Tg1, torna la Busi e la Maggioni scopre l’America di Borrelli. Floris copia Piroso. Il Tg1 contro il piano di Cappon
marco | 30 gennaio 2008![]()

Ci mancava pure Striscia. La solita “maledetta” Striscia per Fabrizio Del Noce. Non si può certo dire che per il direttore di RaiUno non ci siano gatte da pelare. Quando poi ci si mette di mezzo il programma di Antonio Ricci le gatte diventano tigri. Questa stagione di sicuro non verrà archiviata tra le più fortunate per Del Noce. Dopo aver perso la sfida con Canale 5 nel periodo di garanzia e aver recuperato un po’ con le performance di Celentano e Benigni, ecco che tra capo e collo è arrivata la mazzata delle intercettazioni. Ora che si respira aria di Sanremo, e la bufera sembra lontana, ecco spuntare lo scandalo di Sabato e domenica, l’appuntamento del week-end di Unomattina, denunciato da Striscia, con un attore che è intervenuto in trasmissione al posto del protagonista di un caso di cronaca. E’ stato proprio quest’ultimo a rivolgersi al programma di Ricci e a denunciare il fatto. Il conduttore che intervista l’attore è Franco Di Mare, giornalista del Tg1 prestato alla rete per il week-end, ma tuttora in organico nella redazione degli Esteri. Di Mare ai microfoni di Striscia si è difeso dicendo che il testo delle dichiarazioni erano quelle del testimone, mentre a leggerle era un attore. La classica ricostruzione, insomma. Di Mare ha letto un testo che gli è piovuto sul tavolo all’ultimo momento. Alla domanda: “ma lo sa che il diretto interessato è molto arrabbiato”, il giornalista ha risposto “mica può avercela con me, io che c’entro”. La palla, dunque, rotola verso il responsabile del programma, il caporedattore Luciano Scipioni. Inutile dire che Del Noce è saltato dalla sedia quando è venuto a conoscenza della figuraccia fatta dalla sua rete e immediatamente ha aperto un’indagine interna alla ricerca dei colpevoli. Il fatto è grave e nuoce non poco all’immagine di una Rai che sta attraversando un travaglio storico. La notizia ha scosso anche l’Usigrai.
NUOVO CDR AL TG2. Claudio Valeri, vicesegretario Usigrai, e Giovanni Alibrandi, caposervizio agli Speciali sono stati riconfermati membri del cdr del Tg2. Il terzo eletto è Donato Placido che ha preso il posto di Alfonso Marrazzo. Singolare il fatto che anche in una delle poche testate che può vantare un direttore in quota centro-destra, la maggioranza della redazione sia vicina al centro-sinistra, avendo votato due candidati di area centro-sinistra e uno di centro-destra (Alibrandi). E qui è l’Usigrai che scuote la Rai.
BENTORNATA BUSI. Anche Fiorello ha fatto le congratulazioni a Maria Luisa Busi che da lunedì siede nuovamente sulla poltrona della conduzione del Tg1 delle 20, dopo essere stata lontana dalla redazione per una maternità. La Busi è rientrata nella squadra dei conduttori delle 20 con David Sassoli, Attilio Romita e Tiziana Ferrario. A farle posto è stata Monica Maggioni che è volata negli States per la campagna elettorale americana. Un’occasione da non perdere per conquistare il posto di Giulio Borrelli, corrispondente prossimo alla scadenza.
FLORIS COPIA PIROSO. I due conduttori che sembrano lanciati alla scalata della popolarità (con voci di un possibile interessamento di Mediaset) vengono troppo spesso in collisione di argomenti. Chi ha visto lo speciale di Ballarò con l’intervista al figlio del commissario Calabresi (ucciso dai nazisti secondo la critica televisiva Claudia Vinciguerra, in una gaffe storica su RaiDue) gli sarà venuto sicuramente in mente una puntata di Niente di personale di qualche tempo fa, in cui Antonello Piroso intervistava lo stesso ospite di Giovanni Floris. Come se non bastasse il conduttore di Ballarò sembra aver scoperto i cantautori (Dalla è intervenuto nell’ultimo speciale) mentre da Piroso sono già andati De Gregori e Battiato.
ULTIMA EDIZIONE. Al Tg1 stanno facendo le barricate per impedire che venga attuato alla lettera il piano di Cappon. L’assemblea dei giornalisti ha respinto al mittente la proposta di tagliare le edizioni dei tg di mezza sera e della notte. Il 4 febbraio l’Usigrai incontrerà l’azienda per affrontare il problema e trovare delle soluzioni indolori. Sta di fatto che dopo le 21 in Rai vige la “deregulation” degli orari. Una volta tutti i telegiornali avevano un orario preciso di riferimento, anche quelli della notte, oggi non più visto che si sfora di programma in programma e i palinsesti sono diventati fotocopie tra le reti. In quest’ottica non è certo facile difendere trasmissioni che si accavallano. Come se non bastasse sfiorano il grottesco i casi dei giornalisti di Tg1, Tg2 e Tg3 che si litigano le postazioni a Palazzo Chigi o a Palazzo Madama. Non è facile riuscire nell’impresa di far andare tre testate in sovrapposizione. Eppure alla Rai ci si riesce. Di tutto, di più.





