAL CORRIERE DELLA SERA
di FABIO CAVALERA
RICORDATE quella brutta frase che Silvio Berlusconi ricavò da un libro sui bambini cinesi «bolliti»? A Pechino, dove la memoria non difetta, l’hanno ripescata alla grande per rifilare una lezione politica al popolare commentatore sportivo che durante la diretta Italia-Australia sul canale satellitare di Stato (Cctv 5) aveva urlato frasi da curva e provocato un mezzo incidente diplomatico con gli amici di Canberra. «Rigore, rigore, rigore… Grosso ce l’ha fatta, ce l’ha fatta… Facchetti, Cabrini, Maldini, le loro anime si sono infuse in lui… Gooooooool… è finita… lunga vita all’Italia… Hiddink ha raccolto ciò che ha seminato… devono andarsene a casa, anzi non devono nemmeno tornare in Australia, molti giocano in Europa… Addio». Apriti cielo, diluvio di proteste via Internet. Scandalo. Ieri il China Daily , voce quotidiana del governo, non si è tirato indietro. E ha piazzato un articolo in prima pagina e un commento al vetriolo in quarta. Caro Huan Jiangxiang (il commentatore tv), vuoi davvero tifare Italia? Affari tuoi ma non darlo a vedere davanti a una platea di alcune decine di milioni di telespettatori, tanti quanti ne aveva alle 11 di sera (cinese) il match mondiale. E, soprattutto, sappi che il tuo isterismo fa il paio con quello dell’ex premier italiano quando disse che «i cinesi avevano bollito i bambini per fertilizzare i campi». In pratica: tifi Italia? Ricordati per chi tifi. Ricordati quelle parole di Silvio Berlusconi. Dunque un consiglio: «Smettila di parlare con i piedi». Huang, il giornalista, alla fine ha salvato il posto per il rotto della cuffia. Autocritica a metà e scuse pubbliche. Giustificazione: «Sono un essere umano, non una macchina, non un computer». L’onore è salvo. Berlusconi o non Berlusconi lui continua a impazzire per gli azzurri. Forse alla prossima diretta, Italia-Ucraina, il commentatore sarà un altro.





