Castelli (Lega): farò opere pubbliche solo al Nord

29 04 2008

uscito il 29 aprile 2008La Lega ha fatto fuoco e fiamme per un colle: il Viminale. Una volta issata la bandiera, i bollenti spiriti degli esponenti del Carroccio si sono placati. Anche il sacrificio di Calderoli all’investitura di vicepremier è stata vista in quest’ottica. Come il prezzo da pagare per la vittoria.
Domanda. Senatore Castelli, dunque sul governo la quadra è stata trovata. Accordo fatto?
Risposta. Io non ero presente all’incontro ma a giudicare dalle dichiarazioni fatte direi di sì. Leggi il resto »



Alemanno sindaco di Roma. Ora bisognerà fare la giunta del Campidoglio

29 04 2008

uscito il 29 aprile 2008Fatto il sindaco ora bisogna fare gli assessori. La squadra di governo per la nuova giunta Alemanno comincia a prendere corpo, anche se per vederla materializzarsi bisognerà aspettare gli incarichi che verranno assegnati a Palazzo Chigi. Diciamo che oltre al vice sindaco Mauro Cutrufo, sembra sicuro l’incarico, come assessore al Bilancio, di Andrea Augello, senatore da anni, fratello di quel Tony Augello al quale Alemanno ha dedicato per primo il successo in queste elezioni. Andrea Augello ha ricoperto anche alla regione Lazio il mandato, con Storace governatore. Leggi il resto »



Il modello Roma è finito. Il Campidoglio si sposta a destra. Zingaretti baluardo del Pd

28 04 2008

Gianni Alemanno (Pdl) è il nuovo sindaco di Roma. Ha battuto al ballottaggio Francesco Rutelli di 100 mila voti. Tanti. Tantissimi. Vendicando la sconfitta di Fini (proprio contro Rutelli) di 15 anni fa. Il modello Roma, dunque, ha scritto la sua ultima pagina. E probabilmente i protagonisti di quel miracolo Roma, tanto decantato nel mondo, ora finiranno sotto processo. Bettini, Veltroni e lo stesso Rutelli dovranno affrontare la gogna. Il loro errore è stato quello di ripresentare l’ex sindaco Rutelli, visto oggi dai romani come un vecchia statua del passato. Alemanno ha vinto soprattutto sotto la spinta delle periferie, deluse dalla giunta Veltroni. Rutelli invece ha perso. E ha perso perché molti romani che hanno votato Zingaretti (Pd) alla provincia non l’hanno fatto per il candidato a sindaco del Pd. Morale della favola: Zingaretti ha vinto, Rutelli ha perso. E la sconfitta è tutta sua (e di chi l’ha scelto come candidato). L’astensione alle urne, superiore rispetto al primo turno, ha finito per danneggiare il candidato del Pd. Il ponte festivo e il primo assaggio di tintarella hanno portato fuori dalla città i radical chic vicini a Rutelli. Ma visto il successo di Zingaretti, e soprattutto confrontandolo con quello che ha fatto Rutelli, salta subito agli occhi il fatto che a decidere la contesa sia stata anche la sinistra radicale. I voti che sono mancati hanno i colori de… l’Arcobaleno. Vendetta, tremenda vendetta, verso chi come Veltroni li ha lasciati fuori dalla porta. Mentre Prodi gli aveva dato i posti più importanti del banchetto nuziale. A questo punto viene da chiedersi: chi ha sbagliato di più Prodi o Veltroni? Mah. A pagarla cara sono stati in tanti. Tutti i big della vecchia Unione. Chissà, forse con un po’ di umiltà in più… si poteva presidiare meglio il territorio. E non solo la poltrona nei posti di potere, nei salotti che contano e in tv.



Con Veltroni è tramontata a Roma anche l’era dei fratelli Toti

26 04 2008

uscito il 26 aprile 2008Il tramonto sull’era Veltroni potrebbe portare la notte fonda anche per gli affari della famiglia Toti, i costruttori più legati all’ex sindaco di Roma, ora leader del Pd. La Lamaro costruzioni ha lavorato moltissimo nel dopo Rutelli. Anche se in verità non è stata l’unica grande impresa a farlo. Fino all’ultimo giorno del mandato di Veltroni i Toti hanno cercato di far passare nel nuovo piano regolatore della capitale tre varianti. La prima riguardava l’area Bufalotta e il progetto del polo universitario Luiss ai Parioli. La seconda il progetto Millennio nella ex area Alitalia in zona Magliana. La terza le Torri dell’Eur, il popolare quartiere sulla Colombo. Per Toti le tre varianti avrebbero significato mettere le ciliegine su una grossa torta già costruita negli anni dell’era veltroniana con alcuni appalti di grande prestigio, come la Nuova Fiera di Roma, la chiesa 3 vele, gli ex mercati generali dell’Ostiense, la Galleria Colonna, quartieri edilizi a Porta di Roma, Laurentina, il teatro all’interno di Villa Borghese. Leggi il resto »



Ballottaggio Roma: l’astensione al voto può danneggiare Rutelli

26 04 2008

uscito il 26 aprile 2008Il sole, il mare, la tintarella e il lungo ponte potrebbero costare caro a Rutelli. In pratica se i romani, attratti dal primo assaggio della stagione estiva, dovessero disertare le urne per l’ex vicepremier di Prodi sarebbe più difficile spuntarla nel ballottaggio che lo vede opposto a Gianni Alemanno per il Campidoglio. Ma come, viene da chiedersi, si è sempre detto che in vacanza ci vanno coloro che possiedono più soldi, quindi dovrebbe essere la destra a pagare pegno. Invece no. Gli addetti ai lavori sono chiari su questo punto. I radical chic e i poteri economici appoggiano prevalentemente il candidato del Pd. Perciò se disertano le urne per andare al mare chi perderà voti sarà Rutelli. Il voto di Alemanno è più rappresentativo delle periferie, più espressione della protesta cittadina. Di chi vuole più sicurezza, di chi ha problemi ad arrivare a fine mese e di chi chiede maggiori servizi sociali. Leggi il resto »