Torna la Carrà a RaiUno, qualcuno le vorrebbe dare il nuovo Portobello
31 10 2007
Per contrastare i morsi del Biscione RaiUno punta in alto. Fabrizio Del Noce sta attraversando un periodo poco positivo dal punto di vista degli ascolti. E non solo, visto che in questi mesi si decidono i contratti pubblicitari per il prossimo anno. Inoltre è in ballo anche il suo futuro sulla poltronissima di RaiUno. Il direttore dal suo cilindro magico ha già tirato fuori Roberto Benigni e Fiorello, e ora si appresta a pronunciare la formula magica per far apparire anche Raffaella Carrà e Adriano Celentano, due personaggi che l’audience lo ipnotizzano, come del resto fanno Benigni e Fiorello. Quindi la Rai punta sull’artiglieria pesante per far fronte agli attacchi dinamitardi di Canale 5.
La rete di Massimo Donelli si sta portando a casa un serata dopo l’altra. C’è posta per te e Zelig battono con un cospicuo margine il Treno dei desideri e Ballando con le stelle. Ciao Darwin vince il martedì sera, Striscia è una locomotiva per tutta la settimana, il Dr. House è sempre più vicino all’Isola della Ventura, Il Capo dei capi spopola, ridicolizzando Carlo Conti e i suoi Fuoriclasse. E ora perfino la domenica Gerry Scotti si prende la soddisfazione di battere Pippo Baudo, seppure Domenica In vinca il confronto con Buona Domenica e Quelli che il calcio. La performance migliore resta sempre quella dell’Arena di Massimo Giletti, sempre un campione d’ascolti nonostante il cambio della fascia oraria.
Il problema più importante (per dirla alla Celentano) sarà per la Rai trovare i soldi per lo special del Molleggiato e per un programma della Raffaella nazionale, immortalata perfino come tormentone estivo da Tiziano Ferro. Di sicuro non verrà scelto un format, ma una trasmissione cucita su misura per la Carrà. Ricordiamo che il programma di Benigni comincerà il 29 novembre. Per Celentano si pensa addirittura a un access prime time, anche se in quella fascia Affari tuoi si difende bene, seppure si trovi alle prese con Striscia. Quello che manca a RaiUno sono le prime serate, noiose e poco dinamiche. Un Portobello in mano alla Carrà sbancherebbe il piatto. Del resto alcuni dirigenti Rai sono favorevoli a una riedizione della trasmissione di Tortora. Fino a qualche tempo fa sembrava fatta, visto che anche i familiari del grande conduttore scomparso furono contattati. In quel periodo anche Mike Bongiorno contattò viale Mazzini per riavere una riedizione del Rischiatutto, ma dopo uno speciale dedicato alla sua carriera, con tanto di fazzoletti che sventolavano e asciugavano le lacrime di commozione, a Mike non l’ha chiamato più nessuno. Peccato perché riavere Portobello con la Carrà, il Rischiatutto con Mike e magari pure una Canzonissima abbinata alla Lotteria farebbero il pieno di ascolti su RaiUno. Il telespettatore non è può più delle solite carrambate dei format.
LA RIVINCITA DI ANCELOTTI. Sarà perché in «campo» con lui è sceso Buffon, sarà perché la crisi del Milan tira parecchio, sta di fatto che Controcampo diritto di replica di domenica sera ha battuto la Domenica sportiva. Per Ancelotti una bella soddisfazione, visto che dall’altra parte c’erano Capello e Ranieri. In verità la trasmissione di Massimo De Luca ne ha buscate anche da Parla con me di RaiTre. La seconda serata è stata stravinta dallo Speciale Tg1 col 20,17% (sette punti in più di Terra! del Tg5).
STUDIO APERTO. Il nuovo direttore Giorgio Mulè non sta affatto facendo rimpiangere l’ex Mario Giordano, approdato a Il Giornale. Seppure il neo direttore abbia cominciato a dare una propria impronta al tg di Italia 1. La politica è ritornata d’apertura, anche se i temi vengono affrontati dalla parte della gente, e non come fanno i tg più tradizionali con un bombardamento di dichiarazioni di politici. Inoltre sono tornate le inchieste, stile Tempi Moderni, la trasmissione più cara a Mulè. Ci sono anche meno apparizioni di belle donne e forse si parla un po’ meno di gossip rispetto alla gestione Giordano. Gli ascolti in pratica sono gli stessi. Mulè fa un po’ meglio alle 12,25, mentre Giordano resta in testa alle 18,25, anche se le differenze per entrambi sono minime.



















