Nel 2100 Londra, New York e Venezia sommerse dalle acque
marco | 9 dicembre 2006LE CATASTROFI climatiche ci hanno sempre appassionato. Non a caso la letteratura del genere vanta un ampio e sfruttato panorama. Come del resto lo sono i film che ne hanno documentato le gesta in immagini. Ere glaciali, terremoti, maremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, alluvioni, cicloni e uragani hanno fatto da contesto storico a tante storie che abbiamo prima letto e poi visto. Nel nostro personale fantastico il cataclisma ha preso il posto dei marziani e del genere spaziale che tanto piacque negli anni Cinquanta. Con la sostanziale differenza che aver a che fare con la natura è molto più plausibile che incontrare un alieno. Ma bando ai preamboli, veniamo al sodo: nel 2100 New York, Londra e Venezia saranno sommerse dalle acque. Il Pantheon a Roma sarà una spiaggia. Così come la Torre di Pisa. I ghiacciai svizzeri _ che durante la scorsa estate hanno perso tra il 4% di volume e che fra un decennio ne perderanno il 20 _ fra 100 anni saranno scomparsi quasi completamente. Con conseguenze drammatiche per le popolazioni, alle prese con i problemi idrogeologici dovute a piene di fiumi e rocce che si sgretolano. Ma quello che più suona come Big Bang è lo scioglimento dei ghiacciai della Groenlandia e dell’Antartide, previsto appunto tra un secolo. Un evento che provocherebbe l’innalzamento dei mari tra i sei e i sette metri. Così com’era 130 mila anni fa. Del resto è cronaca di questi giorni che i ghiacciai della Groenlandia sono in movimento. Lastre di ghiaccio che si sciolgono all’interno di una superficie che è sette volte l’Italia. E non è una novità: ogni anno il disgelo cresce. In 365 giorni si perdono oltre 250 km cubici di ghiaccio. Il tutto per la continua crescita delle temperature (in Groenlandia è salita di 3 gradi centigradi). Secondo alcune stime degli esperti: basterebbero appena altri due gradi in più che causare il disastro. Per evitare che il termometro salga ancora bisogna arrestare la crescita delle concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica. E intanto, in attesa dei provvedimenti che tardano ad arrivare, godiamoci questo Natale e questo Capodanno da clima tropicale.





