Usa: si chiama cheese (formaggio) la nuovissima droga che uccide i teen agers
12 10 2007di PAOLA CECCARELLI
Ha un nome apparentemente innocuo e lontano anni luce da quello che e’ in realta’. Si chiama “cheese’ (formaggio) ma con il formaggio non condivide certo il fatto di essere un derivato del latte. “Cheese” e’ infatti la nuova e pericolosissima droga che sta falciando vittime negli Stati Unitit grazie all’estrema facilita’ con cui puo’ essere fabbricata, al suo bassissimo costo e soprattutto alla giovanissima eta’ di chi la spaccia e consuma. Nel cuore della terra di George Bush, a Dallas, citta’ di petrolio, chirurghi plastici e delle platinate Dallas Cowboy Cheerleaders, si e’ raggiunto un triste primato: e’ qui che cheese ha ammazzato nel giro di un anno e mezzo il maggior numero di teen agers, per l’esattezza 26. L’ultimo ragazzino e’ morto alla fine di agosto. Tutto di questa droga e’ inquietante: l’ambiente socio-economico in cui si sta diffondendo a velocita’ esponenziale e l’estrema ricettivita’ di chi la consuma.
La polizia ha arrestato proprio a Dallas uno dei piu’ giovani drug dealer a stelle a strisce: il pusher aveva solo 11 anni.
La droga e’ un mix di black-tar eroina (che arriva in Texas dal confinante Messico e contiene eroina pura solo per il 30%)
e banali pasticche contro tosse e raffreddore di marche che in America sono conosciutissime: Nytquill, Sudafed ma soprattutto Tylenol PM. Tutte medicine che si comprano in qualsiasi grocery store (supermarket) e senza bisogno di ricetta. Non ce’ famiglia che non ne possieda almeno una confezione in casa. Il loro costo varia dai quattro ai sei, dollari. L’ingrediente in comune e’ un antistaminico che promuove normalmente solo un modesto stato soporifico ma che asssunto in dosi massicce rallenta le funzioni vitali dell’organismo fino all’arresto cardiaco.
Unito all’effetto dell’eroina il cocktail e’ micidiale. In dose minime puo’ creare disorientamento, euforia seguita
da stato letargico ma in dose eccessiva agisce come un mix di oppio ed amfetamina. Distruttivo.
Le pasticche di Tylenol vengono triturate e mischiate con l’eroina creando una polverina granulosa e biancastra che somiglia in effetti al Parmigiano. Di qui il nome. Ma c’e’ chi fa risalire il termine alla parola messicana “civa” che significa, in slang, droga. “Macaroni and cheese” e’ del resto il termine da sempre usato dai pusher per significare marjiuana ed eroina
A seguito dell’aumento di furti di Tylenol, alcuni supermarkets hanno addirittura accettato di togliere le confezioni dagli scaffali accessibili al pubblico e spostarle in aree piu’ visibili agli addetti delle farmacie interne agli stores. Fiesta Market e’ un gigantesco supermarket di prodotti messicani nella zona sud di Dallas: anche qui tutte le confezioni di prodotti contenenti antistamici sono state spostate su scaffali appositamente monitorati da telecamere.
Cheese viene comunemente sniffata e studenti di prima media sono stati beccati nei bagni della scuola mentre usavano una cannuccia per sniffare dai pennarelli colorati jumbo size che avevano svuotati e riempiti di droga.
Una partita di 30 dollari di eroina produce piu’di 50 dosi di cheese, dosi che vengono vendute a prezzi assolutamente irrisori per garantirne la massima circolazione ed una sicura assuefazione. Una bustina infatti costa solo 2 dollari, infatti. Tanto quanto due pacchetti di gomma. La pericolosita’ di cheese e’ l’estrema variabilita’della sua quantita’ di eroina tagliata: sebbene la percentuale presente in ogni dose e’ relativamente piccola (a volte neanche il 3% , fattore che la rende difficile da individuare nei test anti-droga) e’ pero’ anche una percentuale estremamente variabile.
E’ come giocare con la roulette russa; se sei fortunato ti becchi la bustina con poca eroina e stai in tiro senza rimetterci le pelle ma se sei sfortunato la tua bustina contiene anche il 9-10% di eroina e sei spacciato.
