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Un attico al Plaza di New York costa 50 milioni di dollari

marco | 21 maggio 2007

DALLA STAMPA

Cinquanta milioni di dollari per un appartamento al Plaza. La cifra record è stata versata da un anonimo compratore in cambio della proprietà di una penthouse con vista su Central Park alla quale avrà accesso a partire da ottobre, quando sarà inaugurato il nuovo condominio per vip del Pianeta.

Finora la maggiore transazione immobiliare per un singolo appartamento a New York era rappresentata dai 45 milioni di dollari versati nel 2005 dal sovrano degli hedge fund Daniel Loeb per una penthouse al n.15 di Central Park West. Neanche 30 mesi dopo la palma passa per 5 milioni di dollari in più al misterioso acquirente che entra nel gotha del condominio Plaza Residences, del quale fanno già parte personaggi che hanno versato 35 milioni di dollari – è il caso dell’imprenditore immobiliare Harry Macklowe – o si sono fermati a 25 milioni di dollari, come il presidente di Bear Stearns James Cayne e il mogul delle auto Flavio Briatore.

Il Plaza Residences nasce dalla ristrutturazione del vecchio Hotel Plaza, acquistato nel 2004 per 675 milioni di dollari dalla El-Ad Properties dell’imprenditore israeliano Miki Naftali, che ha poi investito altri 400 milioni per ristrutturare le 805 stanze, trasformandole nei gioielli più ambiti del mercato immobiliare più caro del mondo: 182 appartamenti privati, 130 stanze di albergo e 152 unità nelle quali i proprietari potranno risiedere per un trimestre, affittandole il resto dell’anno. Il progetto del Plaza Residences si propone di sommare l’eredità dell’Hotel Plaza – già proprietà di Trump, amato da Al Waleed e Frank Sinatra, teatro delle nozze di Michael Douglas con Catherina Zeta-Jones e immortalato da film e serial tv – alle meraviglie dell’hi-tech che consentiranno di vivere in un ambiente wireless, adoperando schermi portatili interattivi per comunicare con il personale.

La festa d’inaugurazione, nel centenario dell’apertura dell’hotel, promette in ottobre di trasformarsi in una celebrazione della rinascita di New York, lasciandosi alle spalle non solo l’ombra dell’11 settembre ma anche i timori di un crollo del mercato immobiliare. Da qui la corsa dei miliardari del pianeta ad accaparrarsi gli appartamenti rimasti invenduti anche se le rigide regole della proprietà a volte causano tensioni, come è avvenuto nel caso di un tycoon moscovita giunto in aereo privato dalla Russia per decidere assieme alla figlia l’acquisto di una penthouse, ma trovatosi di fronte all’impossibilità di vederla perché non era ancora terminata in ogni minimo dettaglio. Il veto della El-Ad è stato inamovibile e al reimbarco per Mosca il tycoon aveva con sé solo un video digitale per capire come la penthouse si presenterà a lavori terminati.

Miliardari a parte, vi sono appartamenti in vendita anche per chi è in grado di disporre solo di cifre ridotte a qualche milione di dollari. Si va da appartamenti di 184 mq con due camere e due bagni, a monocamere di 73 mq con «vista sul giardino». Rinunciando a vivere ai piani alti si può riuscire ad acquistare una monocamera a 4,5 milioni di dollari e, se si accetta anche di non avere le finestre che affacciano su Central Park il prezzo scende fino a 2 milioni di dollari. Indipendentemente da metri quadri e panorama, gli appartamenti vengono comunque tutti presentati come «unici», ovvero realizzati da architetti, designer e mobilieri per consentire ai proprietari di vivere in ambienti ognuno diverso dall’altro. In comune vi saranno i servizi: non soltanto parcheggio, limousine e cuochi ma anche catering per eventi, un cinema, una spa, badanti per bambini e cure per gli animali domestici.
Maurizio Molinari, la Stampa

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