Alitalia, Montepaschi vola con AirOne

10 05 2007

DALLA STAMPA

I senesi pronti ad affiancare Intesa Sanpaolo nel sostegno al consorzio tricolore
di Alessandro Barbera

DOPO molte settimane, tra scatti in avanti e ritiri eccellenti, la gara per la privatizzazione Alitalia è arrivata (forse) all’ultimo giro. Mentre il ministero dell’Economia rimanda il via libera alla fase delle offerte vincolanti – quella che deciderà il vincitore – spunta un nuovo partner per la cordata tricolore. AirOne, oltre al sostegno finanziario di IntesaSanpaolo, ora incassa la disponibilità del Monte dei Paschi di Siena. Mercoledì, in una intervista a La Stampa il patron della compagnia Carlo Toto aveva detto: «Abbiamo registrato interesse da altre banche nazionali e internazionali». Per ora arriva la conferma di una italiana: «Siamo disponibili a valutare l’operazione in termini di investimento finanziario», ha fatto sapere ieri all’agenzia Radiocor una fonte del gruppo senese. «Non c’è ancora nulla di definito. I contatti sono in corso ma è necessario un approfondimento». Con «investimento finanziario» si intende dire una cosa ben precisa: Mps è disponibile a finanziare l’operazione, ma non intende diventare socio stabile degli eventuali nuovi padroni di Alitalia.

E’ più o meno ciò che intendono fare tutte le banche coinvolte nell’operazione: vale per Intesa come per Ubm nei confronti dei russi di Aeroflot e di Mediobanca a favore della terza cordata, quella formata da due fondi americani, Texas Pacific Group e MatlinPatterson. Cambia solo l’entità finanziaria dell’esborso. Poiché AirOne ha scarsa liquidità e una bassa capacità di indebitamento, sarà costretta a fare affidamento sulle banche per poter acquisire Alitalia. Per Unicredit (capogruppo di Ubm) e Mediobanca l’ipotesi di esborso finanziario sarebbe invece limitato.

Sull’ingresso di Mps a sostegno di Toto resta l’incognita del bando di gara e del comitato privatizzazioni. Caso vuole che il rinvio della riunione che avrebbe dovuto formalizzare l’ingresso nella fase delle offerte vincolanti – quella che permetterà l’accesso ai dati sensibili dell’azienda – nasca da un problema sorto per le due offerte non italiane. Poiché non arrivano da cordate in maggioranza italiane od europee, in caso di vittoria farebbero perdere ad Alitalia i diritti sulle tratte intercontinentali, tutt’ora governati da accordi bilaterali fra governi. Entrambe hanno chiesto la possibilità di aggregare altri soci: per i russi si è fatto il nome di Air France, per Tpg si dice potrebbe rientrare il Fondo M&C di Carlo De Benedetti. Il Tesoro prende tempo ma avrebbe lasciato intendere che per non essere escluse dalla terza fase alle attuali cordate basterebbe individuare un meccanismo formale che garantisca il mantenimento della maggioranza dei diritti di voto in Italia. Lunedì arriverà la risposta. Martedì – e non più lunedì – il consiglio di amministrazione Alitalia approverà la relazione sul primo trimestre 2007.



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