Marco Castoro

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Riotta nel mirino della sinistra. I piccoli dell'Unione furibondi col Tg1

marco | 26 gennaio 2008

uscito il 26 gennaio 2008Prodi e la sinistra radicale, il giorno dopo. Dall’Unione alla frantumazione in pochi mesi. Nel mirino i quattro picconatori finiti sul banco degli imputati. Veltroni, che col Pd ha annunciato di voler correre da solo alle prossime elezioni. Mastella, che ha messo la parola fine alla coalizione. Il cardinale Bagnasco, che ha portato in chiaro le opinioni della Cei sul governo, dopo la vergognosa pagina di storia italiana della Sapienza. E il quarto uomo, il direttore del Tg1, Gianni Riotta, reo a giudizio di Prodi e della sinistra radicale di aver affossato la voce degli alleati “nani” dell’Unione. Sotto accusa il format studiato e realizzato negli ultimi mesi, quello della nota politica. Un breve contenitore di servizi, in diretta da Montecitorio, nel quale si riepiloga la giornata politica con l’abolizione del vecchio amato-odiato pastone. Leggi il resto dell’articolo »

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La7, uno sforzo multiplo per il 6 Nazioni di rugby

marco |

uscito il 26 gennaio 2008Sei Nazioni di rugby e La 7, un matrimonio consolidato che funziona da cinque anni. Anzi, da quest’anno ci saranno anche tre figli nati dall’accoppiata vincente, il web dell’ex capitano Troncon, i cortometraggi di Marco Paolini e l’interattivo. Ma andiamo con ordine. Cominciamo dallo storico torneo della palla ovale che vede al via l’Inghilterra, la Francia, l’Irlanda, la Scozia, il Galles e l’Italia. Due mesi di programmazione, 15 incontri e 40 ore di diretta tra febbraio e marzo, uno sforzo enorme per l’emittente del gruppo Telecom Italia Media, premiato però da ascolti rilevanti per la testata sportiva diretta da Antonello Piroso. Leggi il resto dell’articolo »

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Berlusconi sostituisce Schifani e Fede rischia il coccolone. Tg2 furioso e vincente

marco | 25 gennaio 2008

uscito il 25 gennaio 2008ripreso da Dagospia il 25 gennaio 2008
Diavolo d’un Berlusconi! Perfino Emilio Fede è stato colto di sorpresa dal suo intervento in diretta telefonica durante l’edizione straordinaria del Tg4, andato in onda dopo l’esito del voto al senato. Pronto, senatore Schifani? No, non sono Schifani, sono Berlusconi. L’espressione del volto di Fede era simile a quelle che si vedono al museo delle cere. Si guardava intorno, incredulo, cercava conferme. E se fosse uno scherzo, magari un’imitazione? Attimi di terrore interrotti dalla voce del Cavaliere. Direttore, sono io: il presidente Berlusconi. Fede, ancora scosso, si è inchinato… alla sorpresa, ovviamente, e ha ascoltato quanto il leader di Forza Italia e del Partito del Popolo aveva da dire. Dopo le dichiarazioni di rito, dal tono simile a quelle pronunciate a caldo quando si vince la Champions League, la linea è ritornata al direttore del Tg4. “Mi scusi presidente, credevo non fosse lei”. Del resto questo è il bello e il rischio della diretta. Fede ha concluso l’edizione con un saluto e un augurio ai suoi telespettatori: “Domani sarà davvero un altro giorno…”. Leggi il resto dell’articolo »

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Maurizio Acerbo (Prc): "No ai pasticci, meglio le urne. Prodi cade per aver sposato i poteri forti"

marco |

uscito il 25 gennaio 2008Maurizio Acerbo è nato a Pescara il 4 dicembre 1965. Eletto deputato nel partito della Rifondazione comunista.
Domanda. Giorni decisivi per la legislatura: si poteva evitare questo clima così rovente?
Risposta. A mio parere no, perché c’erano troppe contraddizioni. Si poteva arrivare alla crisi con ben altro stile. La politica italiana non è incivile da oggi, siamo davanti al fallimento del bipolarismo e di tutte le fesserie raccontate agli italiani dal ‘92. Oggi il parlamento è più frantumato che nella prima repubblica, con due poli che pur non differenziandosi rispetto alle grandi scelte economiche, sono subalterni alle stesse logiche, eccezione fatta per Rifondazione, producono un clima di continua rissa.
D. Il dopo Prodi. Urne o governo tecnico?
R. Cosa significa governo tecnico? A limite un governo istituzionale, ma dopo che sia chiaro la mission del governo istituzionale. Leggi il resto dell’articolo »

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Interviste
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Il governo Prodi II settimo per durata

marco | 24 gennaio 2008

DALL’ANSA

Con i 618 giorni il secondo governo Prodi si piazza al settimo posto nella classifica per durata. Il Governo più vicino a questo è il sesto governo Andreotti, un pentapartito rimasto in carica 615 giorni (dal 22 luglio 1989 al 29 marzo 1991), al quale seguì poi un Andreotti VII. Prodi non è riuscito ad avvicinare la durata del suo primo governo, rimasto in carica 875 giorni, dal 18 maggio 1996 al 9 ottobre 1998, che era stato il terzo per durata nella storia della Repubblica. Il primo in classifica è il secondo governo Berlusconi, con 1.410 giorni, seguito dal primo governo di Bettino Craxi, durato 1.059 giorni. Davanti al “Prodi due” ci sono anche il Moro terzo, il De Gasperi settimo e il Segni uno. Leggi il resto dell’articolo »

