Foto Sadomaso e Pauli “la rossa” non sarà ministro
12 04 2007DALLA STAMPA
La deputata bavarese è “troppo sexy”. Cacciata dall’ultima riunione della Csu
di MARINA VERNA
E’ bella e ambiziosa. Troppo, per un partito di maschi conservatori come la bavarese Csu. Così adesso Gabriele Pauli, deputata della provincia di Fuerth, rischia di essere scaricata. Proprio quando pensava di essere arrivata là dove voleva arrivare: ministro nel prossimo governo del Land Baviera. E’ lei che ha fatto cadere il «padre della patria» Edmund Stoiber, quando tutti lo volevano ma nessuno osava agire. Approfittò del fatto che aveva fatto spiare la sua vita privata, lo denunciò e avviò una reazione a catena che il 18 gennaio portò alla promessa del ritiro: a settembre, per avere il tempo di organizzare la successione. La applaudirono, ma segretamente la temevano. Troppo imprevedibile, irrequieta, bizzarra. Troppo lontana dal cliché del deputato cristiano-democratico, con il suo aspetto vistoso – capelli rossi, abiti sexy -, due matrimoni falliti e un nuovo compagno di sei anni più giovane. E così sicura di sé da essersi prestata – alla soglia dei cinquant’anni – a una serie di fotografie osé pubblicate sul numero di aprile del mensile «Park Avenue»: con una parrucca rossa lunga e liscia, una maschera nera sugli occhi, un paio di guanti di latex nero fino al gomito e una minigonna dorata. Il patatrac finale l’ha fatto una dicitura, che racconta come si sia sfilata gli slip e li abbia fatti scivolare nella borsetta perché rovinavano l’effetto stretch della gonna. I severi uomini del partito – e pure molti elettori – si sono indignati: può un deputato arrivare a tanto? Lei ha replicato: «Con queste fotografie ho voluto dimostrare che i politici non devono essere grigi ma possono permettersi di far vedere sentimenti ed emozioni». Che la pubblicità sia l’anima della politica l’aveva già scritto nella sua tesi di laurea, che aveva per titolo: «Pubbliche relazioni e vita pubblica». Il suo messaggio, dicono gli avversari, è però solo autoreferenziale: io sono questa, seguo la mia strada, ottengo quello che voglio e ho la pelle dura. Il suo potere nasce dal fatto che non è il partito a candidarla, ma da tre legislature viene eletta direttamente dalla sua circoscrizione. Ma adesso Fuerth le è diventata stretta. «Si è montata la testa», dicono nel partito. Crede di essere stata lei ad aver detronizzato Stoiber dal suo doppio ruolo di presidente Csu e ministro-presidente della Baviera. Invece l’hanno utilizzata per non esporsi e adesso che i giochi sono fatti la considerano ingombrante e inutile. All’ultima riunione di partito l’hanno accolta al grido: Pauli, fuori! Lei ha replicato: «Pensavano che mi sarei messa a piangere, ma possono gridare finché vogliono, su di me questo non ha nessun effetto». Poi ha fatto quelle foto. Erano il suo urlo: io esisto. Ma erano foto sbagliate. Quei guanti di latex evocavano il bordello, non il Parlamento. Lei convocava conferenza stampa per dire: «Sono a disposizione per incarichi più alti, e a questo punto della mia carriera c’è solo il governo», e il ministro-presidente in pectore, Guenther Beckstein, le rispondeva: «Non voglio Pauli tra i miei ministri perché è stata una persona molto sleale». Lei rilanciava: «La politica è imprevedibile, c’è ancora molto tempo prima delle elezioni», e il segretario della Csu le faceva sapere, via stampa: «Ho sempre pensato che fosse più interessata allo show che alla politica e non mi sono sbagliato». La bella Gabriele sta realizzando di essere finita su un binario politicamente morto. Ma sono arrivate offerte dal mondo economico. Risorgerà. Come, sarà una sorpresa per tutti.
La Stampa, 12 aprile 2007



















