I Sarkozy, una coppia per l’Eliseo
marco | 23 febbraio 2007DALLA STAMPA
Nicolas e Cécilia i più amati dai francesi, Ségolène e Hollande solo al terzo posto
di DOMENICO QUIRICO
L’idea è venuta a «Paris Match», che è stato l’intrepido Erodoto del romanzo coniugale del ministro degli Interni. Senza dimenticare che l’avventura presidenziale di Madame Royal è iniziata non con un comizio ai cancelli della Renault ma con una copertina di questa bibbia del chiachiericcio. All’Eliseo si sale in due, oggi più che mai le coppie contano. Da quando proprio Sarkozy ha imposto lei come il suo indispensabile pitagorico punto di appoggio. E per la prima volta, con Ségolène il rapporto è capovolto e un possibile «Premier Monsieur» incuriosisce e intriga… Nella recente storia di Francia le signore hanno contato eccome, da Hélène de Portes, impicciosa compagna di Paul Reynaud che contribuì più dei carri armati di Rommel alla disfatta nel 1940 a Bernadette, attorno al cui ruolo di consigliera autorevole nei dodici anni chirachiani son già pronte enciclopedie. Sui risultati del sondaggio in questo momento un po’ convulso della campagna elettorale c’è allora da meditare. Dunque, i Sarkozy, con la loro saga borghesissima dell’amore ferito ma infine ricomposto, sono catapultati all’Eliseo dal 37% dei francesi, e Cécilia fa guadagnare qualche punticino a Nicolas. La Francia si piace così: tumultuosa ma saggia, languida di passioni birichine ma infine ragionevole e normale. Sorpresona, al secondo posto non c’è Ségolène radoppiata da Hollande; c’è lui, il terzo uomo, l’antisistema rassicurante, Bayrou corredato da Elisabeth, con il 29%. Cioè il doppio di quanto ottiene da solo. La Mary Poppins della Gauche, se è al braccio del compagno, staziona al 26%. Hollande non sarà il suo maggiore «difetto», come maliziava un portavoce subito castigato; certo non ne impreziosisce il carisma già virile. Staccatissimo, infine, il leader del Front national. La sua Jany ha certo «gli occhi color del cielo» come dice il marito con aura per una volta poetica, ma elettoralmente rende poco. Non sfugga il profilo sociale degli intervistati: i Sarkozy fanno da contravveleno al quotidiano grigiore soprattutto di artigiani, commercianti e, per un 30%, di operai. La terza via di Bayrou sul piano matrimoniale incanta impiegati e professioni intermedie; si intravedono nella scelta le modeste estasi domenicali di una Francia che sa accontentarsi. A lei si rivolge il tranquillo gozzanismo di François e Babeth che si amano da quando avevano 20 anni, sono entrambi professori di lettere, hanno sei figli (ma lei ne voleva 12), e lei giura di non consigliarlo mai in politica e neppure sul look. Si capisce perchè i due Ségolène piacciono soprattutto ai pensionati. Da sola questa egeria stagionata può far trepidare, ma guardandoli insieme non si riesce a pensare a notti indimenticabli. Lui ha già detto che all’Eliseo non abiterà e forse è qualcosa di più che un disimpegno logistico. Si intravede a spiarli, come fa da tempo il pettegolezzo del «Tout Paris», dietro i sorrisoni neppur troppo teneri, l’invidia «professionale», la baruffa sul programma, i dispetti di un cosmo correntizio. Di loro rischia di restare nella memoria non una passeggiata romantica sulla spiaggia di quest’estate che sapeva di paparazzismo costruito, ma il pizzicotto segoleniano sulla pancia di lui in un recente raduno socialista.
La Stampa, 23 febbraio 2007





