Le non scuse di Cassano sono come la testata di Zidane. Anche Moggi e Galliani usufruiscono dell'indulto
marco | 13 novembre 2006TOTTI E CASSANO. Che bello rivedere il capitano della Roma ai massimi splendori. Che brutto sapere che nemmeno l’esperienza di Madrid sia servita al barese. Dire che nel suo vocabolario non esiste la parola scusa è diseducativo per i ragazzi quanto la testata di Zidane a Materazzi.
ANCELOTTI. Il tecnico del Milan è finito sotto processo per colpe non sue. La squadra ha un suo gioco, anche se perfino i sassi sanno che un ciclo si è concluso. Basta vedere i 20 punti che separano i rossoneri dal vertice. Ma che sia Ancelotti a doversene andare non sembra giusto. In lista prima di lui ci sono almeno cinque o sei titolari. E che dire della dirigenza che non ha provveduto a rinforzare la squadra a tempo dovuto?
REGGINA. Se la squadra di Mazzarri centrerà la salvezza sarà un’impresa paragonabile alla conquista dello scudetto.
ASCOLI. Tutto si può dire meno che per il presidente Roberto Benigni “la vita è bella”.
VAN NISTELROOY. Capello l’ha rigenerato. È tornato l’attaccante che conoscevamo. E pensare che ai Mondiali Van Basten non l’ha fatto giocare. E l’Olanda è tornata a casa.
INDULTO. Non solo nella criminalità ma anche nel calcio esiste l’indulto. E gli inibiti se ne approfittano, continuando a fare quello che vogliono.
Il Tempo, 14 novembre 2006





