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Sanremo, l'ira del Baudo funesto

marco | 2 marzo 2007

DAL TEMPO

di STEFANO MANNUCCI 

SANREMO — È il festival dei due verdetti: domani sapremo chi ha vinto la gara canora; da lunedì – a porte chiuse – Del Noce e Baudo si confronteranno per il loro ennesimo match. E a dispetto del fair play invocato dal direttore di Raiuno, qualcuno ne uscirà con le ossa rotte. Perché quello che ha avuto luogo ieri, proprio nel giorno in cui il Festival registrava un piccolo-grande psicodramma di ascolti (il 46,37 per cento, dieci punti in più rispetto allo scorso anno, dal 1990 mai così in alto una seconda serata) è stato un vero psicodramma pippiano. Diciamoci la verità: non se lo meritava, men che mai ora. Mezzogiorno di fuoco. Baudo arriva felice e contento davanti ai giornalisti: anche se vorrebbe impallinarne tanti, fra quelli che hanno titolato sui compensi milionari, piuttosto che sulla buona resa artistica della rassegna. Ma per i cronisti è impossibile non tornare sul totoconduttore per il 2008, quando Pippo dovrebbe essere, secondo accordi e consuetudine Rai, “solo” direttore artistico e non anche presentatore. Del Noce ha appena finito di magnificare il “miracolo mediatico dello share” quando qualcuno ipotizza il nome del futuro: Bonolis. Il responsabile di Raiuno sottolinea: «ipotesi inimmaginabile», e Baudo prende fuoco: «è il de cuius, viene da una stagione trionfale», ironizza, «e con lui gli ingaggi volano a milioni al minuto». Un fiume in piena: «E dire che io costo anche il 40 per cento in meno rispetto ad altri, ma se serve per il bene del Paese restituirò tutti i soldi dell’ingaggio». Lì, a Del Noce manca la presenza di spirito di confortarlo, e Superpippo si comporta come un marito che scopra il tradimento in casa: «Che orribile situazione, dal punto di vista umano, parlare ora del mio futuro…». Anche se «non mi entusiasma l’idea di fare il presentatore ad aeternum». Quasi piange. Scende dalla tribunetta e pone il diktat: «O me o Bonolis». Il trappolone. «Ho sempre vinto dove sono stato, questa è la formula giusta per la rassegna. E la Sipra garantisce che la mia presenza in video fa raddoppiare gli introiti pubblicitari» Ce n’è anche per Fiorello, a costo di compromettere una sacra amicizia: «Lui sul palco l’anno prossimo? Sarebbe uno show, non una gara». Mai visto così incazzato. Per suprema ironia, Bonolis aveva parlato di lui la sera prima, augurandogli «la migliore delle fortune», e sottolineando che «a Baudo avevo affidato la direzione artistica del mio festival nel 2005, e ora noto con soddisfazione che ha riproposto le mie scelte di allora». Poi tace, ma gli insider dell’ex eroe dei “Pacchi” ammettono che sì, non è escluso che Paolo approdi all’Ariston. C’è da affrontare il nodo di un contratto Mediaset che scadrà più in là: ma la Hunziker non è forse una star di Cologno Monzese? Dietrofront. Un minuto prima di entrare in teatro per la serata, Del Noce prova a smorzare i toni: «Non è assolutamente vero che vi sia uno scontro fra me e Baudo sulla conduzione del prossimo Festival. Valuteremo insieme a lui le migliori scelte per il 2008». Però, spiega, «non escludo nulla. È stata fatta una tempesta in un bicchier d’acqua. Si possono verificare mille ipotesi: una spalla comica, un co-conduttore per sera, persino una soluzione come quella di quest’anno». A Bonolis rinnova la sua «stima», ma «non è ipotizzabile che la Rai paghi la penale per la risoluzione del suo contratto con Mediaset. Mi farebbero internare». Dalle segrete stanze di Viale Mazzini fanno notare: a Paolino devono ancora riconoscenza dai tempi del glorioso pre-serale, mentre Pippo non dimentichi che è stato proprio Del Noce a volerlo qui e ora a Sanremo. Lettere. In quello stesso momento, Baudo non molla la presa al Tg1. In diretta minaccia i possibili successori: «Tanto da qui devono passare». E già che c’è, ringrazia il numero uno della Rai Petruccioli, che in una lettera al presidente della commissione di Vigilanza Landolfi chiede di mettere ordine nella questione dei compensi. Da Urbani a Curzi, anche i vari consiglieri della tv pubblica intervengono nel tumulto sanremese. Pippo intanto entra in scena e invita Del Noce (spesso distratto, in platea) ad applaudire freneticamente la sontuosa esibizione di Cristicchi in coppia con Cammariere. Baudo e bau. Pippo entra in scena direttamente con Michelle, e fa notare che è la prima volta. Ormai è flirt, è un’investitura in piena regola; per la svizzerotta nessuno aveva mai fatto tanto, neppure Greggio a “Striscia”. A proposito: prima dello show era arrivato il Tapiro da Staffelli. L’inviato di Ricci è ubiquo, oppure ha dieci sosia come Saddam. Poi la Hunziker porta sul palco il cane Boh: messaggio criptato? C’è anche Max Tortora-Califano: «Pippo presenta Sanremo, quando pippo io vado in galera». Vabbè. Niente gara. Nessun patema d’animo per i cantanti (che in giornata si erano schierati compattamente al fianco di Pippo), solo una passerella d’onore con il rinforzo di carissimi amici. Tutti se ne giovano, perfino Milva, galvanizzata da Ruggeri. Smagatamente rock i Velvet con metà Vibrazioni; Amalia Gré presenta al mondo il vate soul (di culto Internet) Mario Biondi: il Barry White della Trinacria. Il poderoso Al Bano si è portato dietro da un tour in Lettonia il gospel matto dei Cosmos Group. I Tetes de Bois scendono mascherati da garibaldini per Paolo Rossi, e Stefano Bollani possiede anche fisicamente il piano per conto dell’archetipale Dorelli. Incanta la Ruggiero con i cori alpini. Fantasmagorico Silvestri con Capone & Bungt Bangt, deliziosamente esotici gli Stadio assieme a Teresa Salgueiro. Mentre gli Zero Assoluto beneficiano di Nelly Furtado: guardatela bene, la porto-canadese, sembra una Michelle micro-botulinata. Magari costa pure meno. Per l’anno prossimo.

Il Tempo, 2 marzo 2007

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