Petruccioli capro espiatorio delle vendette trasversali. Caro Boncompagni, di Ambra ce n'è solo una
marco | 14 settembre 2007
La nomina di Fabiano Fabiani come fiduciario del Tesoro all’interno del cda di viale Mazzini ha creato un putiferio di reazioni. L’opposizione si è indignata e ha gridato allo scandalo, una parte della maggioranza è stata costretta a ingoiare un rospo, in quanto avrebbe preferito qualche altra soluzione. Alla fine però l’asse Veltroni-Prodi ha avuto la meglio e ancora una volta Mastella è rimasto senza farina nel suo sacco. Il leader dell’Udeur voleva dentro il cda Rai un suo uomo, legato a lui e al suo partito. Non a caso si era agitato molto alla vigilia della sostituzione di Petroni, facendo sapere ai più di essere favorevole a un presidente di garanzia, quindi dell’opposizione, come lo sono stati l’Annunziata e Petruccioli sotto il governo Berlusconi. Della serie: occhio, questa volta i conti dovete farli anche con me. E invece… ci ha pensato Veltroni a dettare le condizioni e dal cilindro magico è spuntato Fabiani, ex Acea, vecchio amico anche di Prodi. Digerito il rospo ora si cerca di affilare la spada contro il presidente Petruccioli, sul quale pesa il vincolo morale di essere un presidente della maggioranza, in un cda in mano alla maggioranza e quindi in una Rai un po’ meno garantista. Ecco perché non è da escludere che qualcuno prenda per mano l’ipotesi suggerita da Maurizio Gasparri e chieda di rivotare in Vigilanza la fiducia a Petruccioli. Secondo la legge dell’ex ministro, infatti, occorrono i voti favorevoli dei due terzi della commissione. E in questo momento Petruccioli potrebbe non averli. Anche a causa delle ripicche. Ma se si creassero le condizioni per un presidente di centro-destra, chi potrebbe essere il prescelto? Il forzista Giuliano Urbani si sta muovendo per avere l’incarico, ma è sorprendente come l’ex ministro abbia tanti nemici all’interno proprio del suo stesso partito. Un’altra ipotesi, quella più suggestiva, riguarda Fabrizio Del Noce. Il direttore di RaiUno che ormai sembra condannato alla rimozione dell’incarico, nonostante i buoni risultati ottenuti. Contro di lui c’è in atto una campagna molto aggressiva. A cominciare dalla strumentalizzazione del caso Sabani che è stata fatta nei suoi confronti e di Ballandi, addirittura ritenuti responsabili di peccati ben più gravi di chi ha gestito l’inchiesta giudiziaria che coinvolse il grande imitatore romano. Con l’arrivo di Fabiani anche Giovanni Minoli potrebbe raccogliere quanto gli è stato promesso da tempo e che non ha ancora ricevuto. Se Minoli dovesse andare a dirigere RaiUno non sarebbe certo uno scandalo. Stiamo parlando di un professionista con una grande esperienza di programmi e informazione tv, ma anche Del Noce è un direttore di valore e non sembra giusto che debba essere rimosso solo per motivi politici. Insomma alla Rai non si cambia: la politica viene prima della qualità. Comunque vada a finire a viale Mazzini si è persa una grande occasione per averli entrambi, quando a Minoli non è stato permesso di diventare il direttore di RaiDue. In pratica i consiglieri del centrodestra, per difendere il leghista Antonio Marano, hanno mandato allo sbaraglio il forzista Del Noce. E questo a Berlusconi non farà davvero piacere. Forse è anche per questo che Urbani non è più stimato come prima dagli azzurri. La Lega invece si lecca i baffi perché è riuscita nell’intento di confermare Marano alla guida di RaiDue. Un’impresa che sembrava impossibile fino a qualche mese fa. Inoltre tra coloro che vedrebbero di buon occhio la fine dell’era Del Noce c’è un colosso Rai del calibro di Pippo Baudo. Del resto non lo ha mai nascosto (ricordate Sanremo?). Quindi per l’attuale direttore di RaiUno questa volta sarà difficile salvare il posto, anche se le vie della politica sono alquanto imprevedibili. Da qui le sue chances di sedersi sulla poltrona più prestigiosa di viale Mazzini, quella di Petruccioli.
IL RITORNO DI BONCOMPAGNI. A La7 non finiscono mai le sorprese. Dopo il ritorno di Daniele Luttazzi ecco che un altro prim’attore delle telecamere sta scaldando i muscoli per il suo rientro in campo. Anche se in questo caso c’entra poco la politica. Stiamo parlando di Gianni Boncompagni che si ritaglia un posticino in seconda serata con Bombay, l’ennesima proposta di rilettura ironica delle notizie del giorno. Prodotta con Giovanni Benincasa, la trasmissione sogna di scoprire una nuova Ambra Angiolini nella conduzione. Ma i tempi belli per Boncompagni sembrano molto lontani dopo il flop di Maramao. E di Ambra ce n’è solo una.





