Margherita e Palazzo Chigi, i padroni degli italiani all'estero
marco | 29 giugno 2007
Bisognerà aspettare ancora qualche giorno per scoprire gli ultimi prescelti alla guida delle consociate Rai che non hanno ancora un responsabile. Le partite più importanti da giocare sono quelle per RaiSat (dopo il rifiuto di Freccero) e di RaiCorporation che gestisce un potere importante per quanto riguarda il mercato americano e mondiale. Inoltre in ballo c’è anche la nomina a capo del personale (Risorse Umane) lasciata vacante da Braccialarghe, trasferitosi alla Sipra. Ebbene in tutte queste partite sono gli uomini della Margherita che muovono le fila dei pretendenti. In atto c’è uno scontro con i ds per la poltrona delle Risorse Umane tra il grande favorito Flussi (Margherita che però gode di un gradimento trasversale) e il candidato dei diessini Lo Russo Caputo, fortemente voluto da Rognoni. Ma gli esponenti della Margherita e i prodiani stanno cercando di pilotare tutte le situazioni, compresa quella di RaiCorporation. Una coalizione che vede dalla stessa parte, per ordini di scuderia, il dg Cappon, il consigliere Rizzo Nervo il braccio destro di Prodi, Riccardo Franco Levi, e dirigenti come Malesani, Corso, Badaloni (quest’ultimo preferirebbe non avere un interlocutore forte a RaiCorporation che facesse ombra a RaiInternational, di cui l’ex giornalista del Tg1 è direttore). Quindi sarà difficile per chiunque non farsi schiacciare da questa tenaglia. E pensare che stando agli accordi a RaiCorporation dovrebbe andare un uomo dell’opposizione, così come a RaiSat. Incarichi che però la Margherita vuole continuare a pilotare anche in futuro. Ci sono gli italiani all’estero da manipolare per incrementare il potere.
TEGOLE. Come se non bastassero i consueti grattacapi per i vertici Rai le tegole piovono come grandine. Ora ci si mettono pure i consumatori a fare la voce grossa spernacchiando a destra e a manca carenze e inefficienze di viale Mazzini. L’associazione a difesa dei consumatori, Adiconsum, ha chiesto il rispetto del contratto di servizio con una lettera aperta indirizzata al ministro delle Comunicazioni e al CdA Rai auspicando maggiore qualità e comunicazione con i cittadini. Secondo i consumatori la Rai ha assunto le sembianze di una televisione commerciale a discapito della qualità venuta meno con l’eliminazione dei programmi culturali e di quelli dedicati a giovani e bambini. Nel mirino inoltre ci sono finiti il digitale e i canali satellitari della Rai accessibili solo agli abbonati Sky. Grave anche la situazione su internet, dove non è possibile vedere l’intero palinsesto. Per non parlare poi di RadioRai, ancora trasmesso in analogico. Malanni evidenziati e sottolineati anche dall’Antitrust che nella relazione annuale del presidente Catricalà ha ribadito la necessità di una privatizzazione della Rai. Un’uscita che ha mandato su tutte le furie il ministro Gentiloni («la privatizzazione non rientra nel programma di governo»), e il presidente Petruccioli («l’Antitrust non ha competenze di vigilanza sulla Rai»). A dare una mano a quanto detto dai consumatori in materia di giovani e qualità ci ha pensato una ricerca Teen della Doxa dalla quale è emerso che la tv occupa il 25% del tempo libero dei ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni. Secondo i dati Auditel/Mediasoft, la rete televisiva preferita da tale target è Italia 1, con uno share del 30%, seguita da Canale 5 (21,9%) e dall’insieme dei canali satellitari (13,3%). Raiuno è al quarto posto (12%) e tutte le altre emittenti sono al di sotto del 10%. Il 24,7% vive in famiglie abbonate a Sky, dove il canale più seguito è Fox.
Un primo tentativo di rivalsa la Rai ha provato subito a farlo, siglando un accordo con la Siae per una più ampia presenza nei programmi radio e tv della musica di autori italiani e dei giovani compositori. Non va dimenticato infatti che presso la Siae è crescente il numero degli iscritti in giovanissima età, molti addirittura hanno meno di vent’anni. La Rai s’impegnerà a realizzerare appositi spettacoli per lanciare i compositori esordienti o agli inizi della loro carriera.
DIMISSIONI. Il direttore Marco Giudici sta per lasciare RaiSat Extra dopo quattro anni. Proprio nel momento di maggiore enfasi dovuta alla messa in onda di “Viva Radio2″, lo show di Fiorello e Baldini. Un motivo ci sarà se alla Rai anche quando le cose vanno bene si presentano le dimissioni.
Italia Oggi, 29 giugno 2007





