Calderoli: "Le porcate le hanno fatte gli altri. Riforma perfetta se non fosse intervenuto il Colle"
marco | 30 gennaio 2008
Il senatore della Lega ricorda che nel testo originale c’era anche il premio di maggioranza al senato.
Domanda. Senatore Calderoli, lo sa che con la sua legge si sono presentati alle elezioni meno partiti che nei 20 anni precedenti? Eppure la chiamano porcata…
Risposta. Quando diedi quella valutazione lì, lo feci perché non avevo visto quelle degli altri. Che sono delle schifezze. Questa legge aveva il torto di poter far verificare, quello che poi si è realizzato, cioè di far vincere anche chi non aveva preso più voti. E questa per me era una cosa inaccettabile. Purtroppo si è verificata quella ipotesi, una su un miliardo di casi, ma si è verificata. Chi ne ha usufruito è stato il solo Prodi, non certo gli altri.
D. Infatti. Cosa risponde a chi anche nel centro-destra dice che le elezioni si sono perse proprio per colpa della sua legge?
R. Più di averlo detto prima di approvarla… Che dovevo fare. Io non ero un esperto di legge elettorale, lo sono diventato.
D. Perché è stata definita una porcata?
R. Sono stato io a ribattezzarla così. Perché se metti in condizione uno di prendere meno voti e nello stesso tempo di prendersi più senatori, se non è una porcata questa…
D. E le altre leggi…
R. Sono una cosa bestiale. Questa è democratica, le altre non lo sono.
D. Forse la sua legge sarebbe stata migliore con un premio di maggioranza anche al senato?
R. Ma era nata con un premio di maggioranza anche al senato. Fu tolto per le pressioni della presidenza della Repubblica perché diversamente avrebbe rinviato la legge alle camere. Il testo originale ce l’ho qui, quello originale prima che intervenisse il Colle.
D. Chi fu a spingere per questa legge elettorale?
R. Io ho dovuto subirla. Non volevo farla. Era l’Udc che la voleva. Fu un ricatto. Diversamente non avrebbe votato la devolution e non avrebbe votato la finanziaria.
D. Salta dalla sedia quando sente da molti, compresi gli esponenti dell’Udc, che questa legge non andava fatta?
R. Guardi lasciamo perdere. Saltare dalla sedia sono stati in tanti.
D. Come vede la crisi? Perché andare al voto è meglio di un governo istituzionale?
R. Perché non c’è più la legittimità del parlamento. Grazie al premio di maggioranza ci sono parlamentari che sono lì nonostante abbiano perso le elezioni nel loro collegio, hanno avuto il seggio per via del collegamento a Prodi e al premio di maggioranza. Se non c’è più Prodi che legittimazione hanno questi parlamentari che hanno preso il seggio con questo escamotage. Ci mancherebbe pure che taluni parlamentari andassero a sostenere un governo diverso da quello con cui erano collegati.
D. Il centro-destra si è ricompattato?
R. Casini ha preso la posizione esplicita sulle elezioni. Capisco che voglia differenziarsi, ma continuando così avrebbe creato l’alibi a coloro che sostengono che non ci sia una maggioranza che vuole andare al voto. E questo mi dispiacerebbe.
D. Che cosa risponde a Veltroni che sta spingendo affinché Berlusconi vada da solo al voto?
R. Veltroni vuol fare la parte del presidente della Repubblica e decidere tutto lui. Dirci cosa si deve fare. Pensasse a quello che fa lui. Va a mettere il naso al senato con la legge elettorale e di colpo è caduto il governo. Ha messo il naso sul decreto sicurezza ed è uno dei decreti non convertiti. Se stesse un po’ più a casa sua non sarebbe male. Si muove come un elefante in una cristalleria, ha già buttato giù tutto. La spallata a Prodi l’ha data lui.
D. Andando al voto cosa accadrà con le nomine ai grandi enti?
R. Sono società che hanno un bilancio consolidato, viene approvato in 60-80 giorni e poi si va al rinnovo delle cariche. Quindi si farà in tempo anche alla fine di giugno.





