Roberto Giachetti, il soldato del Pd
marco | 22 novembre 2007
Roberto Giachetti è nato a Roma il 24 aprile 1961. Giornalista professionista, ha cominciato a fare politica ai tempi del liceo, a 18 anni è entrato nel Partito Radicale, vi ha militato fino al 1989. Ha lavorato a Radio Radicale. Deputato alla seconda legislatura, eletto nelle liste dell’Ulivo.
Domanda. Giachetti, che cosa pensa del nuovo partito di Berlusconi?
Risposta. A mio avviso è stata una straordinaria operazione di lifting. Non cambierà molto.
D. Nulla a che vedere con la grande svolta di Veltroni?
R. Ha rotto il gesso della politica e costretto i partiti a rimettersi in discussione. Una scelta coraggiosa e lungimirante che darà risultati per tutta la politica e non per un solo partito.
D. Veltroni-Berlusconi, dialogo a due?
R. Veltroni è disponibile con tutti. Siamo consapevoli di voler approvare una legge elettorale condivisa, una riforma del regolamento parlamentare. Giusti gli incontri bilaterali.
D. Il governo supererà anche l’ostacolo welfare?
R. Mi sembra che, nonostante i gufi, si stia rafforzando, soprattutto dopo aver superato la finanziaria.
D. Meglio il referendum o una nuova legge elettorale?
R. Una legge elettorale condivisa.
D. Qual è il modello da scegliere?
R. Personalmente preferisco il doppio turno alla francese, il maggioritario vero, non come quello inquinato che abbiamo in Italia.
D. Chi saranno gli alleati del Pd?
R. Quello che dice Veltroni è fondamentale, noi dobbiamo mettere in campo un programma e sulla base di quel programma si creeranno le alleanze. Quello che ha guastato l’armonia di questo governo è che si sono fatti programmi generici, con tutto dentro, anche le contraddizioni. Un programma deve essere chiaro: chi aderisce è della partita.
D. Rutelli non è stato messo in un angolo?
R. Rutelli è un grande animale politico e chiunque pensa di metterlo all’angolo sbaglia perché è una risorsa vera per la politica. È tra coloro che più hanno voluto il Pd, una persona che si è spesa senza porsi il problema su quale fosse la sua collocazione futura. Credo che Rutelli abbia bisogno del Pd come il Pd abbia bisogno di Rutelli.
D. Qualcuno dice che potrebbe candidarsi per il Campidoglio?
R. Sarebbe meglio che continuasse a fare quello che fa. Comunque il Campidoglio ha un ottimo sindaco.
D. Che prima o poi dovrà mollare…
R. Hai voglia… fino al 2011.
D. Ce la farà a continuare fino al 2011?
R. Non è che dobbiamo andare a casa quando le cose funzionano.
D. La sicurezza. La gente ha paura.
R. Il problema della sicurezza non è soltanto arrestare la gente se poi la macchina giudiziaria è paralizzata. Se non si sblocca anche 50 milioni di arresti non servono.
D. Ma servono le espulsioni di chi ha dei reati…
R. Sicuramente sì.
D. La violenza negli stadi…
R. Preferisco tacere.
D. Perché?
R. Quello che abbianmo visto dopo la morte del tifoso è stato imbarazzante. Da parte del governo, dello stato, del questore, del capo della polizia, del ministro dell’interno che è venuto in parlamento a dire delle cose che erano sbagliate, della Melandri che si inventa di interrompere il campionato, un’ipocrisia storica. Bisognerebbe cambiare approccio, responsabilizzare le società e poi agire con la repressione, pensiamo anche alle radio che alimentano tutta questa violenza. Nei provvedimenti siamo in netto ritardo.
D. Lei è stato nei radicali, ha affiancato Pannella in scioperi della sete e della fame, se passa lo sbarramento il partito potrebbe scomparire…
R. Sono molto affezionato ai radicali, voglio molto bene a Pannella. Molto della mia formazione politica la devo a loro, penso di essere tra i pochi radicali che non rinnegano quello che hanno fatto. Ho visto decine di volte in cui Marco è stato sfruttato e poi abbandonato. Non faccio nomi ma ce ne sono tanti. Non lo sottovalutate. Ha 7 vite come i gatti. Pensate se ci fosse solo un po’ di generosità politica la battaglia sulla moratoria sulla pena di morte, di cui oggi tutti si appropriano i meriti, è una battaglia dei radicali portata avanti per anni. Pannella sa quello che deve fare. Secondo me troverà le forme e i modi per superare il 5%. E se non lo farà non pensiate che sia fuori dalla politica. Non lo sottovalutate, Marco è bravo.
D. Di questa presunta alleanza segreta Mediaset-Rai cosa pensa?
R. Scandalo annunciato. Di una gravità inaudita. Ho fatto un’interrogazione perché vorrei sapere se le persone che si sono rese conto di queste telefonate siano ancora al loro posto. Io credo che bisogna intervenire per sapere la verità e approfondire quali siano i danni per il contribuente che paga il canone. Deve intervenire la Corte dei conti. E soprattutto è necessario approvare il ddl Gentiloni per impedire futuri conflitti di interesse.
D. Quando diventerà legge?
R. Subito dopo la finanziaria lo affronterenmo. Mi pare di capire che ci siano nuove disponibilità per affrontare anche questi temi.
VITA PRIVATA
La passione: dopo i figli la Roma
«Ho una sola passione: la Roma. Davanti ci metto solo i miei figli. Raramente vado al cinema, detesto la tv e ascolto solo la musica di qualche anno fa, tipo i cantautori e i Simply Red. I miei amici mi dicono che sono vecchio e datato».
Due asini e l’amore per la campagna
«Ho due asini nella mia casa in campagna. Adoro cogliere le olive. Mi piace molto anche cucinare per i miei amici. Il mio piatto preferito? Non c’è. Non faccio mai la stessa cosa. Io sperimento».





