Rutelli-Alemanno, sfida all'ultima gufata
marco | 24 aprile 2008
Chi vincerà il ballottaggio tra Francesco Rutelli e Gianni Alemanno? Nemmeno il mago Zurlì, a oggi, potrebbe indovinare chi conquisterà il Campidoglio.
Tuttavia, va detto che, seppure i due contendenti si sfidano a colpi di clava nelle piazze e in tv, i rispettivi entourage di Rutelli e Alemanno pensano e temono di perdere. Anzi, in verità più di qualcuno confessa che si respira un’aria dimessa in entrambi i quartieri generali. Forse se la «gufano», come direbbe Totti.
Ma uno dei due dovrà pur vincere. Anche se entrambi fanno di tutto per perdere. In caso di sconfitta che cosa accadrà? Se a rimanere col cerino corto in mano sarà Rutelli scoppierà un finimondo all’interno del Pd. Si ridiscuteranno tutte le leadership e le svolte. Lo stesso Veltroni verrebbe messo sotto processo, per la gioia di D’Alema e di Bersani (in pole position per la successione nel ruolo di segretario). Bettini e il modello Roma finirebbero ridimensionati.
Non a caso l’ex sindaco Walter Veltroni si sta prodigando molto in favore di Rutelli. Incontra i cittadini, affianca il candidato del Pd, scrive ai romani. In una lettera spedita ai residenti Veltroni ricorda tutte le conquiste del modello Roma, dal boom dei turisti alla realizzazione delle metropolitane, dal Passante a Nord Ovest all’Auditorium. Con l’unica differenza che questa volta Veltroni sottolinea come a Roma non ci sarebbe tutto questo senza il grande lavoro iniziato da Rutelli. Affermazioni che la dicono lunga su quanto pure Veltroni si giochi in questa partita gran parte della dote e del suo futuro.
Rutelli per contro continua a non spostare il mirino della sua campagna elettorale. Più che ai problemi di Roma e dei romani insiste a prendersela con la Lega. Nei suoi appelli per il voto si rivolge all’orgoglio dei cittadini della capitale per non lasciare la città nelle mani di chi si è già preso l’Italia. Di chi parla di Roma ladrona e vede il Colosseo come un simbolo da bruciare in una crociata. Della Lega, insomma. Come se veramente ci sia il pericolo dei barbari che assediano le mura della capitale. Come se il calendario segnasse ancora l’anno mille. Esagerazioni che testimoniano come l’antiberlusconismo sia stato sostituito dall’antileghismo.
Dall’altra parte della carreggiata non è che le cose siano poi così tanto diverse. C’è un nemico da annientare a ogni costo. Chiamasi Rutelli o Veltroni. Di fantasia ce n’è poca. Si cavalca la tigre della sicurezza, problema molto sentito a Roma, ma comunque non l’unico. Si bocciano i braccialetti, ma si pensa poco a chi non arriva a fine mese con lo stipendio, a chi è costretto ad aspettare mesi e mesi per avere un posto negli asili nido, o ancor peggio, per fare una ecografia in ospedale. Alla scuola, alla sporcizia, alle periferie.
Anche Alemanno ha scritto ai romani. Per non essere da meno di Veltroni. Ringrazia gli elettori della capitale per il sostegno ricevuto e li incoraggia a ripetersi. Come? Con uno slogan che è diventato il più sfruttato di tutte le campagne elettorali di questa primavera. Il «Mi fido di te» che ha usato Veltroni parafrasando la canzone di Jovanotti.
Ma vi sembra plausibile che Alemanno copi lo slogan di Veltroni? O che Rutelli creda davvero che la Lega voglia bruciare il Colosseo? I romani chiedono un sindaco che risolva i loro problemi, non che racconti le favole o faccia di una canzone uno slogan. Guardate come è andata per Veltroni che si è portato sul palco Benigni e Jovanotti… E pensate come potrebbe andare ad Alemanno che per la sua chiusura elettorale di domani si porta sul palco i ballerini di «Amici». Meno male che c’è Berlusconi a coniare lo slogan adatto e vincente per Roma: «Scopa nuova scopa bene».





