Erminia Mazzoni (Udc): "Che leader quel Casini!"
marco | 12 dicembre 2007
Erminia Mazzoni è nata a Napoli il 28 aprile 1965. Eletta deputato alla camera nelle liste dell’Udc.
Domanda. L’Italia è paralizzata anche dai tir, colpa del governo o è il nostro paese che sta nel caos?
Risposta. C’è una responsabilità del governo per la troppa indifferenza con la quale in passato ha affrontato il problema. In strada c’è una categoria che si lamenta per un aggravio dei carichi che lo stato impone.
D. Sì, ma ci vanno sempre di mezzo i cittadini. Ogni protesta ci porta indietro di anni, ma siamo o no un paese sviluppato?
R. Perfettamente d’accordo. La protesta incide negativamente sui cittadini, ma è la leva che utilizza chi protesta. Con questo governo ci siamo trovati davanti a diverse mobilitazioni delle categorie per la mancanza di una politica nazionale in grado di contenere un progetto con tutte le esigenze.
D. La Cdl era davvero diventata un ectoplasma?
R. Espressione troppo dura che nasce da un momento particolare. La Cdl è diventata una sigla. Prima era un progetto, oggi siamo allo scollamento. Noi dell’Udc lo diciamo da tempo: è superata, bisogna andare oltre con interventi urgenti come le riforme elettorali e istituzionali.
D. Il nuovo partito del Cavaliere è la mossa giusta?
R. È una mossa tattica che è servita a Berlusconi per uscire dall’angolo nel quale si era ritrovato nelle ultime settimane. Non è un partito, per ora è solamente un’idea lanciata in una piazza che deve essere riempita di contenuti. Non è condivisibile il metodo perché se si vuole costruire una vera forza rappresentativa si deve partire con un percorso democratico che invece questo soggetto non intende compiere.
D. An e Ucd ininfluenti se non entreranno nel Popolo delle libertà?
R. Questo lo dice Berlusconi. Non si può pensare di ammazzare un’idea solo facendo rumore e approfittando di una posizione di supremazia numerica, la democrazia è altro. Stiamo discutendo della legge elettorale, di una proposta che l’Udc ha lanciato da più di un anno e mezzo, quella di introdurre un sistema elettorale alla tedesca.
D. Però col metodo tedesco siete in posizioni diverse rispetto a Fini e An che preferiscono il bipolarismo al proporzionale.
R. La nostra idea non cambia. Il sistema migliore è il proporzionale con uno sbarramento che risolve la proliferazione dei piccoli partiti e che riporta in vita il rapporto tra elettore ed eletto. Ci sono delle differenzazioni ma siamo uniti dalla comune battaglia verso un processo democratico e non da esternazioni singole.
D. Vassalum bocciato?
R. Certamente. È ancora un testo nella mente e nelle stanze di pochi. Le antecipazioni di questa ipotesi la qualificano come disordinata e debole. In pratica è stata immaginata per le esigenze di due leader di partiti e non di quelle di partecipazione del paese che accontenti più partiti.
D. Ha fiducia in Casini?
R. Sicuramente sì.
D. Che leader è?
R. È un leader.
D. C’è spazio per un grande centro in Italia?
R. Sono convinta che ci sia. Lo sanno in tanti. Le posizioni che vengono assunte contro questo centro dimostrano che lo spazio c’è e la spinta dal basso viene proprio in questa direzione.
D. Che cosa pensa di Montezemolo, sarebbe favorevole alla sua discesa in campo?
R. Ipotesi che non spetta a me valutare. Il contributo di personalità come la sua sono importanti per la politica. Tuttavia non condivido l’idea che si costruisca prima il leader e poi l’idea. Ben venga Montezemolo e la sua esperienza dunque, ma parliamo prima di un progetto e poi di leadership.
D. Montezemolo o Berlusconi, chi adesso le ispira più fiducia?
R. Due figure non paragonabili.
D. In politica quali sono le qualità per ottenere consensi?
R. Oggi conta molto la capacità mediatica più che la sostanza del messaggio. Ciò è un grande punto di debolezza.
D. La presenza in tv quanto conta?
R. In tv si creano i personaggi e non le personalità. La politica ha bisogno di forti personalità e non di personaggi da mettere nel tubo catodico.
D. Conta più avere una faccia pulita o quello che si dice?
R. La faccia pulita conta, ma da sola non basta. Devono corrispondere azioni trasparenti. Per ridare fiducia al cittadino occorre cambiare il sistema di organizzazione attraverso una legge elettorale. Cambierebbero anche i metodi delle scelte di governo, locali e nazionali, che oggi vengono fatte con la finalità di garantire una sopravvivenza a governi formati sulla base di sommatorie elettorali e non di condivisione di idee.
D. Quali sono le priorità per il paese?
R. La legge elettorale che consente di governare e che risponda alle esigenze di partecipazione del cittadino. Una riorganizzazione dell’apparato stato, troppo costoso e burocratico. La pubblica amministrazione va semplificata, deve tornare una struttura al servizio del cittadino.
D. Come compagno di banco meglio Mastella o Di Pietro?
R. Preferisco tenermi il mio. I due sono capaci di scontrarsi in maniera forte stando nello stesso governo quindi mi rimane difficile immaginare la loro collocazione anche se sono espressione di un’area di centro.
D. Tantissimi italiani sono di centro, ma di centri ce ne sono troppi…
R. In un grande centro c’è l’ipotesi di scegliere un percorso sul quale convergere. Non c’è un centro o un altro.
D. Si può aprire un asse Veltroni-Berlusconi?
R. Mi auguro che ciò non avvenga per la dignità delle forze politiche che rappresentano.
D. Tra le sue proposte di legge c’è molto spazio alla giustizia.
R. Una giustizia efficiente con riforme serie realizzate in tempi rapidi, accorciare i tempi del processo penale e civile.
D. Non c’è troppa politica tra i magistrati?
R. Ci sono state troppe esasperazioni in alcuni soggetti singoli negli ultimi 15 anni, tuttavia non condivido la criminalizzazione nei confronti della Forleo, i cui comportamenti non sono diversi dagli atteggiamenti visti negli anni scorsi, passati sotto silenzio ed esaltati come esempi positivi. La giustizia deve ritornare a celebrare le proprie procedure nelle aule e non sui giornali.
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