Hillary e Ségolène, due donne in trincea
marco | 2 marzo 2007CASA Bianca ed Eliseo non hanno mai avuto un presidente donna. Hillary Clinton e Ségolène Royal stanno tentando la scalata. Un tabù da abbattere a ogni costo, esorcizzando scheletri, mandando giù veleni, pregiudizi e colpi bassi. Una campagna elettorale infinita, estenuante, vissuta sull’altalena dei sondaggi. Che oggi ti riscaldano e domani ti bruciano. Sulla loro strada molti amici e (soprattutto) tanti nemici. Ma sia Hillary sia Ségolène sono donne tenaci. Non mollano la presa. La determinazione è la loro forza. La Royal è riuscita a risalire la china grazie a un’apparizione televisiva che l’ha mostrata fiera e competente davanti a 9 milioni di francesi. Sanità gratuita per i giovani, pensioni più alte, ordine e restaurazione dei valori nazionali, impegno ecologico, riforme istituzionali. Una corsa alla conquista dei voti di piccola e media borghesia, decisivi per scalare l’Eliseo. Autoritaria, ma anche fiera di quegli occhi lucidi che le telecamere mostrano in primo piano quando parla dei figli. Dei suoi e di quelli di Francia.
Ségolène e Hillary, due donne in trincea con molte affinità. Su tutte la tenacia e il coraggio di combattere una battaglia con ostacoli insormontabili, o quasi. Pregiudizi alti come l’Everest, basti pensare all’imbarazzo della Clinton una volta resi noti pubblicamente i dettagli dell’incontro ravvicinato tra Bill e Monica Lewinsky.
Rimosso il passato, oggi Hillary e Ségolène hanno la famiglia al loro fianco, con i rispettivi mariti, due uomini che fin da bambini hanno mangiato pane e politica, pronti però a mettersi completamente al loro servizio in questa campagna elettorale. L’ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton e Françoise Hollande, roccaforte del socialismo francese. Un compagno che – come racconta uno dei figli Thomas – è più arrendevole tra le mura di casa rispetto a Ségolène. Un uomo che fa la spesa e che cucina, lasciando alla sua metà il solo compito di sparecchiare. Forse proprio il fatto di vederla mamma, compagna fedele e impegnata, fa della Royal la seconda donna più desiderata dai francesi, battuta solo da Angelina Jolie, ma davanti a Monica Bellucci.
Ségolène icona di Francia, come Giovanna d’Arco. Anche se va detto che dal punto di vista familiare il suo rivale, Sarkozy, ne ha da raccontare delle belle. Screzi che si sono ricomposti, ma che forse rispecchiano di più le vicissitudini delle famiglie francesi. Non a caso gli indici di gradimento premiano più il suo rapporto con la moglie Cécilia rispetto a quello Royal-Hollande. In pratica la corsa all’Eliseo non è soltanto una sfida tra due candidati, ma tra due famiglie, due modi di essere e di pensare. Ségolène alla fine piace perché incarna il sogno francese: fondere la destra con la sinistra. Nonostante tra le sue nemiche troviamo le femministe più incallite di Francia che sottolineano di non averla mai vista impegnata nelle manifestazioni contro le violenze sessuali o l’aborto.
Mai abbassare la guardia, dunque, e attenzione al terzo incomodo, quel Francois Bayrou che sembra piacere tanto ai giovani.
Anche Hillary deve vedersela contro nemici spietati e avversari agguerriti. La Clinton, intanto, per tentare la scalata alla Casa Bianca, deve prima battere gli altri candidati democratici. Su tutti quel Barack Obama, giovane senatore nero dell’Illinois, recentemente osannato dai divi di Hollywood. Un colpo basso che Hillary non si aspettava. Tutti quei dollari (oltre un milione e 300 mila) riversati nelle casse di Obama l’hanno ferita. Vedere George Clooney, Barbra Streisand, Tom Hanks, Jennifer Aniston, Eddie Murphy e Denzel Washington fare dichiarazioni di voto in favore del suo rivale non deve essere stato piacevole. Alla Clinton restano i soldi del magnate dei supermercati di Los Angeles, Ron Burkle. Se ce la farà contro Obama dovrà vedersela contro Rudy Giuliani, il sindaco dell’11 settembre. Tra i nemici più agguerriti di Hillary c’è un ex amico di famiglia, quel David Geffen, ex finanziatore-manager del mondo dello spettacolo e assiduo frequentatore di casa Clinton fino al giorno che ha dichiarato: «In politica tutti dicono le bugie, ma Bill e Hillary lo fanno con una facilità sconcertante al punto da renderle preoccupanti».
Che amici, eh? Meno male che ci sono i sondaggi. Almeno una volta tanto ti strappano un sorriso.
Il Tempo, 9 marzo 2007





