Referendum-Vassallum, in sintesi
marco | 19 gennaio 2008Referendum e Vassallum, di che cosa stiamo parlando
REFERENDUM. Ecco cosa cambierebbe se la metà più uno degli italiani aventi diritto dovesse recarsi alle urne per votare i tre referendum (è richiesto il quorum) e i sì vincessero. Sempre che il parlamento non faccia prima una nuova legge annullando, di fatto, la consultazione popolare.
PREMIO DI MAGGIORANZA. Il primo quesito (scheda verde) e il secondo (scheda bianca) affrontano la questione del “premio di maggioranza” alla lista più votata e innalzamento della soglia di sbarramentò. Le attuali leggi elettorali di Camera e Senato prevedono un sistema proporzionale con premio di maggioranza. Tale premio è attribuito su base nazionale alla Camera dei deputati e su base regionale al Senato. Esso è attribuito alla “singola lista” o alla “coalizione di liste” che ottiene il maggior numero di voti.
Il 1 e il 2 quesito, valevoli rispettivamente per la Camera dei deputati e per il Senato, si propongono l’abrogazione del collegamento tra liste e della possibilità di attribuire il premio di maggioranza alle coalizioni di liste. In caso di esito positivo del referendum, la conseguenza è che il premio di maggioranza viene attribuito alla lista singola (e non più alla coalizione di liste) che abbia ottenuto il maggior numero di seggi. Un secondo effetto del referendum è che abrogando la norma sulle coalizioni verrebbero anche innalzate le soglie di sbarramento.
SBARRAMENTO. Per ottenere rappresentanza parlamentare, cioè, le liste debbono comunque raggiungere un consenso del 4% alla Camera e 8% al Senato. In sintesi: la lista più votata ottiene il premio che le assicura la maggioranza dei seggi in palio, le liste minori ottengono comunque una rappresentanza adeguata, purché superino lo sbarramento. All`esito dell`abrogazione resteranno comunque in vigore le norme vigenti relative all`indicazione del «capo della forza politica» (il candidato premier) ed al programma elettorale.
Niente più candidature in più di un collegio Il 3 quesito (scheda rossa) si riferisce invece all’abrogazione delle candidature multiple. Se passerà, sarà possibile candidarsi soltanto in un collegio o circoscrizione.
VASSALLUM. Il cosiddetto «Vassallum», il progetto di nuova legge elettorale sulla quale Silvio Berlusconi si è detto disposto a discutere con Walter Veltroni, prende il nome da Sebastiano Vassallo, uno dei costituzionalisti che, insieme a Stefano Ceccanti, ha preparato la proposta. Quando è uscita allo scoperto circa due settimane fa, era stata definita anche «veltronellum», perché promossa dal segretario del Pd.
SISTEMA COMPLICATO – Il sistema, piuttosto complesso, contiene un misto di maggioritario e proporzionale corretto, con elementi dei sistemi elettorali tedesco e spagnolo. Il «Vassallum» prevede il 50% dei deputati eletti in collegi uninominali e l’altro 50% su base di lista a livello circoscrizionale.
SBARRAMENTO – Il modello tedesco è il sistema di base, con la modifica, di tipo spagnolo, per lo sbarramento che in Germania è al 5% a livello nazionale e che invece scatta come in Spagna, a livello delle circoscrizioni, in modo implicito (determinato dalla percentuale necessaria per aggiudicarsi un seggio), con un effetto bipolarizzante forse superiore al modello tedesco. Le circoscrizioni elettorali avrebbero le dimensioni medie di una provincia. L’elettore darebbe un solo voto, valido sia per il seggio attribuito con l’uninominale, sia per l’assegnazione dei seggi proporzionali della circoscrizione elettorale. I migliori perdenti del voto uninominale si aggiudicano i seggi spettanti al partito nella quota proporzionale e, se non bastano, si passa ai candidati delle liste circoscrizionali.
GRANDI PARTITI – Il sistema sembra privilegiare le formazioni politiche grandi e quelle medie con forti basi territoriali (come la Lega), mentre potrebbero essere penalizzate quelle medio-piccole diffuse in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Il risultato potrebbe essere un pluripartitismo moderato, in presenza di una bipolarizzazione intorno ai due partiti nazionali maggiori.





