Cominciata la guerra ai teppisti da stadio
marco | 7 marzo 2007IL CALCIO è un’industria che non può essere affondata da quattro imbecilli che fanno casino allo stadio o da chi ha deciso di dichiarare guerra alle forze dell’ordine. Quanto accaduto nella folle notte di Catania non dovrà più ripetersi, anche a costo di far passare la voglia di andare alla partita. I delinquenti vanno trattati da delinquenti. Ieri il Senato ha approvato il decreto legge contro la violenza: maggioranza e opposizione hanno votato compatte, soltanto cinque senatori si sono astenuti, il 21 marzo toccherà alla Camera. L’inasprimento delle pene per i tifosi violenti è il provvedimento più importante per spezzare la spirale degli incidenti. Vent’anni fa gli inglesi hanno fatto diventare agnellini gli hooligans, barbari che devastavano tutto. Ci ha pensato la Thatcher rinnovando gli stadi, installando telecamere a circuito chiuso, eliminando i posti in piedi, le bandiere e gli striscioni. Ma la svolta sono state le pene severissime. Ha strappato il rito direttissimo per i reati da stadio, con sentenze addirittura in 24 ore. Con gli steward pronti a portarti via dagli spalti alla prima intemperanza. Vediamo invece che cosa si è deciso di fare da noi. SANZIONI. Pene fino a 10 anni e mezzo per chi provoca lesioni a poliziotti in servizio di ordine pubblico. La possibilità di arrestare in flagranza di reato anche 48 ore dopo. Chi espone striscioni razzisti o di solidarietà a tifosi condannati rischia una pena che può variare da uno a cinque anni di reclusione. In tempi di indulto, tuttavia, il carcere fa meno paura che in passato, quindi alla fine prendono peso più i daspo che le condanne vere e proprie. I daspo sono i divieti di accedere allo stadio per coloro che hanno già avuto condotte pericolose all’incolumità fisica di persone o che hanno già compiuto atti di violenza. Alle sanzioni non sfuggono i minorenni: rischiano da uno a cinque anni per i provvedimenti del questore, da due a otto per quelli del giudice. STADI E BIGLIETTI. Il pubblico entrerà solo se ci sono i tornelli a norma. Inoltre un singolo non potrà acquistare più di 4 biglietti. All’ingresso dello stadio l’accesso potrà essere negato al tifoso che pur avendo il biglietto non abbia con sé un documento d’identità. EUROPEI 2012. Il protocollo della candidatura dell’Italia è stato siglato a Palazzo Chigi. Quindi il governo si è impegnato a sostenere le spese per le infrastrutture di vecchi e nuovi stadi. Un passo fondamentale per convincere l’Uefa a ricevere l’investitura. Il Tempo, 8 marzo 2007





