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Ermete Realacci (Pd): "Quei rifiuti di Bassolino"

marco | 5 gennaio 2008

uscito il 5 gennaio 2008Ermete Realacci è nato a Sora (Frosinone) il 1° maggio 1955. Eletto deputato alla camera nella liste dell’Ulivo. Presidente onorario di Legambiente ed esponente del Pd.
Domanda. La proposta lanciata da Franceschini sul modello francese ha scatenato un putiferio…
Risposta. Franceschini non è che ha proposto il modello francese come soluzione possibile per oggi, ha solo ricordato che su quel sistema elettorale, sul doppio turno di collegio, c’era da sempre stata una propensione dell’Ulivo prima e del Pd poi. Siccome la riforma va fatta con un consenso ampio e trasversale, non è quella una base su cui si può trovare un accordo, quello di Franceschini è stato un modo per dire non snaturiamoci troppo con soluzioni diverse da quelle che abbiamo sempre apprezzato. Se per accontentare tutti produciamo una legge elettorale che cambia poco, non ci siamo.
D. L’attacco frontale di D’Alema è forse frutto di vecchie ruggini con Veltroni?
R. C’è stato un fraintendimento.
D. Lei quale modello preferisce?
R. Anch’io quello francese. Per tre motivi: 1) piace molto il legame tra parlamentare e territorio; 2) il doppio turno consente di scegliere alla fine quella che è la soluzione preferita dai cittadini per governare. Nessuno infatti vota per una forza politica che lo rappresenti totalmente, nel senso che non si cerca nel voto la propria identità ma chi è più adatto per governare; 3) investire come accade nei comuni in una persona che abbia il potere per governare.
D. E lo sbarramento?
R. Ci vuole. Qualsiasi soglia sotto il 5% è ridicola. Non è credibile.
D. A chi dice che Veltroni sta perdendo tempo per arrivare al Referendum cosa risponde?
R. Onestamente, a differenza di Veltroni, io facevo parte del comitato referendario, ho anche raccolto le firme e penso che sia un’iniziativa positiva per spingere a cambiare la legge, ma non è che la soluzione proposta dal Referendum sia fantastica, per alcuni aspetti è peggio della legge elettorale perché potrebbe spingere verso il meccanismo bipartitico. Alla camera produrrebbe una situazione con il partito che ha solo un voto in più degli altri avrebbe la maggioranza per governare.
D. Ecco perché Berlusconi e Veltroni potrebbero essere favorevoli e giocarsela all’ultimo voto. Vinca il migliore…
R. Sì, potrebbe esserci stato pure un patto tra gentiluomini. Ma non credo che sia la mossa giusta, visto che questa situazione potrebbe spingere alla formazione di una coalizione coatta, con l’impegno poi a ritornare come prima. O addirittura, detto in termini brutali, a imbarcare tutti nella lista e dopo il voto tornare a fare quello che si faceva prima: tutto ciò porterebbe all’ingovernabilità. E potresti avere una maggioranza parlamentare di un partito che ha preso il 25 per cento. E chi lo spiega ai cittadini?
D. Dell’asse Veltroni-Berlusconi cosa pensa?
R. Abbiamo trascorso la passata legislatura a litigare. Ora le regole del gioco si decidono assieme e il Pd li decide con gli avversari che ha, mica se li sceglie. Che facciamo le discutiamo con Rotondi? Si discute con il leader dell’altra parte.
D. Ma l’altra parte in questo momento ha più di un leader…
R. Si discuterà anche con Fini, Casini e con la Lega, discussioni ovviamente in quota parte.
D. Che cosa pensa invece dell’attacco di Dini a Prodi? È l’inizio della crisi?
R. Non ho la sfera di cristallo e non so cosa passi nella testa di Dini. Prendo per buone le cose che dice, in che cosa si tradurrà questa presa di distanza non lo so, dipenderà dalle opportunità politiche che si presenteranno.
D. Che cosa potrebbe accadere nella verifica di gennaio?
R. Si incrociano molte questioni, tra cui quella imbarazzante e patologica del senato, la vicenda elettorale: tutti incroci molto delicati.