Questi sono infatti i valori riscontrati nel sangue dei teen agers uccisi da un’overdose.
A comprare cheese sono soprattutto ragazzini dagli 11 ai 14 anni. E questo fattore sta facendo impazzire di ansia i genitori di Dallas e dintorni. “Se ci mettiamo nei panni di un teen ager questa roba e’ irresistibile – ha commentato James Capra, agente in forza alla Dea, la Divisione Speciale Anti-Droga in forza a Dallas -. Cheese ha un nome buffo e costa meno di un hamburger. Te la portano in classe e te la puoi sniffare nell’intervallo. Ragazzi cosi’ giovani non hanno certo la capacita’ cognitiva di afferrare l’entita’ e la pericolosita’ di quello che stanno facendo. Sniffare cheese per loro e’ cool”. Nelle scuole di Dallas si organizzano ora incontri tra psicologi ed operatori scolastici per sensibilizzare gli studenti sulle insidie di cheese. Si tengono assemblee, se ne discute in classe e si sta pensando di introdurre l’uso di cani-anti droga all’ingresso delle scuole. In tutti i distretti scolastici e’ da tempo tassativamente vietato portare in classe i telefonini che devono essere lasciati, spenti, negli armadietti. Se trovati in aula, vengono confiscati e lo studente deve portare una richiesta firmata dal genitore per riaverli indietro. Non e’ un mistero che i cellulari consentano un tam tam tra spacciatore e clienti velocissimo. I centri di Dallas che si occupano di tossicodipendenza hanno visto aumentare dallo scorso anno il numero di ragazzini intossicati da cheese costringendo il Dipartimento scolastico a commissionare e mandare in onda sulle televisioni locali una campagna pubblicitaria che sponsorizza il nuovo numero di servizio pubblico espressamente dedicato a teen agers e cheese.
Di questa droga David Cann, un padre di Coppell, un’agiata cittadina a pochi chilometri da Dallas, non sapeva neanche l’esistenza. Ora sa tutto. Suo figlio Nick, 15 anni, e’ stato infatti la prima vittima ufficiale della droga. Nick era il classico ragazzino americano: scuola la mattina ed allenamenti di football il pomeriggio, una fidanzatina e una passione sfegatata per skateboard ed alternative rock. Lo scorso giugno Nick e’ stato trovato senza vita nella sua camera proprio dal padre.
Da allora una strage: di cheese ne sono morti altri 25 ed il Distretto di Dallas ha visto salire il numero di arresti tra gli studenti da 90 nello scorso anno a 145 quest’anno. La metropoli texana detiene inoltre un altro primato: sta infatti andando controcorrente rispetto al trend nazionale di consumo di stupefacenti.
Mentre a livello nazionale, nella fascia di eta’ tra 12 e 17 anni, si e’ passati da 94 mila a 60 mila casi (secondo i dati forniti dalla National Survey on Drug and Health) Dallas invece sta marciando nella direzione opposta. Grazie a cheese.
La preoccupazione e’ che la nuova droga stia per dilagare sul resto del territorio nazionale dopo che alcuni casi sono stati registrati in California. Chi usa cheese sono prevalentemente ragazzini maschi, bianchi ed ispanici.
Una spiegazione del fenomeno e’ nella nuova realta’ socio-economica della gigantesca area suburbana che ruota intorno a Dallas dove si stava vivendo fino a qualche tempo fa un boom edilizio ed economico notevole.
Qui negli ultimi 5 anni la popolazione ispanica ha raggiunto, ed in alcune citta’ superato, la popolazione di bianchi e neri.
Con l’arrivo di immigranti legalizzati si infiltrano in Texas anche quelli illegali e nel costante slittamento di tendenze una droga come cheese trova evidentemente terreno fertile se si considera anche il fatto che gli studenti ispanici formano ormai il 60% dell’intera popolazione scolastica di Dallas e dintorni. L’emergente popolarita’ di cheese l’ha fatta assurgere agli “onori” di Wikipedia, la libera enciclopedia in rete, che ha recentemente pubblicato la prima descrizione ufficiale della droga tex-mex.



















