Rai, Petruccioli convoca Cappon
marco | 9 settembre 2006LA PARTITA della Rai sta molto a cuore ai politici. È considerata una priorità, addirittura quasi più di finanziaria, riforma delle pensioni e missioni militari all’estero. Da entrambi gli schieramenti fervono i preparativi per arrivare al cda di martedì con una squadra già bella e pronta. Ieri il dg Cappon ha anticipato il suo rientro da Tunisi per incontrare il presidente Petruccioli. Sul tavolino tutte le ipotesi possibili di uno scacchiere che assomiglia sempre di più a un labirinto senza via d’uscita. Cappon è nel mirino non solo dei consiglieri del centrodestra, pronti a bocciare tutte le nomine non concordate con la Cdl, ma anche di Ds e Margherita che devono trovare una poltrona a tutte quelle persone a cui l’hanno promessa. Molto attivo anche Berlusconi. L’ex premier non vuole arrendersi a un’occupazione che non tenga affatto conto di quei soli 24 mila voti di differenza tra le due coalizioni. Perdere Tg1 e RaiUno d’accordo ma Mimun e Del Noce non devono essere trattati come prigionieri politici. Semmai occorre trovare una collocazione degna a due professionisti che hanno ottenuto unanimi consensi di share e ai quali il Cavaliere tiene davvero tanto. In realtà alla Cdl non basta una rete (RaiDue e Tg2): da sistemare ci sono non solo Mimun e Del Noce, ma anche Belpietro, Mazza, Marano e Soccillo. Anzi, qualora non si dovesse trovare un accordo con l’Unione, qualcuno potrebbe essere collocato a Mediaset. Non a caso anche ieri Gianni Letta e Berlusconi si sono sentiti per non farsi soffiare le pedine dallo scacchiere. Si tratta, dunque. Da tutte le parti. Martedì Cappon dovrebbe presentare al cda un ampio pacchetto di nomine che dovrebbe strappare – accordo preventivo permettendo – il sì del cda di viale Mazzini. In questo primo troncone ci sono non solo le due nomine ritenute prioritarie dall’Unione, come Tg1 e Risorse Umane, ma gran parte delle cariche editoriali. Qualora si raggiungesse un risultato positivo Cappon tra due-tre settimane presenterebbe la seconda tranche della nuova Rai. Se invece il dg non dovesse portare a casa un successo non si esclude la restituzione del mandato da parte dello stesso Cappon. Una decisione che aprirebbe la crisi in seno al cda di viale Mazzini. Con Cappon potrebbero cadere anche Petruccioli e tutto il consiglio d’amministrazione, in quanto sarebbe il governo, mediante il ministero di competenza, a spingere per il rinnovo di tutti i vertici. A mettere in moto tutti quei meccanismi utili a sfiduciare il vecchio cda per sostituirlo con uno nuovo. Con altri consiglieri e un presidente da assegnare come prassi all’opposizione, quindi al centrodestra, ma con la maggioranza del cda in mano al centrosinistra. Ecco perché tra i più attivi per trovare l’accordo c’è proprio Petruccioli, la cui presidenza rischia di finire prima della fine del mandato. Per il Tg1 Riotta resta il favorito, come lo è Ruffini per RaiUno. Le nomine dovrebbero passare a patto che sia per Del Noce sia per Mimun ci siano contropartite valide. L’alternativa a Riotta è rappresentata da Antonio Caprarica, soluzione interna gradita ai Ds e professionista di indubbio valore. Un direttore che avrebbe il lasciapassare anche dell’opposizione. Se la Margherita con Ruffini conquisterà la direzione di RaiUno al suo fianco resterà Teresa De Santis, garante diessina. Ai prodiani Minoli e Badaloni dovrebbero andare rispettivamente la RaiTre e RaiNews 24. Borrelli è il favorito per la nomina unificata Gr1-Radio1, ma non è da escludere che possa diventare il nuovo direttore del Tg3, con Di Bella capo corrispondente a New York. Ma i «cespugli» spingono per la Berlinguer. Intanto Sposini si prepara al grande rientro: Vivavoce di Radio24 e il volto della 3, la tv dell’operatore telefonico. Il Tempo, 9 settembre 2006





