Napolitano: «Un crimine l’ingresso illegale di immigrati»

19 12 2006

UN PRESIDENTE in prima linea. Anche se forse non ancora amato dalla gente come il suo predecessore Ciampi. Eppure tra i due è forse proprio Napolitano il più obiettivo nel controllo della politica italiana. Non solo puntuale nel far rispettare le istituzioni e la Costituzione, ma soprattutto rigoroso nel vigilare sull’operato del governo, del premier e dei suoi ministri. Pronto a sventolare il cartellino giallo a Prodi in qualsiasi momento della partita. Preciso nel fischiare qualsiasi giocata ai limiti delle regole di Padoa Schioppa e della sua Finanziaria. Al punto che proprio ieri lo stesso Prodi è stato costretto a rassicurare il Quirinale sulle riforme: il governo non ripeterà gli stessi errori commessi sulla Manovra. Questa volta l’esecutivo seguirà di più la via della concertazione. Palazzo Chigi si impegnerà a convocare a gennaio un vertice con i segretari dei partiti dell’Unione per affrontare temi scottanti come Pacs, previdenza, liberalizzazioni e mercato del lavoro. L’inizio della fase 2, per intederci. Un altro punto a favore di Napolitano. Un presidente che in più di un’occasione è sembrato meno ostile nei confronti di Berlusconi di quanto lo sia stato Ciampi in tutto il suo mandato. Lo ha dimostrato quando ha riconosciuto che la spedizione in Iraq dei nostri soldati è stata una missione di pace e non di guerra (come invece era stato detto dal centrosinistra durante la campagna elettorale). O quando ha fatto gli auguri di cuore all’ex premier, dopo il malore sul palco. Eppure il passato politico di Napolitano tutto poteva far pensare al Cavaliere meno che il nemico fosse in fondo così meno brutto del previsto. Anche nella giornata di ieri il presidente della Repubblica ha voluto lasciare il segno. E l’ha fatto alla sua maniera. Rompendo la diga di ipocrisia e di finti buoni propositi che imprigiona il capitolo dell’immigrazione e dell’invasione di clandestini. Napolitano ha voluto mettere un freno alla giostra. Gli ingressi in Italia degli immigrati devono avvenire per vie legali. E con regole che tutti devono rispettare. Un monito contro i rischi collegati all’invasione di clandestini e al pericolo che la malavita possa pescare e arruolare nel torbido. L’illegalità, dunque, rappresenta un vero e proprio crimine da sconfiggere a ogni costo. Napolitano ha citato gli esempi di bambini ridotti a lavorare in condizioni estreme e umilianti, donne costrette a prostituirsi, esseri umani vittime di forme di schiavitù. «Non dobbiamo abituarci – ha sottolineato il Capo dello Stato – a tollerare le morti strazianti di chi fugge da guerre, rivoluzioni, povertà e carestia». Il tutto in uno scenario che vede ogni giorno i barconi della speranza affrontare le onde gelide dei mari d’Europa pur di trovare un attracco. L’ultimo avvistato ieri sera a Porto Empedocle con oltre 400 migranti. Le parole di Napolitano sono servite come apripista per la discesa del ministro Ferrero, puntuale nell’annunciare che presto la Bossi-Fini verrà sostituita. Probabilmente a gennaio, ha detto il ministro della solidarietà sociale. La nuova legge sancirà anche la chiusura dei Cpt. «Il modo per chiuderli – ha detto Ferrero – è identificare chi ha commesso reati e condannarli al carcere».

Il Tempo, martedì 19 dicembre 2006



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