Pdl in testa anche negli ascolti tv, ma il partito di Veltroni vanta più presenze grazie a La7
marco | 19 marzo 2008
Berlusconi è stato chiaro e tondo: «La par condicio è una legge voluta dalla sinistra. Quando andremo al governo, e avremo una maggioranza coesa, sarà una delle prime leggi che abrogheremo». Lo ha ribadito rispondendo all’accorato appello di Emilio Fede, il direttore del Tg4 che si sente imbavagliato, e con le manette ai polsi per colpa della legge in vigore in campagna elettorale. Eppure, guardando i dati diffusi dal centro di ascolto (aggiornati al 16 marzo), tutto si direbbe meno che Fede rispetti alla lettera la legge: il rapporto tra il Pdl e il Pd è di 4 a 1. In pratica, nell’approfondimento di Fede, per ogni presenza politica del partito di Veltroni ce ne sono ben 4 dello schieramento che fa capo a Berlusconi.
Ma non tutte le trasmissioni vantano squilibri come il Tg4. In perfetto equilibrio la situazione a Porta a Porta e a Speciale Tg1. In pratica, di questi tempi, Bruno Vespa e Gianni Riotta sembrano più notai che giornalisti. Così come al Tg5, al Costanzo show, a Primo piano e al TgLa7. In leggero vantaggio di presenze (14-12) il Pd a Unomattina e il Pdl (4-2) a Matrix, ma sicuramente in pochi giorni i piatti della bilancia torneranno in equilibrio. Pd in vantaggio più consistente su Omnibus (32-28) e all’Infedele di Gad Lerner (6-2).
La mania della perfezione (e il rigoroso rispetto della legge) ha fatto venire un diavolo per capello a Bruno Vespa qualche sera fa, nella puntata di Porta a Porta che ospitava Cesare Damiano (Pd), Roberto Castelli (Lega nord) e altri quattro candidati premier: Franco Turigliatto (Sinistra critica), Roberto Fiore (Forza nuova), Marco Ferrando (Partito comunista dei lavoratori) e Fabiana Stefanoni (Sinistra alternativa). A un certo punto Turigliatto ha dato vita alla sceneggiata napoletana e se n’è andato. Vespa è andato su tutte le furie, l’ha accusato di essere scorretto e se l’è presa con se stesso per aver dato spazio ai partiti più piccoli. Una trasmissione che alla fine ai telespettatori ha fatto venire voglia di votare Veltroni o Berlusconi, soprattutto dopo aver ascoltato i contenuti dei programmi degli altri candidati premier.
Continuando nell’analisi dei dati del centro di ascolto va sottolineato il fatto che nelle presenze in trasmissioni di approfondimento il Pd legittima il vantaggio con 6 gettoni in più rispetto al Pdl (137 a 131). Terzo posto per la Sinistra Arcobaleno, quarto per l’Udc e quinto per la Destra. In pratica Berlusconi e Veltroni spopolano nei tg (il Cavaliere ha più tempo di parola in quelli Mediaset, l’ex sindaco di Roma in quelli Rai), ma per quanto riguarda le trasmissioni tv in chiaro, Fausto Bertinotti è il candidato premier più presente. Berlusconi e Veltroni hanno però sempre ottenuto di poter essere ospiti in trasmissioni senza contraddittorio. Mentre il leader di Rifondazione ha dovuto affrontare più di un faccia faccia. Tuttavia, se il Pd può vantare un vantaggio sulle presenze, la classifica degli ascolti bacia il Pdl di Berlusconi, Fini e Bossi che stacca di 12 punti Veltroni.





