Di Pietro: caro Walter il Pd non cancella Grillo
marco | 16 ottobre 2007
Il paladino di Grillo e dell’antipolitica non ci sta a prendere sberle dall’oggi al domani. Più di tre milioni di schiaffi, tanti quanti gli elettori del nuovo partito democratico. Per uno come Antonio Di Pietro non è facile presentarsi con i lividi. Lo abbiamo visto in tv in tutte le trasmissioni. Sarebbe andato perfino a Giocagiò pur di far capire ai politici italiani che i comandamenti di Grillo vanno rispettati. Che il V-day non va sottovalutato, che il vento dell’antipolitica soffia forte come la bora e, se non si prendono le giuste contromisure, può spazzare via qualche ministro con i suoi sottosegretari. E ora, tutto a un tratto, ecco che Veltroni parla di giorno storico per l’Italia e per la democrazia. Con Prodi che fa sua la vittoria e annuncia che il suo governo ora è più forte. Alla faccia di chi lo contesta in piazza, sui blog, nelle scuole o nelle sezioni di partito.
Tonino non ci sta. Fa passare la nottata, si ripromette di non commentare, ma poi sbotta. Lo fa sul suo blog, tanto per far capire a Grillo che lui non ha cambiato idea. “Caro Veltroni, non è la politica che vince sull’antipolitica, come hai detto. Sei già partito male”. Tuona l’ex pm di Mani pulite che non risparmia giudizi verso il neo segretario. “Quando tre milioni di persone votano per il Pd, quando 500.000 persone partecipano alla manifestazione di Alleanza Nazionale, quando un milione e mezzo di persone partecipano al V-Day per una politica più trasparente, la riduzione dei suoi costi, il limite alle candidature vuol dire che ci sono tanti cittadini che hanno voglia di farsi ascoltare. Caro Veltroni, non si può parlare di politica se riguarda te e antipolitica quando riguarda altri. Anche il risultato delle primarie del nuovo partito dimostra che i cittadini hanno voglia di fare politica direttamente, di scegliersi i candidati e di mandare a casa quelli da cui non vogliono più farsi prendere in giro”.
Dichiarazioni pesanti che non avranno fatto piacere né a Prodi, né a Veltroni. Al sindaco di Roma l’Italia dei Valori chiede subito risposte chiare a delle domande che assomigliano molto a un ultimatum. “Caro Veltroni, cosa vuoi fare adesso? Una politica liberale e solidale o una politica vetero comunista di assistenzialismo e dirigismo statalista? Cosa vuoi fare, in concreto, per dare sicurezza ai cittadini in termini di lotta alla criminalità diffusa, di equa distribuzione del sistema fiscale, di precarietà?”. La parola passa al neo segretario.





