Il modello Roma è finito. Il Campidoglio si sposta a destra. Zingaretti baluardo del Pd
marco | 28 aprile 2008Gianni Alemanno (Pdl) è il nuovo sindaco di Roma. Ha battuto al ballottaggio Francesco Rutelli di 100 mila voti. Tanti. Tantissimi. Vendicando la sconfitta di Fini (proprio contro Rutelli) di 15 anni fa. Il modello Roma, dunque, ha scritto la sua ultima pagina. E probabilmente i protagonisti di quel miracolo Roma, tanto decantato nel mondo, ora finiranno sotto processo. Bettini, Veltroni e lo stesso Rutelli dovranno affrontare la gogna. Il loro errore è stato quello di ripresentare l’ex sindaco Rutelli, visto oggi dai romani come un vecchia statua del passato. Alemanno ha vinto soprattutto sotto la spinta delle periferie, deluse dalla giunta Veltroni. Rutelli invece ha perso. E ha perso perché molti romani che hanno votato Zingaretti (Pd) alla provincia non l’hanno fatto per il candidato a sindaco del Pd. Morale della favola: Zingaretti ha vinto, Rutelli ha perso. E la sconfitta è tutta sua (e di chi l’ha scelto come candidato). L’astensione alle urne, superiore rispetto al primo turno, ha finito per danneggiare il candidato del Pd. Il ponte festivo e il primo assaggio di tintarella hanno portato fuori dalla città i radical chic vicini a Rutelli. Ma visto il successo di Zingaretti, e soprattutto confrontandolo con quello che ha fatto Rutelli, salta subito agli occhi il fatto che a decidere la contesa sia stata anche la sinistra radicale. I voti che sono mancati hanno i colori de… l’Arcobaleno. Vendetta, tremenda vendetta, verso chi come Veltroni li ha lasciati fuori dalla porta. Mentre Prodi gli aveva dato i posti più importanti del banchetto nuziale. A questo punto viene da chiedersi: chi ha sbagliato di più Prodi o Veltroni? Mah. A pagarla cara sono stati in tanti. Tutti i big della vecchia Unione. Chissà, forse con un po’ di umiltà in più… si poteva presidiare meglio il territorio. E non solo la poltrona nei posti di potere, nei salotti che contano e in tv.





