Ciarrapico: sono nerissimo e non lo rinnego
marco | 28 marzo 2008![]()
LATINA. La palude bonificata dal Duce. Tante fiamme accese che indicano la strada della convention. Il museo Piana delle Orme, la casa storica nella quale risiedono i cimeli della seconda guerra mondiale.
In questa solenne atmosfera Giuseppe Ciarrapico ha aperto ufficialmente la sua campagna elettorale che lo vede in lizza nella squadra di Silvio Berlusconi per un posto da senatore nel Lazio, la regione che potrebbe diventare decisiva per la maggioranza di palazzo Madama. Un chiaro richiamo ai valori del passato e agli insegnamenti politici di Giorgio Almirante che «oggi si fa fatica a difendere», sottolinea l’editore.
E’ arrivato all’appuntamento con qualche minuto di ritardo, come fanno le grandi star. A piccoli passi si è avvicinato al tavolo coi microfoni. Osannato nel percorso dalle comparse presenti, desiderose di stringergli la mano e di auguragli buona fortuna. Le quattro guardie del corpo controllano la situazione, ma senza farsi notare.
Nessun vip presente. Solo amministratori del sud pontino e glorie locali, su tutti i “camerati” Ajmone Finestra, ex sindaco di Latina e senatore, ancora oggi capolista del Ms Fiamma tricolore, e il senatore ciociaro Oreste Tofani.
«Camerati sì», ribadisce Ciarrapico, «Lo voglio dire 10 volte, senza essere frainteso. Noi non rinneghiamo il passato, la nostra terra, quei principi e quegli insegnamenti di Almirante ai quali ci siamo sempre attenuti. I nostri padri ci guardano dall’alto e ci chiedono di combattere la nostra battaglia».
Prima di sedersi al tavolo delle celebrità la banda ha intonato le note del Mameli. Tutti in piedi. Sull’attenti. Ciarrapico con la mano sul cuore e lo sguardo impietrito.Si comincia. Dopo Tofani e Finestra tocca al Ciarra.
Subito una raffica contro Pierferdinando Casini. «Ha detto che Berlusconi ha raccolto di tutto nelle sue liste. Ebbene vorrei ricordargli come si sentiva onorato della mia amicizia quando con l’ente Fiuggi finanziavo la festa dell’Amicizia. Dico a lui e alla sua corte celeste che io con questa gente pontina faremo di tutto per non fargli mettere piede in queste zone. Qui non ci si genoflette davanti ai cardinali, come fa lui per avere uno sgabello per la politica. Il signor Casini deve tutto a Forlani. Eppure quando Arnaldo Forlani finì alla gogna lui non fece nemmeno un gesto».
Tra una stilettata e un passaggio sui valori, l’editore spiega l’intervista su Repubblica: «Tutta quella cagnara… Ma che cosa ho detto di tanto eclatante? Tutte cose che dico da 60 anni, nulla di nuovo.
Ha ragione Berlusconi quando mi ha detto: sperano che ti spaventi e scappi. Ma io non ci penso proprio a scappare.
Hanno perfino detto che sono un antisemita. Nel periodo delle leggi razziali avevo solo 4 anni e mezzo. Sarò stato anche un enfant prodige, ma all’anima dell’enfant prodige! Ho rilasciato quell’intervista a Repubblica per una questione umana: sono amico da 40 anni del rosso principe Caracciolo. Lui è rosso, io sono nero, nerissimo. A Veltroni rispondo: ma tu qualche anno fa non avevi dichiarato di essere comunista? Io voglio morire, spero tra diversi anni, con le stesse idee che per una vita mi hanno fatto credere in certi principi».
E’ un Ciarrapico che va a ruota libera. Ce n’è per tutti. Anche Romano Prodi e Fausto Bertinotti finiscono nel calderone. «Prodi è gommoso nell’aspetto, anche se ora mi dispiace che l’abbiano lasciato solo. Per anni ha fatto dei danni incredibili. Ora tocca all’Alitalia. Non gli sono bastati gli 80 miliardi di lire dati a Cimoli come liquidazione. Certa gente, più danni fa, più cresce in carriera. Di me hanno detto che ero stato condannato per il crack ambrosiano, ma nessuno dice quanti soldi io ho restituito».
Passiamo a Bertinotti. «Il leader della Cosa rossa. Uno come lui che si faceva i week-end in aereo con la moglie, la sua signora, pupilla dei salotti romani». Applausi scroscianti dei fedelissimi. Anche se la sala si va riempiendo solo nel finale, 150, forse 200 le presenze. Sembra di essere sul set di un film di Virzì. Ma ben presto le battute di Ciarrapico su Veltroni ci riportano alla realtà: «Lui come Casini è abituato a stare sempre dalla parte di chi vince, anche se a vincere sono sempre gli altri. Le sue liste sono un inciucio coi padroni. Lo so che sono un personaggio scomodo ma ho una gran voglia di combattere questa battaglia». Intanto la palude pontina è tornata a essere una palude per via della pioggia intensa. Ma il Ciarra non se ne cura. Saluta tutti come una star: «Candidato bagnato, candidato fortunato». Così parlò Ciarrapico.





