in Rai a "caval" donato non si guarda in bocca
marco | 1 ottobre 2006AL TG1 è tempo di bonaccia. Apparente. L’arrivo di Riotta è stato assorbito come l’inizio di una nuova era. Anche se non deve essere stato facile vedere il neo direttore mischiare subito le carte, allo scopo di far vedere quanto un giornalista quotato sia inflessibile alle pressioni politiche. L’intervista a Prodi ha finito per creare un clima da guerriglia. La scelta di affidarla a Romita (il giornalista che seguiva Berlusconi) e non a Frittella (l’uomo vicino e amico personale di Prodi) ha fatto saltare dalla sedia Silvio Sircana e l’intero staff del Professore, rimasti di stucco nel vedere arrivare a Palazzo Chigi Romita accompagnato da Riotta in persona. In molti si sono chiesti perché non sia stato lo stesso direttore a intervistare il premier. Archiviato il caso, i giornalisti del Tg1 stanno ora aspettando il piano editoriale di Riotta. Giuntella, Busi e Sassoli si sono piazzati sulla riva del fiume e stanno aspettando le teste di tutti i vicedirettori di Mimun. Il vicario Maccari compreso. Ma quest’ultimo – uomo macchina da più di un decennio – dovrebbe resistere perfino a questo tsunami. Nomine. Il cda del 4 ottobre non dovrebbe occuparsi della questiore. Quello dell’11 sicuramente sì. Da scegliere ci sono i direttori del Giornale Radio, delle Tribune e Servizi parlamentari, dei Gr parlamentari, di RaiSport, RaiNews 24, Televideo, RaiInternational, RaiCorporation e della Sipra. Per la nomina alla direzione dei gr ci sono due diessini: il favorito Antonio Caprarica e l’outsider Giulio Borrelli, pronto a lasciare la poltrona di capo della sede di New York. Anche Caprarica è titolare di una sede di corrispondenza, quindi facile intuire come le loro nomine apriranno una girandola. Se Borrelli perderà la radio potrebbe essere dirottato o su RaiInternational o su RaiNews 24. Il posto di Caprarica a Parigi verrebbe preso da Corradino Mineo e a New York si aprirebbe la strada per Monica Maggioni che potrebbe diventare la capo corrispondente più importante della Rai. Una mossa che farebbe di Riotta il paladino del gentil sesso. Tuttavia potrebbe trovarsi davanti Di Bella, che in America da capo ci tornerebbe ben volentieri. A quel punto un’altra donna, Bianca Berlinguer, potrebbe diventare direttore del Tg3. Un’altra partita tutta da giocare è quella per la direzione di RaiSport. Fabrizio Maffei sarà costretto a lasciare. Suo malgrado e soprattutto malgrado i suoi ottimi risultati (l’ultimo è la Domenica sportiva con Teocoli senza costi aggiuntivi). Al posto di Maffei dovrebbe essere prescelto o il suo condirettore Eugenio De Paoli (centrodestra come Maffei) o un esterno molto quotato (il nome più gettonato è quello di Mario Sconcerti, ma potrebbero spuntare anche Massimo De Luca o Giacomo Crosa). Di sicuro il posto resterà al centrodestra. Come la direzione delle Tribune parlamentari (Mimun) e quella dei gr parlamentari (Soccillo). Guido Paglia avrà la Sipra, Alfredo Meocci probabilmente RaiInternational, Borrelli forse RaiNews 24. Anna La Rosa terrà le sue trasmissioni ma perderà le Tribune. Rischiano invece di rimanere con un pugno di mosche i prodiani-dl Badaloni, Ferragni, Chiodi: su di loro la vendetta dei Ds.
Il Tempo, domenica 1 ottobre 2006





