Conti o Fiorello per Sanremo 2009. Baudo appeso a Veltroni
marco | 5 marzo 2008
C’è poco da fare: per il prossimo Sanremo Fabrizio Del Noce sbaraccherà tutto. Via Baudo e formula da ridisegnare. Pippo può essere salvato solo da Veltroni, qualora il Pd vinca le elezioni. In quel caso Del Noce perderebbe potere e Baudo, che ha ribadito la fedeltà al centro-sinistra, eviterebbe la ghigliottina. Del resto la sua fede politica l’ha dichiarata apertamente davanti ai microfoni e poi ha fugato ogni dubbio invitando ospiti come Jovanotti che ha cantato l’inno del Pd (ma non è certo colpa dell’autore se è stato scelto da Veltroni) e Fiorella Mannoia, una delle star più gettonate negli eventi romani del sindaco Walter. Seppure va detto che per trovare artisti di centro-destra ci vuole il lanternino.
Ma non sono stati gli ospiti la croce di Pippo, bensì il flop di ascolti (30 per cento in meno dell’anno scorso) che ha compromesso anche il periodo di garanzia primaverile. Per i successori di Baudo si sono fatti i nomi di Paolo Bonolis, Gerry Scotti e Fiorello. Scotti ha poche chance. Per Bonolis esiste il problema della scadenza del suo contratto che lo lega a Mediaset, mentre Fiorello può partire in prima fila. Ma tra le candidature prende corpo quella di Carlo Conti, vero favorito per la prossima edizione. Se non altro dal punto di vista degli ascolti è una garanzia. Intorno a lui va però creata una struttura di esperti, anche per trattare con i discografici. Di Baudo ce n’è uno. Pure quando perde (per la cagnara che scatena).
DEL NOCE-GRASSO, CHE MATCH. Le vecchie ruggini (e querele) tra Fabrizio Del Noce e Aldo Grasso hanno tenuto banco anche in questa edizione. L’anno scorso la diatriba era sui dati d’ascolto, quest’anno sui voti in pagella. Aspettiamo la prossima…
DATECI I FACCIA A FACCIA. Cresce il partito composto da coloro che desiderano vedere i faccia a faccia in tv tra i big della politica italiana. Vespa e Mentana (ma non solo loro) farebbero carte false pur di poter arbitrare scontri del tipo Casini contro Berlusconi o Bertinotti contro Veltroni (non sarebbe male nemmeno il match Fini-Storace). Per ora, in attesa del circo dei candidati premier, gli anchorman si consolano con il match tra Casini e Bertinotti, con i contendenti che ormai fanno la figura dei due pugili che pur di far cassetta combattono su qualsiasi ring. Tanto sanno dove andare a parare i colpi dell’avversario. Certo che con questa par condicio e con i paletti messi da Vigilanza e Authority non sarà facile arrivare al traguardo. Anche perché sull’argomento dei faccia a faccia Berlusconi e Veltroni si comportano come il ciclista che fa il surplasse per non tirare la volata all’altro. Ma ora stiamo per entrare nell’ultimo mese di campagna elettorale e qualcosa di sicuro andrà fatto. Sembra davvero improbabile che venga allestita una trasmissione con tutti i pretendenti presenti e con il cronometro che scatta per le battute a disposizione. Ci prenderebbe in giro mezzo mondo. Più complessa, ma più possibile, l’idea di frazionare la contesa in due o tre trasmissioni sorteggiando gli ospiti. Magari, con un po’ di fortuna, nella stessa puntata Casini potrebbe capitare con Berlusconi, mentre Bertinotti con Veltroni. Non resta che sperare nei sorteggi. Si potrebbe fare come si faceva qualche anno fa per la Coppa dei Campioni, mettendo in frigo le palline con i nomi da sorteggiare, almeno la mano che le deve estrarre possa riconoscerle.