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politica
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Prodi ricasca sulla fiducia. Dieci anni dopo

marco |

DAL CORRIERE DELLA SERA

La storia si ripete. Con lo stesso amaro esito per Romano Prodi. Come il 9 ottobre 1998 (nella foto in alto con l’allora vice Walter Veltroni), il Professore inciampa infatti nella fiducia, e conquista suo malgrado un record nella storia della Repubblica: quello di cadere battuto in Parlamento da un voto di fiducia (nella foto in basso durante la convulsa giornata di oggi al Senato). Non è mai successo nella nostra storia, tranne che con gli esecutivi guidati da Prodi: in Italia i governi sono caduti quasi sempre infatti per crisi extraparlamentari. Leggi il resto dell’articolo »

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I 618 giorni del governo Prodi

marco |

DAL CORRIERE DELLA SERA

Il governo di Romano Prodi è rimasto in carica per 618 giorni. Ma sin dai primi giorni la sua sopravvivenza è stata resa complicata dalla risicata maggioranza al Senato. Ecco le principali tappe del «Prodi due». Caduto al ventottesimo voto di fiducia

10 aprile 2006 – L’Unione vince le elezioni alla Camera con un vantaggio di 25.000 voti (lo 0,06%), ma al Senato raggranella meno voti del centrodestra e raggiunge la maggioranza solo grazie agli eletti all’estero (oltre al sostegno di alcuni senatori a vita). Leggi il resto dell’articolo »

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Prodi sconfitto in Senato: cade il governo. Il premier al Quirinale: si è dimesso

marco |

DAL CORRIERE DELLA SERA

Voto di fiducia: 161 i no 156 i sì. L’Udeur si spacca, con Cusumano che vota sì: rissa, insulti e lui sviene

Non ce l’ha fatta. Il sogno di Romano Prodi si è infranto in Senato di fronte all’arida realtà dei numeri al termine di una lunga giornata cominciata con l’intervento del premier in Aula alle 15 e terminata con Prodi che alle 21 si è recato al Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano . Il presidente del Consiglio e il suo governo non hanno ottenuto infatti la fiducia richiesta. Hanno votato no in 161, mentre i sì sono stati 156. Un senatore (Scalera) si è astenuto, mentre tre erano gli assenti (Andreotti, Pallaro e Pininfarina). Il premier non è rimasto per ascoltare l’esito del voto, ma durante la votazione è immediatamente tornato a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio è poi andato al Quirinale dove ha rimesso il mandato nelle mani del capo dello Stato. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è riservato di accettarle. Il Quirinale ha poi comunicato che da venerdì pomeriggio cominceranno le consultazioni, partendo dai presidenti di Camera e Senato. Leggi il resto dell’articolo »

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Tim, dopo la Canalis anche De Sica potrebbe lasciare il testimonial

marco |

uscito il 24 gennaio 2008ripreso da Dagospia il 24 gennaio 2008
Gli spot della Tim che stiamo vedendo e ridevendo in questi giorni potrebbero essere gli ultimi con il vigile Persichetti. Christian De Sica, infatti, potrebbe non essere più il testimonial di uno dei gestori più popolari di telefonini. Attualmente in Tim tutto è fermo, si sta procedendo alla fase di ristrutturazione, dovuta al cambio della guardia al vertice, e per il momento non ci sono nuovi prodotti da lanciare nelle campagne pubblicitarie. All’orizzonte, a quanto sembra, potrebbe esserci un nuovo format che non prevede le battute di De Sica. Il vigile Persichetti è molto amato dal pubblico e in pochi sono pronti a scommettere su un cambio di testimonial. Dopo quasi tre anni Christian De Sica è avviato verso un record di fedeltà per il marchio Tim. Leggi il resto dell’articolo »

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Achille Totaro (An): "Giuda non abita al senato, meglio perdere la pensione che votare Prodi"

marco |

Uscito il 24 gennaio 2008Achille Totaro è nato a Firenze il 24 settembre 1965. Eletto senatore nelle liste di Alleanza Nazionale.
Domanda. Lei è uno dei 35 senatori della Cdl che perderebbero il diritto alla pensione se si andasse alle elezioni, come si sente?
Risposta. Condivido che la politica molto spesso sia una schifezza, ma non esageriamo. È anche fatta di passione, di impegno. Io ho iniziato a 14 anni, erano tutti comunisti nel liceo di Scandicci che frequentavo, ero l’unico di destra, militavo prima in Fronte della gioventù, poi nel Fuan, nell’Msi. Quindi ne ho vissute di situazioni difficili, poi con l’andare del tempo sono arrivato fino a fare il senatore. Il mio impegno è rimasto sempre lo stesso, di quando andavo ad attaccare manifesti, tra l’altro mi porto appresso anche gli strascischi di allora, perfino un processo, per me la politica è un impegno militante. Il problema della pensione non me lo pongo proprio. Leggi il resto dell’articolo »

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