D. Il problema dei rifiuti a Napoli. Ci devono pure essere dei responsabili. Amministratori che non hanno fatto il loro dovere in una situazione che si trascina da anni…
R. Sono tanti i responsabili. È il fallimento dei commissariamenti, un chiaro segnale di un’irresponsabilità che parte dalle forze politiche, di chi ha governato di più la Campania: il centro-sinistra. Sì, è vero che i primi passi sbagliati furono compiuti diversi anni fa con Rastelli di An, ma dopo di lui c’è stato solo Bassolino.
D. Al Nord li avrebbero già mandati a casa…
R. C’è una componente di arretratezza e di responsabilità nei politici per l’opposizione a un impianto da costruire vicino casa, che ha visto sbagliare perfino ambientalisti. Situazioni non condivisibili in zone devastate dalla camorra. Non va dimenticato che sono stati abbattuti bovini perchè le discariche incendiate nella notte dalla camorra avvelenavano l’erba. Non è accettabile che ci sia questa opposizione verso gli impianti, come accadde un anno fa con il no all’impianto di Serre. Campare alla giornata sarebbe stato sucuramente meglio dell’attuale situazione.
D. Quali sono le priorità per il paese?
R. Affrontare i suoi punti di debolezza, partendo dalla sua forza. I rifiuti della Campania sono una buona metafora di quanto la politica non sia in grado di affrontare le questioni vitali. Se si chiede a un italiano o a un’impresa come si immagina il proprio futuro, si scopre un paese che pensa di farcela. Il punto debole è se chiedi come vedono il futuro dell’Italia e dell’economia, in molti vedono negatività e questo si spiega con il fallimento della politica. Se funzionasse la politica ci sarebbe più ottimismo.
D. Che cosa bisogna fare per ridare alla gente la fiducia nella politica?
R. La politica deve saper riconoscere la positività dove c’è, in modo da affrontare i punti deboli, ma la nostra politica fa fatica a vedere le risorse di questo paese.
D. Il Pd di Veltroni, la svolta che l’Italia attendeva?
R. Deve servire a ridare fiducia e speranza al paese.
D. Cosa pensa della mossa di Berlusconi di fare un nuovo partito?
R. Berlusconi ha capito che il Pd rappresenta una novità con cui fare i conti e lui li ha fatti, seppure muovendosi fuori dalle regole a dai vincoli. Tuttavia è un uomo che non va mai sottovalutato, è un irriducibile, non si piega, non si ferma, oltre alla faccia tosta ha anche molte risorse.
D. Le battaglie sui temi etici come si inseriscono in questo periodo così caldo per la politica italiana, con una società che avverte una crisi di valori ideologici e spirituali?
R. C’è una grande necessità di avere valori condivisi. Nei dibattiti che si aprono ci sono estremizzazioni francamente inaccettabili. La gente che ha partecipato al Family day è un pezzo importante del paese, bisogna leggere al di là delle proprie convenzioni per capire che un tessuto di valori comuni è essenziale per affrontare le sfide e per rapportarci con altre culture. Se vogliamo integrare le culture diverse dobbiamo essere portatori di un’identità più forte, per evitare che scatti la xenofobia. l’odio per gli altri. Solo chi non ha una spina dorsale ha bisogno del guscio. E qualche volta il guscio diventa una gabbia.

VITA PRIVATA
Appassionato di tennis e di pesca subacquea
«Nel poco tempo libero adoro leggere, giocare a tennis e cimentarmi nella pesca subacquea».
Amante dei film storici ed epici
«Mi piace tutto il cinema, anche quello epico politicamente poco corretto, a Fassbinder preferisco il Gladiatore. Ho visto “300”, una specie di fumettone con eroi, sangue, morte e tanti luoghi comuni. L’ho trovato interessante ed emoziante. Al cinema non bisogna avere pudore delle emozioni e dei sentimenti molto forti».

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