Walter e Silvio si beccano a distanza come Clay e Foreman senza ring
marco | 27 marzo 2008
La par condicio in tv imperversa anche a distanza. È un po’ come l’aviaria, tutti la temono, seppure alla fine non faccia vittime. Anzi, probabilmente le salva. Questo faccia a faccia tra Berlusconi e Veltroni sta diventando come il matrimonio tra Renzo e Lucia: non s’ha da fare. Nonostante i due «promessi sposi» facciano di tutto per assomigliare a Cassius Clay e a George Foreman prima del mitico match di Kinshasa. Si chiamano, si sfidano, si stuzzicano. Ieri Bruno Vespa è stato costretto ad annullare la puntata di Porta a Porta con ospite Silvio Berlusconi. Perché? In nome della par condicio, ovviamente. Walter Veltroni, che avrebbe dovuto essere l’ospite nella serata successiva a quella del leader del Pdl, ha deciso di non accettare l’invito. Vespa, visto che non può ospitarli assieme, sta facendo i salti mortali per averli lo stesso, almeno separati di 24 ore. Un giorno che finisce e un altro che comincia, come direbbe Marzullo. Ma il candidato premier del Pd ha ritirato la sua disponibiltà a partecipare alla trasmissione di RaiUno e la redazione di Porta a Porta è stata costretta, di conseguenza, ad annullare pure la trasmissione con Berlusconi.
Veltroni ha detto che andrà da Vespa solo per un faccia a faccia con il Cavaliere, l’unico caso in grado da far annullare i suoi impegni di campagna elettorale. Si continua, dunque, a fare riferimento a una sfida che la legge non consente di fare. In quanto tutti i candidati premier avrebbero diritto a incontrarsi l’uno contro l’altro. Ci vorrebbe una specie di campionato di Serie A.
Veltroni continua ad alzare i toni. A lanciare il guanto della sfida. Il quartier generale del Pd ribadisce di volere il faccia a faccia. Semmai chi scappa davanti alla proposta è Silvio Berlusconi, dicono. Bonaiuti, per contro, risponde che anche il Cavaliere vuole il match ma prima è necessario eliminare la par condicio. Vespa, Mentana, Santoro, Floris, Piroso, Riotta, Mimun: tutti farebbero carte false pur di ospitare il faccia a faccia tra i due politici. Anche il direttore di Sky Tg24, Emilio Carelli, l’ha chiesto, dicendo di essere pronto di mandarlo in chiaro, e quindi non visibile solo per gli abbonati, pur di averlo. Bertinotti, invece, farebbe carte false per avere il faccia con Veltroni. A Casini interessa solo quello con Berlusconi. Insomma chi più ne ha più ne metta.
La realtà è un’altra. Ingessati dalla par condicio, da adesso in poi potrebbero saltare perfino gli scontri a distanza. Un altro esempio di come l’Italia sia diversa dagli altri paesi europei e americani, nei quali il rifiuto della sfida televisiva viene visto come un affronto ai cittadini.
Eppure Walter e Silvio continuano a beccarsi a distanza. Addirittura, lo stesso fair play, che ha caratterizzato finora la disputa, viene messo a dura prova. Veltroni fa Clay: «Si faccia il confronto. Dove vuole, quando vuole, come vuole. Noi siamo pronti a farlo perfino sulle sue reti. Vado anche lì, ma non scappi». Berlusconi replica alla Foreman: «Io sono in grado di stracciare qualunque avversario, perché io nella mia vita ho fatto tutto ciò che gli altri non hanno fatto. Io sono un uomo di fatti non di parole, come qualcun altro. I fatti vincono sulle parole».
Come non accostarli a due pugili prima del match? Sembrerebbe mancare solo la bilancia per pesarli. Tuttavia, quello che manca davvero è proprio il match. Una sfida che resterà solo virtuale. E chi meglio dei due contendenti se ne farà una ragione? Due pugili campioni del mondo, ma senza il ring.
L’unico a finire veramente al tappeto è Bruno Vespa. Nonostante abbia vinto ai punti.





