Francesco Adenti (Udeur): "Prodi, occhio al referendum"
marco | 9 gennaio 2008
Francesco Adenti è nato a Bereguardo (Pavia) il 19 gennaio 1961. Eletto deputato nelle liste dei Popolari-Udeur.
Domanda. Tutti questi attacchi a Prodi, su tutti quelli di Dini, significano l’inizio della crisi?
Risposta. Penso che qualche fibrillazione ci sia perché questo è un momento topico per il futuro, in quanto bisogna decidere le riforme costituzionali ed elettorali. Io sono ottimista, sono convinto che Prodi possa superare questo momento trovando le giuste mediazioni come ha fatto finora. Il vero problema sarà quale strada prenderanno le riforme dopo che la corte si sarà pronunciata sul referendum. È ovvio che se non si riuscisse a fare la legge elettorale e si andasse al referendum il governo Prodi cadrebbe subito e le elezioni diventerebbero inevitabili.
D. Come fate ad andare d’accordo con la sinistra massimalista?
R. Finora sono state trovate, con grande difficoltà, le giuste mediazioni. È stato siglato un programma elettorale che è stato sostanzialmente rispettato anche sugli argomenti più spinosi come le unioni di fatto e la commissione sul G8. Noi abbiamo difeso e mantenuto le posizioni cercando di trovare mediazioni che finora hanno retto.
D. Ma a sinistra dicono che il programma non è stato rispettato e per questo vogliono la verifica.
R. Dopo un anno e mezzo un tagliando sul programma di governo non è uno scandalo che si faccia. Possono verificarsi nuove esingenze che meritano un approfondimento e che meritano di essere affrontate magari in maniera diversa da quanto scritto sul programma.
D. Lo sciopero generale verrà scongiurato?
R. Dipenderà molto da questi incontri che sono cominciati. Ho notato che si è tornati a parlare di concertazione in modo molto concreto e devo dare atto al ministro Damiano che sta lavorando molto bene. Sono ottimista per una soluzione che dia una risposta ai salari, alla produttività e al mondo del lavoro che attende risposte concrete dal governo.
D. Rifiuti, un altro tema caldo…
R. Sono rimasto sconcertato da questa situazione. La prima impressione che ho avuto è che ci sono state scelte politiche non fatte che risalgono a diversi anni fa, con delle responsabilità politiche bipartisan. Non fa certo fare una bella figura…
D. È rimasto scioccato anche da qualcos’altro?
R. Dal fatto che questa classe politica non riesca ad avere il coraggio di arrivare a una legge e una riforma elettrale. Tutti dicono di volerla ma in realtà non si trova una soluzione al problema. Come accade per altre leggi tipo la cittadinanza, il conflitto di interessi: se non si modifica questo sistema il paese non è competitivo.
D. Legge elettorale o referendum?
R. Sono contrario al referendum perché peggiorerebbe la situazione. Sono invece favorevole a una legge elettorale che dia governabilità, stabilità, con il ritorno alle preferenze. Per noi può andare bene il sistema che vige per le regioni, il Mattarellum. Una soluzione che non ammazzi il pluralismo pur tenendo conto che uno sbarramento ci vuole.
D. Mastella, che tipo di leader è?
R. Un politico vero, uno dei pochi. Un leader vulcanico che ha la capacità di decidere, il coraggio di decidere. Un pregio che attualmente non vedo in molti politici.
D. Perché ce l’hanno tutti con lui?
R. Perché ha il coraggio di decidere e alcune scelte per il futuro possono dare fastidio a qualcuno. Io penso che sia il politico più coraggioso e più leale, lo sta dimostrando anche nei confronti di Prodi.
D. Il nuovo partito di Berlusconi è la mossa giusta?
R. Con questa mossa si è rimesso al centro dell’attenzione quando poteva finire in un angolo. Penso che possa essere un partito che può avere i suoi consensi, si tratta di capire se il passaggio da Forza Italia al Popolo delle libertà avviene senza sconvolgimento. Comunque Berlusconi ha dimostrato fiuto politico perché con questa mossa mette in difficoltà Fini e Casini.
D. Del Pd di Veltroni che cosa pensa?
R. Il Pd ha dato il là a un rinnovamento dello scenario partitico. Vedo ancora delle difficolà sulla coesione tra le diverse anime, quella più di sinistra con quella più popolare, una saldatura che non può avvenire in tempi brevi e questo provoca fibrillazioni, anche a livello locale.
D. Si può aprire un asse Veltroni-Berlusconi?
R. L’importante è che prima si trovi una soluzione unitaria all’interno del centro-sinistra per poi arrivare a un’intesa con Berlusconi e con il centro-destra.
D. Quanto manca ancora per vedere un grande centro?
R. In primis ci vuole la legge elettorale. E poi ci vuole un po’ più di coraggio dei leader che si riconoscono in questa area di abbandonare certe posizioni di rendite e andare verso una nuova posizione.
D. Montezemolo può essere il collante che stimoli il dialogo?
R. Non è il solo. È uno dei tanti. Persona autorevole che ha dimostrato nei campi ove si è impegnato ha raggiunto risultati eccellenti.
D. Che idea si è fatto ascoltando le intercettazioni tra Saccà e Berlusconi?
R. Da un lato sono cose risapute, ma sinceramente non pensavo che si arrivasse fino a questo punto. Tuttavia sulle intercettazioni bisogna arrivare a una legge che ponga fine all’uso distorto.
D. La presenza in tv quanto conta?
R. Molto.
D. Che cosa bisogna fare per ridare alla gente la fiducia nella politica?
R. Tornare a parlare in mezzo ai cittadini.
D. Non si avverte una crisi di valori ideologici e spirituali, soprattutto tra i giovani?
R. I giovani sono molto lontani dalla politica, preferiscono impegnarsi di più nel volontariato perché ritengono che la politica non dia loro spazio e poi non è concreta, non risolve i problemi.
VITA PRIVATA
Ex arbitro offeso da calciopoli
«Sono primo firmatario di una proposta di legge per una commissione d’inchiesta su calciopoli. Essendo arbitro benemerito della Federcalcio da 30 anni, ho arbitrato fino all’Interregionale, per me calciopoli è stata una botta tremenda, anche per colpa di errori commessi da chi doveva controllare, mancano i dirigenti che c’erano una volta, per questo serve una commissione».
Segue la Juve, il basket e il volley
«Nel tempo libero cerco di seguire le gare della Juve e del Pavia di basket e di volley, entrambe in A2».





