Rai, anche Leone molla Cappon
marco | 25 febbraio 2007PRODI che entra in crisi e la Gentiloni che potrebbe essere sacrificata nel programma del nuovo esecutivo (un po’ come i Dico) agitano il sonno di Cappon. Il direttore generale della Rai si è visto diminuire all’improvviso quel potere contrattuale che aveva esercitato nei confronti del cda riguardo le nomine, le quali — a questo punto — potrebbero finire congelate per un po’, almeno fino a quando il governo non ritrova il suo ruolino di marcia. L’indebolimento di Prodi di riflesso ha indebolito non solo Cappon, Braccialarghe, Badaloni e Riotta, tutti i prodiani neo-nominati, ma anche chi come Minoli scalpita per entrare in campo. Tra l’altro Cappon si è trovato sul tavolo le dimissioni del suo vice, quel Giancarlo Leone, che molti avrebbero voluto come direttore generale della Rai. Le dimissioni, ovviamente, sono state respinte, ma resta il fatto che Leone si diverte molto di più con Rai Cinema che come vice del dg. Cappon ha dovuto affrontare l’Usigrai. Il sindacato gli ha contestato la decisione di voler prendere un esterno per l’ufficio stampa. Manager esterni che tanto piacciono ai prodiani. Non a caso nell’ultimo pacchetto di nomine Cappon aveva proposto anche la candidatura del professor Barbera, un anti-berlusconiano dichiarato a Rai Cinema. Tuttavia, se Minoli sembra destinato a rimanere per un po’ di tempo a bagnomaria, entro marzo vanno risolti i problemi di organico alle «consociate», i cui termini sono scaduti o stanno per scadere. Si tratta di Sipra, Rai Cinema, Rai Corporation, Rai Sat e Rai New Media, per quest’ultima – frutto della fusione tra Rai Click e Rai Net – si pensa a un tandem tutto di centrosinistra con il prodiano Franco Iseppi presidente e il diessino Balestrieri direttore generale. Poi c’è il caso Freccero. L’ex direttore di RaiDue continua a rifiutare Rai Sat. Ha perfino detto di sentirsi come Kakà costretto a giocare nell’Avellino. Anche Badaloni è alle prese con qualche problema di gestione a Rai International. È ai ferri corti con due vicedirettori, Mezza e Porcarelli, quest’ultimo si è messo in ferie dopo uno scazzo. Inoltre diversi telespettatori si sono lamentati per la soppressione dell’oroscopo e del programma Sportello Italia. A Radio Quercia (il giornale radio di Caprarica), invece, ha destato non poche perplessità il fatto che il direttore non abbia deciso di dare spazio al filo diretto dopo la caduta del governo. Anzi Caprarica lo abbiamo visto ospite del programma di RaiDue Donne condotto dalla Leofreddi. Un direttore che sa spiazzare tutti. Un po’ come Riotta, che ha condotto Tv7 in camicia. All’americana. Meno male che aveva le maniche lunghe…
Il Tempo, 25 febbraio 2007





