Finisce l'era di Blair, il film dei 10 anni
marco | 27 aprile 2007DALL’ANSA
Ecco le tappe principali dell’era Blair, giunta al traguardo dei dieci anni e ormai agli sgoccioli.
- 2 maggio 1997: Tony Blair, leader laburista dal 1994, diventa a 43 anni il più giovane primo ministro britannico dal 1812 grazie ad una vittoria a valanga alle elezioni per il rinnovo dei Comuni.
- 6 maggio 1997: Blair concede alla Banca d’Inghilterra autonomia totale per la fissazione dei tassi di interessi e getta così le basi per un boom economico che prosegue incessante per tutto il decennio. – 31 agosto 1997: muore la principessa Diana e Blair – aiutato dal suo astuto portavoce Alistair Campbell – dà voce in modo magistrale ai sentimenti dei connazionali in lutto mentre la regina Elisabetta rimane chiusa per giorni in un assordante silenzio nel castello scozzese di Balmoral. – 5 dicembre 1997: il governo reagisce alla dirompente epidemia della mucca pazza vietando la vendita della carne con l’osso. – 10 aprile 1998: grazie all’infaticabile attività negoziale di Blair protestanti e cattolici firmano gli storici accordi del Venerdì Santo per la co-gestione del potere in Irlanda del nord. – Marzo 1999: Blair – paladino dell’interventismo umanitario in nome dei valori occidentali di democrazia e libertà – ha un ruolo-chiave nel convincere il riluttante presidente americano Bill Clinton a far guerra alla Serbia per fermare la pulizia etnica in Kosovo. – 9 luglio 1999: prima assemblea del parlamento scozzese eletto sulla scia della devoluzione concessa dal governo Blair a Scozia e Galles – 11 novembre 1999: Blair avvia la riforma – ancora in corso d’opera – della camera dei Lord. Ridotti a 92 i lord ereditari. – 20 maggio 2000: nasce Leo Blair. Erano più di 150 anni che un primo ministro britannico in carica non diventava padre. – 8 giugno 2001: Blair trionfa per la seconda volta nelle elezioni politiche, assicurandosi una maggioranza di 167 deputati ai Comuni (nel 1997 erano 179) – 11 settembre 2001: Blair promette alleanza incondizionata agli Stati Uniti dopo gli attentati di Washington e New York. – 7 ottobre 2001: la Gran Bretagna è in prima fila nella guerra contro i Taleban al potere in Afghanistan. – 30 aprile: muore a 101 anni d’età la regina madre. – 14 ottobre 2002: Londra riprende il controllo dell’Irlanda del nord nell’impossibilità di formare un governo locale con la partecipazione di cattolici e protestanti. – 16 febbraio 2003: quasi un milione di persone manifesta a Londra contro l’imminente guerra in Iraq alla quale Blair partecipa senza la minima riserva malgrado la forte opposizione di ampi strati del suo partito. – 26 maggio 2003: la Bbc, sulla scorta di informazioni fornire dall’esperto governativo David Kelly, accusa Blair di aver gonfiato («sexed up») le informazioni di intelligence sulle presunte armi di distruzione di massa in possesso di Saddam. – 9 giugno 2003: il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown annuncia che la Gran Bretagna continuerà a restare fuori dell’euro. – 17 luglio 2003: Kelly, messo alla gogna dal governo come fonte della Bbc, si suicida. – 1 ottobre 2004: Blair annuncia che le elezioni legislative del 2005 saranno le sue ultime e che si dimetterà dopo aver portato a termine il terzo mandato. – 5 maggio 2005: il partito laburista vince le elezioni legislative, con una maggioranza di 66 seggi. – 6 luglio 2005: Londra si aggiudica le Olimpiadi 2012. – 7 luglio 2005: 56 persone muoiono a Londra in una serie di attentati di kamikaze islamici nei trasporti pubblici. – 21 marzo 2006: Scotland Yard annuncia l’apertura di un’inchiesta sullo scandalo ‘Cash for Honours’, per le presunte onorificenze concesse in cambio di finanziamenti occulti al partito laburista. – 7 settembre 2006: Blair, pressato dai seguaci del cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown, suo successore in pectore, annuncia che si dimetterà entro un anno a metà del terzo mandato. – 14 dicembre 2006: Blair è interrogato per la prima volta dalla polizia nel quadro delle indagini sullo scandalo ‘Cash for Honours’ – 26 marzo 2007: i cattolici del Sinn Fein e i protestanti del reverendo Ian Paisley raggiungono uno storico accordo per amministrare assieme l’Irlanda del nord a partire dall’8 maggio.
(ANSA). LQ 27-APR-07 16:35 NNN





